Luca Moschitta: ‘un personal trainer per il poker online’

Scritto da Luciano ‘Luckyflush’ Del Frate del 20 October 2011.

luca-moschittaLa preparazione atletica diventa un aspetto non trascurabile per i giocatori di poker online che sono chiamati ad un notevole stress psico-fisico durante le lunghissime sessioni davanti al computer.

Se avete dubbi al riguardo, chiedete quanto sia importante curare il proprio corpo ad un professionista come Luca Moschitta del team di PokerStars che da gennaio si è affidato ad un personal trainer e a un nutrizionista che costituiscono un vero e proprio team di lavoro.

Il grinder siciliano ha deciso di migliorare la propria forma in vista delle sfide che lo attendono in questi mesi: “se mi dovessero chiedere – scrive sul suo blog – quale è stata la mia migliore decisione nell’ultimo anno risponderei:  ricominciare a fare sport!  Ho praticato calcio a livello agonistico per diversi anni. Poi avvicinandomi sempre di più al poker, viaggiando e continuando a studiare all’università, non ho trovato più il tempo per poter praticare con costanza una disciplina”.

“A gennaio è tornata in me la voglia di muovermi, la voglia di bruciare le tossine accumulate durante un anno di assoluta inattività.  Ho deciso di iniziare piscina e palestra 3, 4 volte a settimana seguito da un personal trainer.  Il mio mindset da quel momento è migliorato davvero tanto, lo sport ha dato una grossa mano alla mia vita da giocatore, sia dal punto di vista mentale che fisico”.

Fabrizio Candela, il suo allenatore, racconta l’esperienza condivisa con il player del Team online PokerStars: “durante il primo incontro, mi sono reso conto di essermi totalmente sbagliato sulla sua persona, nel mio immaginario un poker pro non era esattamente una figura positiva. Invece mi ricredo subito! Luca si dimostra molto umile e soprattutto voglioso di apprendere sin dalle prime battute”.

L’allenatore descrive quali possono essere le difficoltà per un grinder: “la vita di un poker pro a mio avviso non è paragonabile a nessun professionista. I ritmi di sonno-veglia sono totalmente sballati, con conseguente irregolarità nei pasti e alimentazione che definire approssimativa è un eufemismo. Stress psico-fisico dovuto alle ore di grinding passate seduto davanti al pc e altre mille cose. Come personal trainer sono comunque convinto sin dal primo minuto che la scelta di Luca si rivelerà una delle più intelligenti della sua vita”.

“A livello di tenuta mentale – descrive Candela – è molto difficile poter insegnare qualcosa ad un soggetto come Luca. Penso che ogni giocatore professionista possiede in principio avanzate doti come pazienza, velocità di risposta, chiari obbiettivi da raggiungere, ma anche nel caso di Moschitta, non si finisce mai di migliorare”.

“La componente fisica anche nel poker è fondamentale. Il player  in forma nei momenti di difficoltà sarà più lucido, paziente, determinato a vincere la fatica e andare avanti fino al raggiungimento dell’obiettivo.  Nelle sessioni di allenamento, che siano in acqua o in palestra, tendo sempre a dare esercizi stimolanti anche dal punto di vista mentale: saper fare la scelta giusta quando il cuore viaggia sui 140 battiti per minuto, ti aiuta ad aver ancor di più consapevolezza delle tue capacità”.

La preparazione si è concentrata sul lavoro in palestra e il nuoto ed i risultati sono tangibili: “dalle prime lezioni ad oggi Luca ha nuotato per più di 34 km in piscina ed il suo peso è passato dai 63kg del primo check up ai 69kg anche grazie al prezioso aiuto di una nutrizionista che lo monitorizza anche dal punto di vista alimentare. La sua espressione a fine allenamento è passata da “chi me l’ha fatto fare?!” delle prime lezioni a “ci voleva, quasi quasi… farei ancora qualche centinaio di metri in più”.   

