Strategia per Holdem – Le Odds. Parte 2

22 Ottobre 2011, Paolo “aceandajoker” Iannazzo

poker odds

Nell’articolo precedente abbiamo imparato il valore delle odds e l’importanza di fare le nostre scelte in base alle probabilità che abbiamo di vincere la mano in determinate situazioni.

Adesso impareremo come calcolare le odds.

Analizziamo quindi un paio di situazioni tipiche che ci aiuteranno a valorizzare le nostre scelte quando siamo in draw.
Supponiamo ad esempio di avere a5 a fiori: al flop scendono 2 carte del nostro stesso seme, che probabilità abbiamo di centrare colore con le rimanenti 2 carte?

Siamo a conoscenza del fatto che il mazzo è composto da 52 carte, 13 per seme, e che le nostre carte utili rimaste al flop sono 9 (13-2 in nostro possesso -2 presenti al flop=9). La probabilità di centrare colore al turn e di 9/47 (47 sono infatti le carte che non conosciamo), mentre di chiudere il nostro draw al river sono di 9/46.
Per sapere le odds totali dobbiamo quindi sommare le due frazioni: 9/47 + 8/46= 0.191 + 0.195= 0.386; abbiamo quindi il 38.6% di vincere la nostra mano chiudendo colore.

Se volete invece calcolare le odds in termini di frazione basta divedere 1 x la cifra ottenuta in precedenza: quindi 1/0.386= 2.59, deduciamo quindi che abbiamo una possibilità su 2.59 di chiudere colore.

Supponiamo adesso di avere JT off e di centrare una bilaterale al flop. Per sapere quali sono le possibilità di fare scala sino al river dobbiamo ripetere lo stesso giochino, considerando però che stavolta i nostri out sono otto e non più nove, il calcolo sarà il seguente: 8/47+ 8/46= 0.170 + 0.177 = 0.35. Avremo quindi il 35% di probabilità, ovvvero una possibilità su 2.86 (1/0.35) di prendere il piatto chiudendo la scala.

Dobbiamo comunque tenere bene in mente che le odds da noi calcolate non saranno mai le odds effettive al flop. Potremmo, ad esempio, avere un progetto di scala con 2 over card rispetto all’ avversario: in questo caso saremmo generalmente in una situazione di coin flip, o potremmo non avere le over card e trovare un set dall’ altro lato del tavolo e le nostre odds qui si ridurrebbero a circa il 30%.

Per qualsiasi dubbio o approfondimenti postate pure i vostri commenti ai quali prometto di rispondere individualmente.

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Strategia per l’Holdem Poker: le Odds

16 Ottobre 2011, Paolo “aceandajoker” Iannazzo

poker odds

Il seguente articolo servirà a darvi una panoramica in riguardo alle odds, ovvero le probabilità che avete di pescare la carta agognata.

Le odds sono la base del poker. Molti giocatori inesperti giocano le loro carte in base alla sensazione del momento e/o hanno un range di mani con le quali si trovano a fare spesso call indipendentemente dall’ammontare della puntata che si trovano di fronte.

E’ molto importante invece selezionare il range di carte giocabili. Ad esempio, in tavolo full ring, dovreste giocare intorno al 10% delle vostre mani nei programmati, e circa il doppio quando vi cimentate nei cash.

Giocare ogni 2 carte a colore con la speranza di chiudere e vincere molti chips è un errore tanto comune quanto grossolano. Le probabilità infatti di chiudere il nostro fatidico colore al river con esattamente 3 carte del vostro stesso seme sono di 16 a 1. Spesso e volentieri vi troverete costretti a gettare la vostra mano prima, dato che le possibilità di centrare al flop almeno 2 carte dello stesso colore sono di 8 a 1, mentre avete solo una probabilità su 124 di centrare il colore.

Lo stesso ragionamento va fatto per le coppiette (2-2,…7-7). In questo caso le probabilità di settare al flop sono di 7.5 a 1 mentre al river di 4 a 1. Detto questo, non solo non siamo sicuri di guadagnare molte chips qualora pescassimo la nostra carta, ma dobbiamo anche considerare le revers implied odds; ovvero: non è assolutamente detto che il nostro tris sia sempre la mano vincente e nel caso in cui ci trovassimo di fronte ad una mano ancora piu forte della nostra andremmo a perdere tutto il nostro stack praticamente sempre.

Preso questo in considerazione, un call con mani tipo k8s di fronte ad un rilancio standard 3x è assolutamente fuori luogo. Ha più senso invece farlo con Axs solo nel caso in cui sia noi che l’ original reiser abbiamo degli stack molto deep (almeno 50 BB) e siamo fiduciosi di poter staccare l’avversario nel caso in cui chiudiamo la nostra mano, vuoi perche’ gli leggiamo una mano molto forte o perché chi abbiamo di fronte non è molto incline a foldare.
I call contro le odds vengono a volte fatti per inesperienza e altri per noia.

