Tapie: “rileviamo il 10% di Full Tilt, azioni offerte ai players”

Scritto da Luciano ‘Luckyflush’ Del Frate del 04 Ottobre 2011.

bernard-tapieLaurent Tapie ed i suoi legali stanno trattando a New York con il Dipartimento di Giustizia per salvare Full Tilt Poker da un fallimento che fino a pochi giorni fa sembrava certo: dalle prime indiscrezioni sembra che il primo incontro con i procuratori sia andato bene. La trattativa può procedere su basi solide nelle prossime settimane ma il portavoce della Procura ha rifiutato di commentare gli ultimi rumors.

Vecchi soci
L’avvocato della famiglia Tapie, Behnam Dayanim, ha presentato al Wall Street Journal, il piano di rilancio della red room: Tapie sta cercando nuovi investitori ma non solo, ha chiesto ai procuratori l’autorizzazione a coinvolgere nell’operazione anche due vecchi azionisti di Full Tilt che dovrebbero partecipare alla ricapitalizzazione delle red room ma che non faranno parte – ha garantito Tapie ai procuratori – alla gestione societaria.  Dayanim fa riferimento a “due soci che hanno familiarità con le trattative”. E gli indizi conducono soprattutto a Phil Ivey che aveva già provato, nei mesi scorsi, a trovare una soluzione con un gruppo di investimento europeo.

Creditori azionisti
Il legale ha lanciato l’idea di Tapie per il salvataggio del sito: “offriremo partecipazioni ai players che vantano crediti importanti”. In poche parole, i francesi vogliono ridurre le passività, proponendo una conversione dei crediti in azioni, almeno per coloro che vantano ancora saldi importanti sui loro account. Con un colpo di spugna le maggiori esposizioni di FTP verrebbero cancellate ed il sito non sarebbe più insolvente nei confronti dei propri clienti.

bernard-tapieIncontro Doj
Dayanim ha confermato l’incontro di lunedì con il Dipartimento di Giustizia (Doj): “per andare avanti è essenziale che si trovi un accordo con il Dipartimento nel processo civile”. Chiara la strategia: il gruppo di Tapie cerca un accordo con la Procura in merito al pagamento della multa e dei fondi sequestrati, svincolandosi dai procedimenti penali nei confronti di Nelson Burtnick e Ray Bitar. E’ in corso inoltre una “due diligence” sullo stato finanziario della multinazionale. Inoltre dovrà essere risolta anche la problematica della licenza e non è detto che non possa riaprirsi una trattativa con AGCC, visto che i server ed altri asset operativi sono collocati tutt’ora sull’isola britannica.

Investimento 10%
Parole in parte confermate direttamente da Bernard Tapie a “Le Figaro”: “prenderemo solo una quota che varierà dal 5% al 10%”, proprio come Assopoker aveva anticipato prima dell’ufficializzazione dell’affare. Tapie ha voluto minimizzare l’accordo annunciato dal figlio, ammettendo solo che è stato siglata un’intesa in esclusiva ma che le trattative non sono ancora concluse. Con ogni probabilità, prima dell’incontro con i procuratori, Bernard Tapie, da vecchio squalo, ha voluto mantenere un profilo basso e giocare al ribasso.

Manager-imprenditore
L’ex numero uno del Marsiglia, ha ammesso che se le condizioni legali lo permetteranno, saranno al suo fianco altri investitori (gruppo Partouche, ndr) ma che vi sono – al momento – degli ostacoli importanti, ad iniziare dalla multa da 1 miliardo di dollari richiesta dal Doj. In altre parole, Tapie si sta proponendo nelle vesti di manager-imprenditore, con l’investimento di una quota minima ma con le idee ben chiare e il coinvolgimento di nuovi partner (Partouche e un fondo europeo), il sostegno di alcuni di vecchi soci (Ivey?) e i players creditori che potrebbero convertire le passività in azioni. Si torna a parlare anche di altri candidati come Jack Binion che potrebbero entrare nella cordata.

isptAdidas
Tapie è specializzato in questo tipo di operazioni: rilevare società sull’orlo del fallimento, come fece con Adidas. Ad oggi, sembra che la sua società possa godere di una certa liquidità: nel 2008, grazie ad un arbitrato favorevole per la note querelle legali collegate alla società di abbigliamento sportivo tedesca, a Tapie è stato riconosciuto un risarcimento di 560 milioni di dollari.

Torneo milionario a Wembley
Tapie ha poi confermato che collegato all’affare c’è un suo ambizioso progetto: l’International Stadium Poker Tour (ISPT). Si tratta di una società (la famiglia detiene il 30%) che organizzerà tornei live all’interno dei più celebri stadi di football. Il primo evento  – come annunciato in un appassionante video in rete – si disputerà a Wembley (Londra) dal 10 al 12 maggio ed avrà un montepremi garantito di 30 milioni di dollari! 

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Jeff Ifrah: “Laurent Tapie può rilanciare Full Tilt Poker”

Scritto da Luciano ‘Luckyflush’ Del Frate del 05 Ottobre 2011.

bernard-tapieParte dal Canada la quarta class action ufficiale contro Full Tilt Poker: l’azione collettiva è stata promossa dallo studio Merchant Law Group LLP. Alla base delle contestazioni dei legali nord americani c’è il noto stato di  insolvenza della red room nei confronti dei giocatori. Nonostante il super lavoro al quale è chiamato Jeff Ifrah, l’avvocato della multinazionale irlandese ha trovato il tempo per commentare il primo incontro avvenuto a New York tra i procuratori e Laurent Tapie.