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Errore nell’Importo del Sequestro di Full Tilt Poker Riportato da AGCC

21 Ottobre 2011, Brett Collson

Errore AGCC

Giovedì, la Alderney Gambling Control Commission ha rilasciato un comunicato per correggere l’ammontare erroneamente riportato dei fondi sequestrati a Full Tilt Poker dal Dipartimento di Giustizia da giugno 2007 fino a luglio 2011. La Commissione aveva riportato il 29 settembre – il giorno in cui revocò tre delle quattro licenze appartenenti a Full Tilt Poker – che circa $331 milioni erano stati sequestrati dal Dipartimento di Giustizia durante quel periodo. Ora siamo venuti a sapere che l’ammontare non era corretto.

Di sotto trovate l’intero comunicato della AGCC:

“La AGCC desidera correggere e chiarire una erronea dichiarazione contenuta nella notifica pubblicata dalla corte della Commissione a riguardo dell’udienza su Full Tilt, che include la dichiarazione: “i sequestri individuali fatti dal Dipartimento di Giustizia durante il periodo dal 28 giugno 2007 al 20 luglio 2011, ammontano ad un totale di circa $331 milioni di dollari americani.” Le prove presentate all’audizione hanno chiaramente dimostrato che il totale di $331 milioni dei fondi non era nella disponibilità di Full Tilt, di cui i sequestri del DOJ sono solo una parte. L’errore nel comunicato quindi non è significativo circa la valutazione della Commissione sulla questione.”

La corte della AGCC ha dichiarato che la cifra di $331 milioni è scaturita dal “Documento JS21(I),” parte della “notifica della decisione” di 26 pagine in cui si spiegano la varie violazioni di Full Tilt Poker. L’ammontare era molto maggiore della cifra che secondo Full Tilt Poker era stata sequestrata prima del 15 aprile 2011. In un comunicato stampa del 31 agosto, Full Tilt Poker aveva riferito quanto segue: “Nei due anni precedenti il Black Friday, il governo americano ha sequestrato circa $115M di fondi dei giocatori presenti in una banca americana.”

La discrepanza di oltre $200 milioni è stata ampiamente esaminata dalla pubblicazione del comunicato di Full Tilt Poker. L’errore potrebbe essere benissimo il risultato di numerose sviste contabili. La AGCC ha dichiarato che Full Tilt Poker aveva continuamente riportato la non disponibilità di fondi a causa di diversi problemi con i processori di pagamento e, invece di controllare direttamente il sito di poker online, la Commissione ha creduto corretti i numeri riportati dal reparto contabile di Full Tilt.

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Strategia per Holdem – Le Odds. Parte 2

22 Ottobre 2011, Paolo “aceandajoker” Iannazzo

poker odds

Nell’articolo precedente abbiamo imparato il valore delle odds e l’importanza di fare le nostre scelte in base alle probabilità che abbiamo di vincere la mano in determinate situazioni.

Adesso impareremo come calcolare le odds.

Analizziamo quindi un paio di situazioni tipiche che ci aiuteranno a valorizzare le nostre scelte quando siamo in draw.
Supponiamo ad esempio di avere a5 a fiori: al flop scendono 2 carte del nostro stesso seme, che probabilità abbiamo di centrare colore con le rimanenti 2 carte?

Siamo a conoscenza del fatto che il mazzo è composto da 52 carte, 13 per seme, e che le nostre carte utili rimaste al flop sono 9 (13-2 in nostro possesso -2 presenti al flop=9). La probabilità di centrare colore al turn e di 9/47 (47 sono infatti le carte che non conosciamo), mentre di chiudere il nostro draw al river sono di 9/46.
Per sapere le odds totali dobbiamo quindi sommare le due frazioni: 9/47 + 8/46= 0.191 + 0.195= 0.386; abbiamo quindi il 38.6% di vincere la nostra mano chiudendo colore.

Se volete invece calcolare le odds in termini di frazione basta divedere 1 x la cifra ottenuta in precedenza: quindi 1/0.386= 2.59, deduciamo quindi che abbiamo una possibilità su 2.59 di chiudere colore.

Supponiamo adesso di avere JT off e di centrare una bilaterale al flop. Per sapere quali sono le possibilità di fare scala sino al river dobbiamo ripetere lo stesso giochino, considerando però che stavolta i nostri out sono otto e non più nove, il calcolo sarà il seguente: 8/47+ 8/46= 0.170 + 0.177 = 0.35. Avremo quindi il 35% di probabilità, ovvvero una possibilità su 2.86 (1/0.35) di prendere il piatto chiudendo la scala.

