Poker online: nel 2012 rotta sui casual players

Scritto da Piero ‘Pierelfo’ Pelosi del 26 October 2011.

Cristiano Ronaldo, casual player di lusso...Le poker room che operano in campo internazionale sembrano aver deciso: la parola d’ordine nel 2012 sarà quella di attrarre sempre più casual players sulle proprie piattaforme, con software sempre più improntati alla semplicità e facilità d’uso.

Del resto gli operatori non hanno che due modi per vedere incrementare i propri giocatori: sottrarli alla concorrenza oppure attrarli dall’esterno, con quest’ultima strada che evidentemente appare più facilmente praticabile.

Come sottolinea insidepokerbusiness.co.uk, negli anni passati PokerStars e Full Tilt Poker hanno costantemente rinnovato i propri software, con l’intento di rendere il tutto sempre più personalizzabile ed anche strizzando l’occhio ai giocatori di livelli medio/alti (pensiamo ad esempio al “run it twice”).

A quanto pare adesso la convinzione degli operatori è che sia opportuno andare nella direzione opposta, facendosi sempre più sensibili alle esigenze dei giocatori occasionali, che pur non generando magari molta rake costituiscono una percentuale importante dei players complessivi, e parallelamente favoriscono l’approdo dei grinders.

L’idea di base è quella di rendere il software molto più intuitivo anche ai meno esperti, che magari non hanno mai frequentato una poker room virtuale, intendendo solo sedersi e giocare nel modo più semplice possibile, giocatori che magari possono risultare confusi dall’avere numerosi tasti, opzioni e tavoli fra cui scegliere.

C’è così chi ha scelto di rimuovere la waiting list dalla propria piattaforma, altri hanno introdotto tavoli dove l’anonimato è garantito oppure la possibilità di vedere i propri avversari attraverso delle videocamere. Sebbene l’effettivo impatto di queste iniziative sia da verificare, è chiaro che siano pensate per un certo tipo di utenza.

Lo scopo è infatti quello di tutelare il giocatore occasionale a scapito di alcune richieste dei grinder, che si teme possano inaridire il parco giocatori nel lungo periodo: l’innovazione deve insomma essere funzionale all’esperienza di gioco dei players, altrimenti inizia ad essere vista come fine a se stessa o perfino controproducente.

Naturalmente al momento non è dato sapere se ed in che misura queste nuove politiche riusciranno ad intaccare il mercato, ma per scoprirlo non rimane che attendere: in fondo il 2012 non è poi così lontano…

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Tapie contatta i players di Full Tilt ma è giallo!

Scritto da Luciano ‘Luckyflush’ Del Frate del 26 October 2011.

bernard-tapieLa bomba è scoppiata in Spagna ed in poche ore ha fatto il giro del mondo: la rivista francese LivePoker ha effettuato un sondaggio con i giocatori iberici (e non solo) di Full Tilt Poker, per conto di Bernard Tapie.

A rivelarlo è stato il portale Red Poker: un giornalista del sito (creditore della room) è stato contattato telefonicamente dal magazine transalpino. Il redattore iberico ha postato successivamente la sua esperienza sul forum iberico ed altri players hanno confermato i contatti.

Le interviste però non sono state effettuate solo in Spagna: nella nottata hanno raccontato proprie testimonianze dirette su TwoPlusTwo, anche giocatori tedeschi e olandesi. E non è una coincidenza che i responsabili abbiano consultato solo players di paesi europei residenti in mercati ‘aperti’, non ancora regolamentati.

C’è però un giallo: secondo nostre fonti autorevoli, i vertici di Full Tilt Poker sono all’oscuro di questa iniziativa intrapresa da Bernard Tapie ed i legali hanno smentito qualsiasi tipo di telefonata. Ed allora è giusto non dare per scontato nulla, in un momento delicatissimo della vicenda della red room, con le trattative in corso a New York. Anche LivePoker non ha confermato, né smentito, alcun coinvolgimento in queste ore.