La noia è nemica di un buon poker, considerate infatti che dover giocare solo il 10% delle vostre mani in un torneo, vorrà dire che durante un ora vi troverete effettivamente impegnati soltanto per 6 minuti.

Indi per cui la domanda sorge spontanea: cosa fare per i rimanenti 54 minuti?

La cosa piu sensata da fare on line, e multitablare. Se non abbiamo molti soldi da investire possiamo tranquillamente aprire piu tavoli con buy in inferiori.

Ciò nonostante, non tutti (specialmente i neofiti) riescono a seguire più tavoli contemporaneamente. In questi casi, tra le cose che potrete fare, ci sono ad esempio: ascoltare un po’ di musica, leggere una rivista di poker, o qualcosa on line che debba comunque appartenere al mondo pokeristico, in maniera tale da non perdere la concentrazione. Per lo stesso motivo vi sconsiglio vivamente di guardare la tv mentre giocate, anche se quello che guardiamo riguarda il poker. Infatti la nostra mente tende a rilassarsi mentre si sta guardando un video piuttosto che quando si sta leggendo qualcosa.

In ogni caso, dovreste giocare soltanto carte dalle quali potrete estrarre valore con le odds a vostro favore e mai aggrapparsi a speranze statisticamente improbabili.

Buon divertimento ai tavoli.

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Strategy with Kristy: Ben Wilinofsky Discute di Strategia Short-Stack

23 Settembre 2011, Kristy Arnett

Ben Wilinofsky

Ben Wilinofsky è un pro d’esperienza nonostante abbia poco più di venti anni. A 22 anni, ha vinto l’evento 2011 PokerStars.net EPT Berlin per €825,000. Continua a frequentare il circuito dei tornei internazionali quando non è impegnato negli eventi online più lucrativi sotto il nome di “NeverScaredB.” In questa edizione di Strategy with Kristy, Wilinofsky discute dell’appropriata strategia short-stack nei tornei.

Qui trovate un estratto dell’intervista:

Diciamo che all’inizio di un torneo rimani con 25 big blinds. Se sei ancora pre-ante, cosa devi tenere in mente con la dimensione di questo stack?

Di solito se stai giocando con uno stack di 25 big blinds pre-ante, specialmente in un torneo che è full ring, le aperture standard devono essere piuttosto tight. Una delle ragioni è che molte delle persone intorno hanno stack più profondi e useranno le chips in modo più loose. Spesso ti troverai in piatti con avversari multipli.

Quando apri, specialmente in early position, devi avere una mano piuttosto forte, perché perderai questi piatti abbastanza spesso. Inoltre non vincerai così tanto in generale perché avrai dietro solo 23 big blinds, se non si considera il rilancio preflop. Suggerisco di giocare molto tight da early positions e foldare mani che sembrano piuttosto forti in termini di mani medie come pocket sevens e jack-dieci suited.

In genere preferisco aspettare spot per fare squeeze con un simile stack perché tutti gli altri giocatori useranno il loro stack ottimamente contro il resto del field il che vuol dire che giocheranno più loose più mani speculative perché tutti gli altri intorno hanno un paio di centinaia di big blinds. Quindi, quando sono in tanti a fare call, molto spesso, questi non hanno una mano forte abbastanza da chiamare quando metti nel mezzo 25 big blinds. Aspetterei buoni spot in late position per fare squueze contro multipli caller piuttosto che entrare in piatti non aperti in modo leggero. Prima che arrivi il momento di mettere l’ante, puoi permetterti di essere paziente.

Alla prossima settimana per un nuovo episodio di Strategy with Kristy. Ricorda inoltre, per tutti gli aggiornamenti in tempo reale seguici su Twitter.

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Strategia Texas Hold’em – Tipologie di Giocatore

09 Settembre 2011, M.Z.

giocatore tight

Esistono come sapete, diverse classificazioni per tipi di giocatore, loose, loose aggressive, maniac e tight, in questo spazio parlerò di questi ultimi. Seppure generalmente i giocatori professionisti in qualche modo racchiudono tutte queste tipologie di gioco, ognuno di loro ne segue però una sua specifica, sostanzialmente i giocatori professionisti, hanno la capacità di cambiare marcia e quindi di adattare il loro stile di gioco agli avversari nei diversi momenti della partita.

Il giocatore tight, è generalmente un tipo di giocatore chiuso, cioè che tende ad entrare in pochi piatti, solamente da certe posizioni e giocando mani molto forti, giocando cioè come indicato dalla logica del gioco stesso. Questo aspetto lo rende nel lungo periodo però abbastanza prevedibile, ma soprattutto lo espone più facilmente al bluff dell’avversario, non essendo incline a rischiare una puntata senza avere la quasi totale certezza di essere in possesso del punto migliore, questo passerà più frequentemente lasciando il piatto al proprio avversario.

Nel gioco moderno, alcuni sostengono che questa tipologia di giocatore sia in via di estinzione, ma se da un lato questo può essere vero, infatti i giocatori oggi sono sempre più aggressivi e i giocatori tight sono quelli che sono generalmente alle prime armi, è possibile adattare questo tipo di gioco anche con il poker moderno, vediamo come.

