Poker online: nuove tasse folli in Francia vanificano mercato UE

Scritto da Luciano ‘Luckyflush’ Del Frate del 22 October 2011.

valérie-pécresseUn mercato al limite del collasso in Francia rischia di essere definitivamente affondato dall’emendamento presentato dal deputato Jean François Lamour alla legge finanziaria 2012, che potrebbe innalzare in modo scriteriato la pressione fiscale fino al 45% per il poker online, alimentando di fatto una fuga degli operatori e compromettendo l’ambizioso progetto della Commissione Europea per un futuro mercato unico.

La situazione del poker in rete per i francesi è già fin troppo tragica con una tassazione che non ha uguali rispetto agli altri paesi europei, per non parlare delle scommesse dove i bookmakers rischiano il banco ed i margini sono esigui. L’ultima idea ‘geniale’ è stata presentata in Parlamento in questi giorni, dove è in esame il testo della nuova manovra finanziaria.

In base all’emendamento, la tassazione sui giochi dovrebbe essere applicata non più sul fatturato bensì sul profitto, come avviene anche in altre nazioni (Gran Bretagna e Italia, nel cash game). Il problema sono le aliquote proposte del tutto folli:

–    45% sul poker
–    58% per le scommesse sportive
–    70% per le scommesse ippiche

Su invito della Commissione Europea (che sta redigendo l’importante ‘Libro Verde’, documento consultivo), la Francia vuole uniformarsi agli altri paesi in vista di una regolamentazione unica per l’online, ma lo sta facendo nel modo sbagliato. Proporre il 45% sul poker significherebbe condurre il settore alla chiusura quasi certa, visto che gli operatori non avrebbero più margini, con costi operativi e di gestione già fin troppo elevati. Vediamo il prelievo negli altri paesi:

–    Gran Bretagna 15%
–    Italia 20% (cash game)
–    Spagna 20%*
–    Danimarca 20%*
*mercati in via di regolamentazione

Per non parlare di Malta, Gibilterra ed altri enti regolatori che rilasciano licenze “europee” con prelievi sui margini nettamente inferiori. I progetti di legge negli USA addirittura prevedono aliquote del 10% circa. Inutile dire che con differenze così marcate tra gli stati membri, il progetto di una normativa unica e di un futuro mercato europeo viene del tutto vanificato.

francia-poker-onlineLa reazione degli operatori è stata decisa e il ministro del budget Valerie Pecresse è stato costretto a sospendere il progetto in Commissione Finanze, preoccupato dall’eventuale dipartita di molte società dell’e-gaming, definendo le nuove aliquote frutto di un errore di calcolo, a testimonianza dell’incompetenza e della superficialità della politica nelle scelte effettuate in un settore strategico (per occupazione e entrate erariali) come quello del gambling.

Pertanto il ministro ha dato mandato a  Jean François Lamour di firmare nuove intese fiscali con Italia, Malta e Gibilterra, oltre ad altri stati del vecchio continente ma non sarà semplice, considerando le premesse ed i punti di partenza.

Senza una soluzione intelligente, il mercato francese rischia il collasso, per non pensare alla sfiducia dei players nei confronti dell’Arjel, l’ente regolatore e di controllo che ha perso credibilità, a causa degli omessi controlli nella nota vicenda Full Tilt Poker.

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Full Tilt Poker: la trattativa procede in Francia, conti confiscati in Svizzera

parigiL’incontro di venerdì a Parigi con i vertici della cordata francese formata dal Gruppo Partouche e da Laurent Tapie (figlio di Bernard Tapie, ex proprietario dell’Adidas) è stato giudicato molto positivo in vista della possibile vendita di Full Tilt Poker.

Prima di parlare della trattativa è però doveroso fare una premessa: la situazione rimane delicata. Le ultime 24 ore, nonostante le evoluzioni con gli imprenditori transalpini, sono state molto critiche per tutto il gruppo. Il Dipartimento di Giustizia ha disposto il sequestro dei conti bancari dei quattro membri del consiglio di amministrazione (ne parleremo più avanti) mentre l’AGCC non si è ancora espressa sulla licenza. Ma procediamo con ordine.

Incontro e strategia
Gli avvocati della red room incaricati di trattare con i francesi sono usciti ottimisti dal meeting parigino. Per loro ci sono le condizioni per chiudere l’accordo. Non hanno perso tempo e sono volati negli States con l’intenzione di aprire un tavolo di negoziazione, in modo tale da  iniziare a confrontarsi con il Dipartimento di Giustizia, per definire un accordo extragiudiziale volto a tutelare gli interessi dei giocatori e dei nuovi potenziali acquirenti. Ma non sarà affatto semplice: in ballo c’è un miliardo di dollari e le posizioni dei maggiori azionisti dalla room.

Bernard Tapie
Senza accordo i francesi non confermeranno l’offerta di acquisto: la famiglia Tapie dovrebbe contribuire per il 10% (notizia confermata ieri dall’agenzia francese MediaPart) mentre non si conosce ancora l’entità della partecipazione del Gruppo Partouche . I vecchi azionisti dovrebbero deliberare un aumento di capitale di 87 milioni per tamponare la falla, almeno in un primo momento.

Fondi
patrik-partoucheA New York, gli avvocati proveranno anche a sbloccare i fondi confiscati dai procuratori per 150 milioni di dollari. Questa è la strategia con l’unico fine di salvare Full Tilt Poker ma il Dipartimento USA, ogni giorno, lancia messaggi tutt’altro che confortanti e distensivi in tal senso. D’altronde i reati contestati sono gravi.