E’ logico e comprensibile però che Full Tilt non ammetterà mai l’utilizzo illegittimo di dati personali (si parla dei saldi degli account dei giocatori) da parte di Tapie. Non a caso, il finanziere francese non ha agito direttamente con i suoi collaboratori, ma si è affidato formalmente ad una struttura esterna. Secondo il direttore del sito spagnolo Red Poker, sono stati contattati solo giocatori  medi e high stakes, con parecchi soldi ancora bloccati nella room. Il problema sulla protezione dei dati esiste: Patrik Antonius, in una recente intervista, ha giudicato molto grave la circostanza che il saldo del suo conto fosse di dominio pubblico su tutti i forum del mondo.

geroges-djenI giocatori iberici, olandesi e tedeschi sono stati chiamati a rispondere ad una serie di domande sui loro fondi, con la rassicurazione da parte di Live Poker che sarebbe imminente la riapertura del sito (ma la prudenza deve essere massima su questo aspetto).  In particolare, i clienti della room dovevano scegliere tra le seguenti opzioni:

1) Investire parte dei loro fondi in azioni della società, con la possibilità di rivenderle in un secondo momento.
2) Incassare subito il credito in contanti, pagando una piccola penalità.
3) Effettuare cash out per l’intero importo ma nell’arco di un anno, a rate.

Geroges Djen, direttore della rivista transalpina, è uno dei soci fondatori di FullFun, società legata a rapporti d’affari con il Gruppo Bernard Tapie. Djen è proprietario della room francese PokerExtrem, con il socio Prosper Masquelier, uno dei fondatori di International Stadium Poker Tour (ISPT), nonché tra i collaboratori più stretti di Laurent Tapie fin dai tempi di Partouche Interactive.

E’ probabile che Tapie abbia voluto commissionare il sondaggio, ad una persona di sua fiducia, non solo per prevedere le intenzioni dei players ma anche per riscontrare le informazioni fornite da Full Tilt Poker sulla situazione debitoria. In tutti i casi, questo tipo di iniziativa è letta da molti come un segnale positivo sullo stato delle trattative.

Esprimi la tua opinione sulla complessa vicenda di Full Tilt Poker sul nostro forum!

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La Cassazione nega tutela agli accordi di staking tra players

Scritto da Luciano ‘Luckyflush’ Del Frate del 17 Ottobre 2011.

staking-poker-onlineImportante sentenza da parte della terza sezione civile della Corte di Cassazione che ha stabilito che gli accordi meramente privati tra giocatori non possono essere oggetto di azione giudiziale, ovvero non sono meritevoli di tutela legale.

L’autorevole precedente è senza dubbio un monito a tutti quegli accordi atipici tra players che nella maggior parte dei casi vengono conclusi verbalmente. In particolare, nel poker, è frequente il fenomeno dello staking, una forma di finanziamento molto comune anche nell’online. Un giocatore viene finanziato per un determinato evento e contestualmente si impegna a versare una quota percentuale della sua eventuale vincita al finanziatore. Per la Cassazione, tali accordi non hanno alcun valore dinanzi ad un giudice.

L’articolo 1935 del codice civile stabilisce: “le lotterie danno luogo ad azione in giudizio, qualora siano state legalmente autorizzate”, ma tale norma non può essere applicata – secondo la Cassazione – per tali intese. 

La Suprema Corte ha stabilito che “la regola di cui all’articolo 1935 c.c. non può valere per gli accordi meramente privati fra i giocatori, che si svolgono con modalità normalmente inidonee a fornire alcuna certezza in ordine ai relativi contenuti e avvengono sotto la spinta di motivazioni largamente influenzate da fattori irrazionali”.

La Corte sembra lasciare però uno spiraglio interpretativo. Leggendo la sentenza al contrario, un contratto che disciplina in maniera dettagliata gli accordi di tale natura dovrebbe – in teoria – essere meritevole di tutela giudiziale? I giudici non chiariscono questo aspetto. Si tratta solo di un problema formale oppure anche di diritto sostanziale? Vi sono poi altri profili (fiscali e valutari) che meritano attenzione, soprattutto quando l’attività di staking riguarda tornei all’estero.