Nelle prime fasi di un torneo, soprattutto se abbiamo uno stack di partenza abbastanza alto e una struttura molto giocabile, mantenere uno stile solido e chiuso è certamente una delle migliori strategie nel texas holdem. Rischiare di intromettersi in piatti con mani marginali è totalmente inutile poiché c’è solo il rischio di perdere chips in un momento del torneo dove i piatti sono molto bassi, e soprattutto dove i giocatori tendono a non passare mai.

Quando i blind cominciano a salire, diciamo a partire dal livello 200-400, occorre iniziare ad aprirsi un po’, altrimenti c’è il rischio di rimanere troppo corti ed essere costretti, di conseguenza, a giocarsi il torneo in un solo colpo, magari in coin-flip. Ricordiamoci che quando facciamo un rilancio il board non ci sorride sempre, e molte volte saremo costretti a buttare i nostri A-K, A-Q, 10-10 e J-J. per questo, accorciando eccessivamente il nostro stack, potremmo essere costretti ad andare all in preflop giocandoci una mano al 60%.

Non è consigliabile adottare tale stile, quando in fase avanzata di torneo abbiamo uno stack di circa 15-20 big blinds, in questo caso sarà necessario tentare di rubare qualche buio, e di entrare nel piatto aspettando qualche monster hand, mentre al contrario è conveniente quando è necessario amministrare le chips, con uno stack abbondantemente sopra la media, il gioco tight è la migliore strategia disponibile.

Come dicevo questi giocatori possono risultare prevedibili, ma questa caratteristica potrebbe essere usata per ingannare più facilmente gli avversari, infatti se abbiamo giocato un torneo con questo stile molto chiuso, difficilmente i nostri avversari si aspetteranno da noi un bluff, ecco perché un bluff di un giocatore tight è più difficile da smascherare, il bluff di un tight porterà quasi certamente al fold l’avversario.

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Blog Invernomuto: strategia tornei poker online – 10 – Pokeritaliaweb la voce libera del poker in Italia

vito_planeta_poker.jpgDecimo appuntamento con i consigli di Vito “Invernomut0” Planeta sui tornei di poker online. Il membro del Team Pro Winga, fa parte di una delle squadre online più forti del panorama italiano con dr.cox88, RoccoGe e Zambo1903.  


Questo il decimo volume del trattato di Vito Planeta sui tornei di poker online pubblicato nel blog ufficiale di Winga Poker.

“Nel post precedente abbiamo accennato ad una situazione teoricamente anomala – che presuppone una mossa sostanzialmente errata da parte del nostro avversario – ma che nella realtà dei fatti si potrà verificare con una certa frequenza. Ovviamente la lettura del precedente post è propedeutica alla lettura di quanto segue.

Analizziamo per prima l’ipotesi A. Se hitteremo ultra-solidamente in flop avremo diverse opzioni. Nei casi nei quali il pericolo maggiore è, come si dice in gergo, “perdere il paziente” eviteremo di cbettare.

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Vito “Invernomut0” Planeta

Se il flop sarà 9s8s2s, per quanto contro determinati avversari sia assolutamente consigliabile cbettare, in generale checkeremo dietro e, ovviamente, flatcalleremo una eventuale “donkbet” dell’avversario. Lo stesso faremo su KcJhTs.

Su AcQd7s invece consiglio di cbettare, così come su QQx o AAx. Consiglio in questi casi di effettuare un bet-check-bet/push, cioè di checkare su qualunque turn e bettare su qualunque river o, naturalmente, pushare su un’eventuale bet avversaria. Su un board Axx o Qxx consiglio altresì di effettuare un bet-check-bet/push.

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Uno dei tavoli di poker online targati Winga Poker

L’entità della bet sarà intorno al 40% del pot al flop (ciò per dare al nostro avversario l’idea di avere fold equity in caso di un suo check raise in bluff o semi-bluff) e intorno al 55-60% del pot al river. Il vantaggio di effettuare un bet-check-bet consiste nell’estrarre il massimo valore dall’avversario, inducendolo anche a bettare al river in bluff o per valore con una mano peggiore.

Tale vantaggio compensa abbondantemente il “regalare” al nostro avversario un certo numero di out dopo il turn per superare la nostra mano. Naturalmente questi ragionamenti sono generalmente validi contro avversari su cui non abbiamo altre informazioni se non il “neo” iniziale costituito del flat OOP preflop.

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Invernomut0 durante un torneo di poker live

Non sappiamo se sono passivi o aggressivi, propensi o meno al bluff. Perché, ad esempio, contro avversari passivi suggerirei di checkare dietro anche un su un flop Qxx. Contro avversari aggressivi checkerei dietro su un board Axx.

Nel prossimo post proseguiremo nell’esaminare alcune delle possibili casistiche relative all’ipotesi A /B/C/D. A presto, stay tuned!“

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pokerItaliaWeb Staff

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