Dobbiamo comunque tenere bene in mente che le odds da noi calcolate non saranno mai le odds effettive al flop. Potremmo, ad esempio, avere un progetto di scala con 2 over card rispetto all’ avversario: in questo caso saremmo generalmente in una situazione di coin flip, o potremmo non avere le over card e trovare un set dall’ altro lato del tavolo e le nostre odds qui si ridurrebbero a circa il 30%.

Per qualsiasi dubbio o approfondimenti postate pure i vostri commenti ai quali prometto di rispondere individualmente.

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Donald e Ivanka Trump irrompono nel poker online

Scritto da Luciano ‘Luckyflush’ Del Frate del 21 October 2011.

ivanka-trumpBernard Tapie ha mandato in prima linea il figlio Laurent per trattare l’acquisto di Full Tilt Poker e non è da meno l’istrionico Donald Trump, proprietario di numerosi hotel e casinò negli Stati Uniti: il vecchio squalo ha deciso di affidare alla bellissima erede Ivanka un ambizioso progetto sul poker online che vede coinvolto anche il potente finanziere Marc Lasry, direttore di un hedge fund di New York, con una forte passione per i giochi high stakes.

Donald Trump, nonostante sia ancora a capo di un impero immobiliare, non naviga in buone acque ed è in guerra aperta con l’amministrazione Obama: sono quotidiani e pubblici i suoi scontri con il presidente degli Stati Uniti. Il mitico finanziere americano però ha ancora le sue buone talpe a Washington e si è detto convinto di una imminente regolamentazione del gioco online negli USA.

Insieme a Steve Wynn ed altri magnati di Las Vegas, è sempre stato contrario alla diffusione del gambling in rete ma negli ultimi mesi ha cambiato strategia ed ha deciso di creare una joint venture con Marc Lasry. Qualcosa bolle in pentola, non a caso proprio in queste ore, Bwin-Party ha confermato di voler puntare sugli States, come da noi anticipato due mesi fa: nei piani della multinazionale europea, PartyPoker deve riprendersi il mercato che era nelle sue mani prima del 2006.

La nuova società, in tutti i casi, manterrà il marchio Trump ed opererà con le licenze dei casinò di Trump Entertainment Resorts, la holding di famiglia. E’ probabile che l’online venga permesso negli stati dell’Iowa e del New Jersey nei prossimi mesi, dove il gruppo possiede diversi casinò e licenze.

La bella 29enne figlia Ivanka Trump, vice presidente esecutivo della Trump Organization, conferma: “è solo una questione di tempo… l’online sarà regolamentato. D’altronde rappresenta una straordinaria fonte di reddito imponibile per i singoli Stati e per il governo federale, senza contare che verrebbero generati molti posti di lavoro”. Il gruppo Trump è indebitato e vede nell’online una nuova fonte di business per il rilancio visto la crisi che ha colpito le sale da gioco di Atlantic City: “Il nostro brand sarà un elemento decisivo per valorizzare la joint venture e avere un vantaggio nel mercato USA rispetto alla concorrenza. Su internet il marchio legato al nome di mio padre sarà essenziale per attirare nuovi giocatori”.

donald-trump-ivankaInfine una nota di colore: secondo quanto pubblicato da Bloomberg, il futuro socio Marc Lasry ha una forte passione per il poker ed ha organizzato in passato alcune partite private high stakes con buy-in da 20.000$, coinvolgendo numerosi pezzi grossi dell’alta finanza newyorkese.

Un altro ricco finanziere, il texano Andy Beal, protagonista in passato di scontri milionari al tavolo con Phil Ivey e Doyle Brunson,  ha deciso di sostenere la candidatura alle presidenziali di Ron Pau, l’unico aspirante alla Casa Bianca che vorrebbe regolamentare il gioco su internet, al contrario di Obama che si professava un sostenitore ed appassionato pokerista, prima di resettare il mercato statunitense nell’aprile di quest’anno.

D’altronde le potenzialità del settore sono incredibili: da pochi giorni la rete Merge Gaming ha deciso di accettare nuovi clienti negli States ed in meno di una settimana ha registrato un incremento del traffico del 15%. Donald Trump forse non ha tutti i torti, Obama permettendo…

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