Poker – Se il serial killer gioca a poker – Yahoo! Eurosport Italia

Death Plays Poker” ? l’ultimo, avvincente, noir di Robin Spano: alla caccia dell’assassino che ama il poker e uccide le proprie vittime sul tavolo verde

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Che succede se la morte gioca a poker? Per scoprirlo dovrete leggere “Death Plays Poker”, l’ultimo noir di Robin Spano, che racconta le avventure (si tratta del secondo episodio della saga) del detective sotto copertura Clare Vengel. Che stavolta si aggira indiscreta – sotto le mentite spoglie di un’ereditiera – tra i tavoli di un torneo “maledetto”.

I player che vi stanno partecipando hanno cominciato a essere assassinati dal “Poker Choker”, il serial killer del tavolo verde che strangola le sue vittime. Clare ha un debole per il poker, che ? il suo passatempo preferito, ma ora che ? in mezzo ai pro non pu? far saltare al sua copertura e quindi studia sui manuali e tra un flop e un river attentamente ogni movimento sospetto per scoprire chi ? il misterioso serial killer. Sar? difficilissimo, nonostante il “fiuto” di Clare, perch? l’assassino si nasconde in mezzo a un platea di giocatori di poker, gente abituata a dissimulare e bluffare per campare.

“Death Plays Poker” – disponibile solo in versione inglese, per il momento – ? un noir mozzafiato che conquista grazie a un ritmo veloce e spezzettato, fatto di tanti (106) mini capitoli, che spesso non durano pi? di una pagina e mezzo. E l’assassino, grazie alla tecnica di scrittura di Robin, si scopre solamente all’ultima mano, o meglio, all’ultima pagina.

Agipronews

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Poker – In arrivo un biopicture su DevilFish – Yahoo! Eurosport Italia

La sua biografia si chiamer? “The Life and Times of a Poker Legend”

Dave

Fino a qualche giorno fa era il numero uno del poker britannico, poi Sam Trickett gli ha soffiato il posto vincendo il Main Event del Partouche Poker. Dave “DevilFish” Ulliott non ci sta e adesso prova a rilanciare per non farsi scavalcare in notoriet?.

E si ? affidato a un’agenzia specializzata nella gestione dell’immagine dei campioni di poker per rilanciare la sua fama. E presto – ma ? ancora tutto da definire – la sua autobiografia (“The Life and Times of a Poker Legend”) diventer? un film per il grande schermo.

Che film dobbiamo aspettarci? Di sicuro il poker sar? l’elemento centrale, ma ci sar? spazio anche per le colorite vicende extra poker di Devilfish. Il suo rapporto “morboso” con le corse dei cavalli e i suo trascorsi non proprio da educando, con tanto di soggiorni nelle galere britanniche.

E infine, l’ascesa fino ai vertici del poker mondiale, con i sei milioni di dollari vinti in carriera grazie a un braccialetto alle World Series e un titolo Wpt.

Alessandro GIANNACE / Agipronews

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Poker – Kanit a gamba tesa “Bisogna Vincere” – Yahoo! Eurosport Italia

Parte dalla quarta posizione al final table del Partouche Poker Tour. Il chipleader ? Sam Trcikett

Mustapha Kanit - 0

“Bisogna vincere”. Ermetico, veloce e schietto, come il suo poker.

Mustapha ’Mustakkione’ Kanit fa pochi giri di parole prima di sedersi al final table del Partouche Poker Tour. Del resto in ballo c’? una prima moneta da un milione di euro e lui prover? a conquistarla partendo dal quarto posto nel chip count (con 2,2 milioni di gettoni) a 400mila fiches dal chipleader Sam Trickett. “Mi sono preparato giocando molto in questi mesi e sono soddisfatto dei risultati che ho centrato – dichiara Mustapha a Gioconews – quanto alle strategie credo che giocher? pi? o meno come sempre, ma dipender? molto dal momento. Quindi cambier? il gioco in base a quello che capiter? al tavolo”.

Qualche parola anche sui suoi “colleghi” che da domani saranno al final table con lui: “ci sono veramente ottimi giocatori, sono tutti molto bravi. Rispetto tutti, ma un colpo pu? cambiare l’andamento del torneo e la partita, quindi pu? succedere veramente di tutto”. Tra i sostenitori di Mustacchione ci sar? anche Joseph Cheong, un amico incontrato al tavolo con cui, Kanit ha parlato a lungo durante l’Ept di Sanremo: “Abbiamo discusso molto di poker ma anche di amici e altre cose. ? veramente un grande, ma non sono riuscito a rubargli nessun segreto. Quelli i grandi campioni se li tengono per loro”.