Il caso di specie, preso in esame dai giudici di legittimità, riguardava due donne di Genova che avevano deciso, in società, di scommettere sul gioco del lotto ed in particolare su un numero ritardatario. Una delle due giocatrici, anticipava le somme all’altra, ma una volta deciso di interrompere la scommessa, la ‘debitrice’ si era rifiutata di rimborsare il denaro anticipato per suo conto dall’amica. Per la Cassazione, in questo caso non può essere applicato l’articolo 1935 del codice civile e gli accordi privati tra giocatori non meritano tutela.

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Tapie: “rileviamo il 10% di Full Tilt, azioni offerte ai players”

Scritto da Luciano ‘Luckyflush’ Del Frate del 04 Ottobre 2011.

bernard-tapieLaurent Tapie ed i suoi legali stanno trattando a New York con il Dipartimento di Giustizia per salvare Full Tilt Poker da un fallimento che fino a pochi giorni fa sembrava certo: dalle prime indiscrezioni sembra che il primo incontro con i procuratori sia andato bene. La trattativa può procedere su basi solide nelle prossime settimane ma il portavoce della Procura ha rifiutato di commentare gli ultimi rumors.

Vecchi soci
L’avvocato della famiglia Tapie, Behnam Dayanim, ha presentato al Wall Street Journal, il piano di rilancio della red room: Tapie sta cercando nuovi investitori ma non solo, ha chiesto ai procuratori l’autorizzazione a coinvolgere nell’operazione anche due vecchi azionisti di Full Tilt che dovrebbero partecipare alla ricapitalizzazione delle red room ma che non faranno parte – ha garantito Tapie ai procuratori – alla gestione societaria.  Dayanim fa riferimento a “due soci che hanno familiarità con le trattative”. E gli indizi conducono soprattutto a Phil Ivey che aveva già provato, nei mesi scorsi, a trovare una soluzione con un gruppo di investimento europeo.

Creditori azionisti
Il legale ha lanciato l’idea di Tapie per il salvataggio del sito: “offriremo partecipazioni ai players che vantano crediti importanti”. In poche parole, i francesi vogliono ridurre le passività, proponendo una conversione dei crediti in azioni, almeno per coloro che vantano ancora saldi importanti sui loro account. Con un colpo di spugna le maggiori esposizioni di FTP verrebbero cancellate ed il sito non sarebbe più insolvente nei confronti dei propri clienti.

bernard-tapieIncontro Doj
Dayanim ha confermato l’incontro di lunedì con il Dipartimento di Giustizia (Doj): “per andare avanti è essenziale che si trovi un accordo con il Dipartimento nel processo civile”. Chiara la strategia: il gruppo di Tapie cerca un accordo con la Procura in merito al pagamento della multa e dei fondi sequestrati, svincolandosi dai procedimenti penali nei confronti di Nelson Burtnick e Ray Bitar. E’ in corso inoltre una “due diligence” sullo stato finanziario della multinazionale. Inoltre dovrà essere risolta anche la problematica della licenza e non è detto che non possa riaprirsi una trattativa con AGCC, visto che i server ed altri asset operativi sono collocati tutt’ora sull’isola britannica.

Investimento 10%
Parole in parte confermate direttamente da Bernard Tapie a “Le Figaro”: “prenderemo solo una quota che varierà dal 5% al 10%”, proprio come Assopoker aveva anticipato prima dell’ufficializzazione dell’affare. Tapie ha voluto minimizzare l’accordo annunciato dal figlio, ammettendo solo che è stato siglata un’intesa in esclusiva ma che le trattative non sono ancora concluse. Con ogni probabilità, prima dell’incontro con i procuratori, Bernard Tapie, da vecchio squalo, ha voluto mantenere un profilo basso e giocare al ribasso.