Lettera d’intenti
Jeff Irah ha confermato pubblicamente l’esistenza di una lettera d’intenti prima dell’incontro di Parigi. L’accordo avrà validità fino al 30 settembre ma non è costrittivo in tutte le sue parti: “Ci sono termini vincolanti ed altri no, però devo dire che nessun gruppo ha investito così tante risorse e tempo come loro”.

Gruppi
L’avvocato ha rivelato: “le notizie diffuse dal Dipartimento nella giornata di martedì hanno allontanato alcuni investitori potenziali ma sono ancora tre le parti che stanno discutendo sul futuro di Full Tilt Poker”.

rafe-furstConfisca
Però la situazione della red room pare molto delicata. Nella giornata di ieri il Dipartimento di Giustizia ha diffuso l’elenco di alcuni conti bancari confiscati (che non pubblichiamo volutamente nel dettaglio per una questione di rispetto della privacy) dei quattro amministratori: Ray Bitar, Howard Lederer, Chris Ferguson e Rafe Furst. Bloccato anche un conto intestato al trust Telamonian Ajax. Gli ordini di sequestro riguardano banche ubicate non solo negli USA ma anche in Svizzera e nell’Isola di Man.

Barney Frank
Il deputato democratico Barney Frank, colui che ha presentato in Congresso il primo disegno di legge sul poker online, aveva ricevuto due finanziamenti per sostenere l’iter legislativo alla Camera. Nel 2007 i membri del Cda di Tilt gli avevano versato 18.600$ e successivamente aveva ricevuto 14.000$ attraverso la PPA (l’associazione dei giocatori). Il parlamentare statunitense ha commentato: “ho preso atto delle notizie che sono emerse in settimana sui dirigenti di Full Tilt che avrebbero sperperato milioni di dollari appartenenti ai giocatori. Sono disgustato, faro in modo di restituire i soldi ricevuti ai players”.

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Full Tilt conferma: “trattiamo la vendita in Francia”

full-tilt-franciaJeff Ifrah, uno degli avvocati di Full Tilt Poker, è atterrato ieri sera al Charles De Gaulle di Parigi. Nella capitale francese è in programma tra poche ore un incontro con i vertici del Gruppo Partouche (ma vi è anche una novità dell’ultima ora con un’offerta di Laurent Tapie), proprietario di più di 50 casinò. E l’ultima mossa disperata del noto legale, l’unico ancora che riesce a dispensare ottimismo sul salvataggio della room.

Però è giusto fare una doverosa precisione:  la situazione pare grave se non addirittura compromessa ma il legale di fiducia dell’amministratore delegato Ray Bitar è sbarcato in Francia confermando le indiscrezioni di Assopoker pubblicate in anteprima 24 ore fa.

Ifrah ha raccontato che rappresentanti del gruppo transalpino si sono recati anche nella sede di Dublino il 24 agosto, ma il fatto che lascia perplessi è che l’avvocato ha sondato il terreno anche con un’altra catena di hotel casinò francese ma con forti interessi anche in Svizzera.

Ifrah confida di chiudere l’accordo in terra francese per poi volare a New York con i nuovi investitori per siglare un patto di non belligeranza con il Dipartimento di Giustizia.  E’ troppo tardi? La sensazione è che l’Alderney Gambling Control Commission (AGCC) attenderà al massimo 48 ore prima di revocare la licenza di gioco. Ecco cosa ha affermato Ifrah in queste ore:

1) esiste una lettera d’intenti a trattare tra i due gruppi;

2) i fondi a disposizione del potenziale acquirente sono stati presi in esame sia dalla poker room che dal Dipartimento di Giustizia USA;

full-tilt-poker-francia3) i termini dell’accordo prevedono il rimborso a tutti i giocatori del mondo;

4) il Dipartimento di Giustizia è a conoscenza di questo deal ed ha ricevuto una copia della lettera d’intenti;

5) gli investitori confidano di raggiungere un’intesa transattiva con i procuratori americani per la multa che pende sulla testa degli azionisti di Tilt pari ad un miliardo di dollari;

6) l’AGCC è informata sullo stato delle trattative ed ha ricevuto informazioni anche dai nuovi potenziali acquirenti francesi.

C’è inoltre un’altra novità importante: i responsabili del sito d’inchiesta Subject Poker hanno confermato di aver preso visione della lettera d’intenti tra Full Tilt Poker ed il gruppo francese ma non solo: confermano anche l’esistenza di un documento che include i programmi che il Gruppo Partouche ha presentato all’AGCC.

L’ostacolo maggiore nella trattativa riguarda l’accordo transattivo tra i nuovi investitori e la Procura di New York che ha dichiarato – anche in questi giorni con un tempismo sospetto – guerra in campo aperto a Full Tilt Poker. I francesi riusciranno a placare la furia dei procuratori? E’ una corsa contro il tempo ma tutto sembra piuttosto difficile. L’Alderney Gambling Control Commission nelle prossime ore dovrebbe pubblicare le proprie decisioni.

Tu cosa ne pensi? Riusciranno a salvare Full Tilt Poker? Esprimi la tua opinione sul nostro forum!

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Mondiali U20: poker Colombia a Francia – ANSA.it

Mondiali U20: poker Colombia a Francia (ANSA) – BOGOTA’, 31 LUG – Esordio convincente della Colombia nel Mondiale Under 20: nella prima giornata del gruppo A i padroni di casa hanno nettamente battuto la Francia 4-1.

Nell’altra gara del girone la Corea del Sud ha superato il Mali 2-0. Due pareggi negli incontri del gruppo B: 1-1 tra Camerun e Nuova Zelanda mentre Portogallo-Uruguay e’ finita 0-0.

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