Strategy with Kristy: Lex Veldhuis Discute di Pot-Limit Omaha

19 Settembre 2011, Kristy Arnett

Lex Veldhuis

Lex Veldhuis è sempre stato acclamato per le sua abilità a no-limit hold’em cash-game, ma ha recentemente fatto la sua transizione a pot-limit Omaha. Ha giocato migliaia di mano nel tentativo di acquisire abilità in un gioco che per lui è nuovo.

In questa edizione di Strategy with Kristy, Veldhuis ha incontrato Donnie Peters e Kristy Arnett per discutere di tre mani di cash-game pot-limit Omaha che ha giocato online. Per vedere la hand history di queste mani, visitate il blog il PokerNews Blog di Arnett.

Qui trovate un estratto dell’intervista in cui Veldhuis parla di una mano che secondo lui ha giocato male:

Game: $2/$4 pot-limit Omaha

Azione Preflop: Veldhuis ha rilanciato a $12 under-the-gun con {10-Hearts}{8-Hearts}{6-Diamonds}{4-Diamonds}. Un avversario ha contro rilanciato a $42. Gli altri hanno foldato. Veldhuis ha four-bettato a $132, e l’avversario ha chiamato.

Prima di parlare di questa mano, avevo notato di non aver un range di fold 4-bet. Ogni volta che four-betto, è come dire, “OK andiamo.” Per esempio, avrò buoni re double-suited o gli assi, contro un tipo che 3-betta molto e ogni volta che 4-betto, è molto probabile che continuo a giocare. Ho provato ad aumentare il mio range in cui 4-betto foldo perché sono sempre molto impressionato quando qualcuno lo fa. Sto cercando di incorporarlo nel mio gioco, quindi ho deciso di scegliere mani che possano floppare davvero bene.

Azione al Flop: Il flop è sceso {a-Diamonds}{q-Hearts}{2-Clubs}. Veldhuis ha puntato $100, e l’avversario ha visto.

Il flop è perfetto per il mio range di 4-bet perché non 4-betto “mai” in bluff. Quindi non devo puntare grosso a questo flop, e inoltre ho anche due progetti di colore backdoor e di scala ad incastro runner. La cosa più importante di questo naturalmente è l’asso. So che non ha gli assi perché avrebbe fatto di più preflop. Le persone non 3-bettano così tanto con le donne, quindi non penso abbia un set. Posso puntare poco rappresentando gli assi perché “voglio” azione. Sono in ogni caso all-in. Ho puntato $100. Avrei voluto puntare un po’ di meno, ma penso che $100 vada bene.

Quando ha chiamato al flop, ho fatto l’errore di pensare che lo avesse fatto con dei progetti. Ho pensato che avesse una mano tipo donna-jack-dieci che è l’unica mano con cui lo vedrei chiamare al flop e foldare al turn. È davvero sbagliato mettere qualcuno in una specifica mano. Credo che la maggior parte delle volte, avrà un asso, e con un buon turn per lui, avrebbe semplicemente fatto call. Le persone non chiamano questo flop e poi foldano. Sono andato all-in al turn, cosa che è stata orribile.

Azione al Turn: Il turn ha servito {4-Clubs}. Veldhuis è andato all-in per $254, e l’avversario ha chiamato con {a-Clubs}{q-Spades}{7-Clubs}{6-Spades}.

Lui ha chiamato con la top two pair, ma non penso che avrebbe foldato nessun asso in questo caso. Penso che l’unica possibilità che avevo era di farlo foldare con una piccola puntata al flop visto che stavo rappresentando un forte range con la mia 4-bet preflop. Avrei dovuto fermarmi al turn perché se avesse avuto re-jack-dieci non avrebbe foldato lo stesso. Questa è una di quelle mani in cui speravo avesse una mano un low rundown che avrebbe foldato al flop. Questa è una di quelle mani in cui non ho pensato abbastanza bene al range. Non è uno spot in cui le persone vanno con donna-dieci-nove-sette per vedere il turn perché sanno che avrei puntato.

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Strategy with Kristy: Ben Wilinofsky Discute di Strategia Short-Stack

23 Settembre 2011, Kristy Arnett

Ben Wilinofsky

Ben Wilinofsky è un pro d’esperienza nonostante abbia poco più di venti anni. A 22 anni, ha vinto l’evento 2011 PokerStars.net EPT Berlin per €825,000. Continua a frequentare il circuito dei tornei internazionali quando non è impegnato negli eventi online più lucrativi sotto il nome di “NeverScaredB.” In questa edizione di Strategy with Kristy, Wilinofsky discute dell’appropriata strategia short-stack nei tornei.

