L‘EPT di Barcellona sceglie di posare la propria corona di alloro sulla testa di Martin Schleich, giocatore tedesco di 29 anni che pur non essendo un professionista potrà ora fegiarsi di una vittoria che è stata capace di regalargli 850.000 €, eliminando fra l’altro un avversario insidioso come Eugene Katchalov al terzo posto.
Quest’ultimo, pur partendo come il più corto fra gli otto finalisti, metteva subito le cose in chiaro, prima raddoppiando ai danni di Saarf Wilf e poi eliminando Isabel Baltazar Costante. Settimo finiva invece Juan Manuel Perez, incapace di vincere il coinflip contro Tomeu Gomila. Quest’ultimo subirà il ritorno di Katchalov, che poi raddoppierà di nuovo contro Raul Mestre: l’ucraino passava quindi al comando dopo essere stato in ultima posizione.
Quasi a ribadire una superiorità tecnica nei confronti degli avversari, il pro di PokerStars eliminava anche Saar Wilf in sesta posizione, mentre Martin Schlech faceva accomodare al quinto posto Gomila, il cui
non riusciva a spuntarla contro le
del rivale.
Forse galvanizzato dalla possibilità di agguantare il Triple Crown e certamente guardato con occhi benevoli anche dalla sorte Katchalov proseguiva con la sua invidiabile cavalcata, eliminando ai piedi del podio Raul Mestre ed inscenando un estenuante duello a tre con Schleich e Kostic.
Purtroppo per lui, come detto sarà il giocatore tedesco a porre fine alla sue speranze, quando con
domina i suoi
, ed il set che entrambi trovano al flop aggiunge suspense ma nulla cambia nell’esito.
Il tedesco inizia l’heads-up con circa il doppio dello stack di Dragan Kostic, che nonostante lo svantaggio si rifiuta di sottoscrivere alcun deal, e come spesso accade questo non gli porterà fortuna. Infatti, dopo un breve testa a testa senza particolari sussulti c’è l’all-in preflop che si rivelerà decisivo:
per Schleich e
per Kostic, che così deve affidarsi al board per sopravvivere.
Quest’ultimo invece lo tradirà, dando con
gli 850.000 € del primo premio e la vittoria dell‘EPT di Barcellona a Martin Schlech, mentre per Dragan Kostic ci saranno comunque 532.000 €.
Questo, pertanto, è il payout completo alla luce di quanto accaduto al tavolo finale:
1) Martin Schleich 850.000 €
2) Dragan Kostic 532.000 €
3) Eugene Katchalov 315.000 €
4) Raul Mestre 244.000 €
5) Tomeu Gomila 185.000 €
6) Saarf Wilf 145.000 €
7) Juan Manuel Perez 105.000 €
8) Isabel Balatazar Costante 73.000 €
Il ceco Martin Staszko è il chipleader del final table del Main Event WSOP 2011 con oltre 40 milioni di chips. Ma è un successo per tutto il ‘Vecchio Continente’ che vede ben 5 suoi rappresentanti nei November Nine, con l’irlandese Eoghan O’Dea in seconda posizione. Battuto il record del 2002 quando arrivarono all’atto conclusivo 3 europei.
La lunga giornata inizia con l’ucraino Anton Makiievskyi in testa con uno stack pari a 21 milioni di chips ma perde subito un colpo importante contro Chris Moore. Dopo un livello trova però il tempo di vendicarsi e lo elimina. Esce anche Lars Bonding (22°) per mano di Konstantinos Mamaliadis.
La bolla dura oltre 5 ore: in palio c’è la gloria e non solo. Ben Lamb parte bene ma a movimentare il tavolo ci pensa Matt Giannetti che si trova corto e costretto ad aggredire gli avversari. La mano che – di fatto – decide la composizione del final table di novembre, vede di fronte lo statunitense contro John Hewitt. I due giovani players si trovano All in pre-flop con la seguente situazione:

. Giannetti raddoppia e risale a 11.450.000. Dopo circa un’ora John Hewitt con
chiama l’all in di Badih Bounahra e trova una brutta sorpresa perché l’avversario gli mostra
che non gli lasciano scampo. Il player della Costa Rica rimane con meno di 10 big blinds e per lui il destino sembra segnato.
e per lui tanta amarezza per aver mancato il treno (forse) della vita, quello dei November Nine. Il chipcount (average 22.883.333):
1. Martin Staszko Rep. Ceca 40.175.000
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