Manager-imprenditore
L’ex numero uno del Marsiglia, ha ammesso che se le condizioni legali lo permetteranno, saranno al suo fianco altri investitori (gruppo Partouche, ndr) ma che vi sono – al momento – degli ostacoli importanti, ad iniziare dalla multa da 1 miliardo di dollari richiesta dal Doj. In altre parole, Tapie si sta proponendo nelle vesti di manager-imprenditore, con l’investimento di una quota minima ma con le idee ben chiare e il coinvolgimento di nuovi partner (Partouche e un fondo europeo), il sostegno di alcuni di vecchi soci (Ivey?) e i players creditori che potrebbero convertire le passività in azioni. Si torna a parlare anche di altri candidati come Jack Binion che potrebbero entrare nella cordata.

isptAdidas
Tapie è specializzato in questo tipo di operazioni: rilevare società sull’orlo del fallimento, come fece con Adidas. Ad oggi, sembra che la sua società possa godere di una certa liquidità: nel 2008, grazie ad un arbitrato favorevole per la note querelle legali collegate alla società di abbigliamento sportivo tedesca, a Tapie è stato riconosciuto un risarcimento di 560 milioni di dollari.

Torneo milionario a Wembley
Tapie ha poi confermato che collegato all’affare c’è un suo ambizioso progetto: l’International Stadium Poker Tour (ISPT). Si tratta di una società (la famiglia detiene il 30%) che organizzerà tornei live all’interno dei più celebri stadi di football. Il primo evento  – come annunciato in un appassionante video in rete – si disputerà a Wembley (Londra) dal 10 al 12 maggio ed avrà un montepremi garantito di 30 milioni di dollari! 

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Il Dipartimento USA: “possibile rimborso ai players di Full Tilt”

Scritto da Luciano ‘Luckyflush’ Del Frate del 29 Settembre 2011.

preet-bhararaA poche ore dalla revoca definitiva di 3 delle 4 licenze dell’AGCC (una è stata sospesa per sei mesi) nei confronti del gruppo Full Tilt Poker (FTP), il Distretto Meridionale di New York del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, ha rilasciato una dichiarazione ufficiale che apre più di uno spiraglio alle possibilità dei players di rientrare in possesso dei propri fondi (o di una parte di essi): 

“Nel mese di aprile questo Ufficio ha autorizzato Full Tilt Poker a restituire i fondi ai giocatori. Tuttavia, con la modifica del reclamo del 22 settembre, è stato riscontrato che il sito in realtà non ha a disposizione fondi per rimborsare i players.

La recente modifica del reclamo sostiene che Full Tilt Poker ha spostato notevoli quantità di depositi di denaro dei giocatori ai dirigenti della società mentre consentiva ai propri clienti di continuare a giocare, ‘vincere’ e ‘perdere’, con crediti fantasma nei loro account.

In questo momento, questo Ufficio, insieme all’FBI ed ad altre agenzie, sta tentando di identificare più fondi possibili, derivanti dal comportamento fraudolento commesso da FTP e dai suoi dirigenti, come è stato contestato nella modifica del reclamo.

L’Ufficio del Procuratore sta cercando inoltre di ottenere ed analizzare i libri e le scritture contabili di FTP. Molti di quei libri e registri sono all’estero.

Il rimborso dei fondi confiscati alle vittime della presunta frode può essere possibile, ma dipenderà da diversi fattori, tra cui la positiva conclusione del contenzioso, l’ammontare dei fondi sequestrati e confiscati autorizzati dal giudice e il rispetto delle alte procedure che il Dipartimento di Giustizia può infine stabilire sulla distribuzione dei fondi confiscati alle vittime che hanno perso denaro, a causa della presunta condotta fraudolenta.

Non possiamo prevedere la durata dei procedimenti, in questo caso, possiamo solo affermare che dureranno per molti mesi. Sarà nostro compito tenere aggiornate le vittime della presunta frode, dei futuri sviluppi del caso.

E’ possibile trovare informazioni di carattere generale sulla “remission” (restituzione dei fondi alle vittime), consultando il regolamento del Dipartimento di Giustizia (28 CFR Part 9)”.

C’è solo un piccolo giallo: Full Tilt Poker sostiene (e lo ha confermato anche dinanzi all’AGCC) che dal 2007 ad oggi gli siano stati confiscati fondi per 330 milioni di dollari da parte del Dipartimento di Giustizia. Seguirà un successivo approfondimento.

Senza dubbio le parole dei procuratori sono state un’apertura importante nei confronti dei giocatori. Non ci resta che aspettare. Tu cosa ne pensi? Esprimi la tua opinione sul nostro forum!

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