Qui trovate un estratto dell’intervista:

Diciamo che all’inizio di un torneo rimani con 25 big blinds. Se sei ancora pre-ante, cosa devi tenere in mente con la dimensione di questo stack?

Di solito se stai giocando con uno stack di 25 big blinds pre-ante, specialmente in un torneo che è full ring, le aperture standard devono essere piuttosto tight. Una delle ragioni è che molte delle persone intorno hanno stack più profondi e useranno le chips in modo più loose. Spesso ti troverai in piatti con avversari multipli.

Quando apri, specialmente in early position, devi avere una mano piuttosto forte, perché perderai questi piatti abbastanza spesso. Inoltre non vincerai così tanto in generale perché avrai dietro solo 23 big blinds, se non si considera il rilancio preflop. Suggerisco di giocare molto tight da early positions e foldare mani che sembrano piuttosto forti in termini di mani medie come pocket sevens e jack-dieci suited.

In genere preferisco aspettare spot per fare squeeze con un simile stack perché tutti gli altri giocatori useranno il loro stack ottimamente contro il resto del field il che vuol dire che giocheranno più loose più mani speculative perché tutti gli altri intorno hanno un paio di centinaia di big blinds. Quindi, quando sono in tanti a fare call, molto spesso, questi non hanno una mano forte abbastanza da chiamare quando metti nel mezzo 25 big blinds. Aspetterei buoni spot in late position per fare squueze contro multipli caller piuttosto che entrare in piatti non aperti in modo leggero. Prima che arrivi il momento di mettere l’ante, puoi permetterti di essere paziente.

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Strategy with Kristy con Tommy Angelo

04 Settembre 2011, Kristy Arnett

Tommy Angelo

Tommy Angelo è un giocatore di poker molto rispettato oltre che scrittore e coach. È meglio conosciuto per aver scritto Elements of Poker, che riguarda la parte mentale del poker. Nella Parte 1 di questa intervista per Strategy with Kristy, discute di come iniziare a migliorare il proprio poker mindset.

Questo un frammento dell’intervista:

Ci sono cose che bisogna imparare sul poker come i fondamentali che includono odds, processo mentale, identificazione degli stili di gioco, come aggiustarsi, ma c’è altro per essere un buon giocatore di poker. Bisogna sapere quando fermarsi, identificare quando si è in tilt e limitare questi fattori.

So che sta per uscire il tuo nuovo libro, ma voglio parlare un poco del primo, Elements of Poker. Quando si lavora sulla parte mentale del gioco, uno dei principali problemi è come prima cosa capire che bisogna lavorare su questo aspetto?

Assolutamente. Questa è la cosa più difficile e riuscire a controllare la propria prestazione e mindset, è fondamentale fin da subito. È una grossa sfida. Una delle cose che dico alla gente che inizia a giocare è che sembra naturale cominciare solo con le carte. La prima cosa che impariamo è che un tris batte la doppia coppia, o cose del genere. Di solito ci vuole un po’ di tempo, dopo swings e tilt, per realizzare che, “Questa è la cosa su cui ho bisogno di lavorare.”

Quindi ciò che dico alle persone che iniziano è che invece di usare tutte le energie per migliorare il proprio gioco, occorre dedicarne alcune per lavorare su tutti questi altri aspetti del gioco inclusa la stabilità mentale fin dall’inizio. Fare di questa una priorità invece che una cosa eventuale.

Diciamo che dopo tre o quattro anni, raggiungete il vostro A-game che è sufficiente per avere successo ai tipi di games che giocate. Ora, se volete aumentare il vostro tasso di vincita, l’unica cosa che potete migliorare significativamente è quella che io chiamo, “limare il C-game.” È da qui che parte Elements of Poker. L’idea è che dovete essere capaci di accertare accuratamente qual è il vostro C-game, quando si verifica e perché si verifica. Poi affrontatelo con un grande sforzo. Diciamo che eliminate il peggio della vostra prestazione. Diciamo che succede solo una volta a settimana quando andate davvero male, ma attraverso diversi strumenti riuscite a eliminarlo. Ora avrete un nuovo C-game che sarà migliore del vostro vecchio C-game. Un piano a lungo termine di miglioramento dovrebbe essere quello che io chiamo, “Dall’alto verso l’alto e dal basso verso l’alto.” Lavorate in ogni momento sul vosto A-game, e lavorate in ogni momento sul vostro C-game. Questo è un percorso sostenibile che avrà sempre i suoi frutti.

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*Foto concessa da Betting.Betfair.com

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