Infine, quando gli si ricorda che fra qualche mese (a gennaio) compir? finalmente 21 anni e potr? partecipare alle Wsop, Kanit “rimbalza” la domanda: “Ora i miei pensieri sono fissati su questo final table e poi vedremo. Non ho grandi programmi. Con i 21 anni potr? andare a Las Vegas alle Wsop? E’ una possibilit?”.

Alessandro GIANNACE / Agipronews

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Poker – L'Ept di Sanremo parla russo! – Yahoo! Eurosport Italia

Il russo Andrey Pateichuk si aggiudica l’Ept di Sanremo e gli 800.000 euro in palio. Superato nell’heads-up finale il bulgaro Dimitar Danchev. Settimo posto per Rocco Palumbo, il migliore degli italiani

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Qual ? il modo migliore di festeggiare il proprio compleanno? Chiedetelo ad Andrey Pateichuk, giocatore di poker russo che nel giorno del suo compleanno numero 22 ha raggiunto il final table dell’Ept di Sanremo e il giorno immediatamente successivo ha vinto la gloriosa “picca”, con tanto di premio da 800.000 euro, dominando di fatto la giornata finale. E poco importa che la mano decisiva del torneo sia stata una scala al river quando tutto ormai sembrava perduto contro il bulgaro Dimitar Danchev (di anni 26). Il russo, che solo qualche mese fa raggiungeva il 15? posto alle Wsop (e 400.000 e rotti dollari di premio), ha aggredito tutti, dal primo all’ultimo e alla fine la sua tattica ha pagato. Sanremo, dopo l’inglese Rupert diventa tappa gradita per il russo Pateichuk.

L’ultimo ad abbandonare la truppa prima dell’Heads-Up finale era stato l’australiano Daniel Nielson, 24enne da Sydney del team PokerStars: si era presentato al tavolo da chip-leader, con 6,700,000 chips, ma durante la giornata si perde per strada, anche egli stritolato dalla voracit? del russo Pateychuk. L’australiano si porta a casa 285.000 euro.

Prima di lui, ai piedi del podio si accomoda il 45enne inglese Barney Boatman, vittima della coppia di donne di Pateychuk, contro la sua coppietta di tre. Per il londinese Boatman ecco serviti 225.000 euro. Quinta piazza che va a un altro over-40: stiamo parlando del giocatore slovacco, Jan Bendik, il pi? anziano del final table con i suoi 47 anni d’et?: come chi lo punisce? Pateychuk, e chi senn?? Due jack per il russo, con il terzo che scende al flop e Bendik a casa con 170.000 euro in saccoccia.

Un’ora prima era toccato al francese Yorane Kerignard, 26 anni da Aix-en-Provence: questa volta ? Danchev a punire il transalpino, che saluta la baracca per colpa di due assi al fop che si associano a quello nelle mani del bulgaro. Le speranze azzurre si erano infrante al settimo posto: oltre il nostro Rocco Palumbo, 23enne di Genova non aveva saputo andare, ma neanche gli si poteva chiudere di pi?. A lui vanno i nostri applausi e il premio di 95.000e euro.

Uno solo aveva fatto “peggio”, Kevin PcPhee, l’unico player gi? “piccato”, ma che partiva molto short e ha mantenuto la propria posizione, l’ottava appunto, che pagava 63.694 euro. Dopotutto quest’anno Sanremo parla russo.

CLICCA SUI LINK SOTTO LA FOTO PER APPROFONDIRE TUTTE LE NOTIZIE RELATIVE ALL’EPT DI SANREMO!

Davide BIGHIANI / Eurosport

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Poker – La profezia all'incontrario di Bord – Yahoo! Eurosport Italia

Le parole pronunciate da James Bord prima delle Wsop suonano ora come una ‘gufata’

James Bord poker - 0

“Le Wsop sono un torneo speciale per gli europei: per noi rappresentano quello che le World Series di Las Vegas sono per gli statunitensi. Penso che ci faremo valere e sono sicuro che anche quest’anno trionfer? un europeo. Siamo superiori”.

Questa era la previsione di James Bord, campione Wsope del 2010, poco prima che il torneo di Cannes si concludesse. Bord era cos? convinto delle sue parole che aveva addirittura promesso di rimborsare tutte le scommesse piazzate sugli europei, visto che ? anche socio di un bookmaker online.

Alla fine ha trionfato il newyorkese Elio Fox e Bord si ? dovuto mangiare il suo proclama, nonch?, per non perdere la faccia, restituire tutte le scommesse perdenti causando non pochi danni alla sua compagnia.

Per fortuna, Bord, ha avuto il buon gusto di scherzarci su twitter, scrivendo a Ben Lamb, uno dei november nine di quest’anno alle Wsop: “Hai per caso bisogno di un factotum ora che stai per sederti al final table?”.

Alessandro GIANNACE / Agipronews

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