 “L’investitore vuole verificare che questa sia una vendita finanziariamente fattibile. Ha bisogno dell’avvallo del Dipartimento di Giustizia e soprattutto vuole assicurarsi che non verrà addebitata a loro la multa da 1 miliardo di dollari”. Il noto legale fa una previsione sui tempi della trattativa: “entro una settimana potremo conoscere il futuro di Full Tilt Poker ed i players potrebbero sapere quando saranno rimborsati”.

Negli States sostengono che Bernard Tapie abbia risanato più di 40 aziende in difficoltà finanziaria, tra cui il colosso dell’abbigliamento sportivo Adidas, in Francia invece si domandano se l’ex presidente del Marsiglia stia bluffando o facendo un gioco al ribasso per convincere il Dipartimento di Giustizia ad accettare condizioni favorevoli alla cordata transalpina.

“Molti potenziali investitori – racconta Ifrah – sono venuti nella sede di Dublino. Io ho la mia personale opinione: per rilanciare l’azienda ci vuole un manager che abbia un minimo di esperienza nel gioco online. Laurent Tapie si è distinto, rispetto agli altri candidati, per il suo precedente incarico da direttore di Partouche Interactive. Mi piacerebbe vedere a capo di Full Tilt una persona che conosce il mercato e che comprende il valore del bene ed ha un progetto per rilanciare il sito”.

“Laurent è il candidato ideale per condurre questa società fuori dalla crisi ed assicurare che tutti i players vengano rimborsati. Anche gli investitori con esperienza solo nella gestione dei casinò terrestri (chiaro il riferimento a Jack Binion, ndr) non capiscono il mercato dell’online”.

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Bernard Tapie ed il sindacato Siti hanno proposto – seppur con due istanze diverse – ai clienti creditori della red room di diventare nuovi azionisti. Tu cosa ne pensi? Sei favorevole? Sei contrario? Esprimi la tua opinione nella nuova sezione dedicata all’iniziativa!

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Full Tilt Poker: Laurent Tapie incontra l’AGCC

Scritto da Luciano ‘Luckyflush’ Del Frate del 27 Settembre 2011.

laurent-tapieArrivano le prime indiscrezioni dall’isola di Alderney: lunedì mattina Laurent Tapie ha incontrato i commissari dell’AGCC per presentare un nuovo piano e riformulare l’offerta. Poche ore dopo, Full Tilt Poker ha divulgato un’altra dichiarazione ufficiale nella quale si impegna a “rimborsare tutti i players”. Nel frattempo l’avvocato Jeff Irah conferma le nostre anticipazioni e si dichiara ottimista per un imminente accordo, commissione permettendo.

Blitz
Nella mattinata di ieri – come avevamo previsto – vi è stato il tanto atteso incontro tra la cordata francese rappresentata da Laurent Tapie (figlio di Bernard) con l’AGCC. I timori principali e più fondati dei legali della room vengono proprio dalla Gambing Commission che sembra intenzionata a revocare la licenza di gioco al sito irlandese. Il viaggio dei transalpini è stato un tentativo per guadagnare tempo. I francesi presto consulteranno anche il Dipartimento di Giustizia.

Trattative
La lettera d’intenti avrà validità fino al 30 settembre ma gli avvocati di FTP saranno accolti dal Dipartimento di Giustizia di New York, solo nei primi giorni di ottobre. E la decisione dell’AGCC incombe: non c’è molto tempo anche perché i francesi sono consapevoli che in caso di ritiro della licenza tutto si complicherebbe.

Piano Ifrah
A rendere i legali ottimisti è il fatto di aver riscontrato in Tapie e soci un forte interesse. Jeff Ifrah ha ammesso: “Sono stato in Francia e gli investitori sono seri: ho verificato la disponibilità dei loro fondi. La loro preoccupazione principale riguarda la decisione dell’AGCC. Se viene revocata la licenza, l’affare potrebbe saltare perché ritengono che tutto si complicherebbe”. Ma proprio per questo motivo, Ifrah e i suoi collaboratori, in queste ore, stanno predisponendo un piano di riserva.

Laurent Tapie
Laurent Tapie sembra intenzionato ad entrare nella stanza dei bottoni della red room: il figlio dell’ex padrone del Marsiglia e dell’Adidas ha esperienza nel settore del gambling: è stato per anni direttore di Partouche Interactive (la sezione online della nota catena di casinò) e nel 2005 ha fondato il sito LiveBetting dedicato alle scommesse sportive. E’ sempre stato ritenuto in Francia un uomo molto vicino al gruppo Partouche. Ma la cordata francese dovrebbe essere affiancata da alcuni fondi di investimento europei.

bernard-tapieIncontro a New York
“Il nuovo gruppo – rivela Ifrah – si è impegnato a rivedere la propria offerta con l’AGCC. Inoltre hanno assunto un noto avvocato, molto rispettato nel mondo dei giochi, per un’incontro con il Dipartimento di Giustizia, al fine di risolvere i problemi negli USA”.

Posizione ufficiale FTP
In queste ore Full Tilt Poker ha rilasciato un’altra dichiarazione ufficiale nella quale contesta le accuse dei procuratori: “l’attività di FTP non può essere ricondotta allo schema Ponzi. Nonostante i recenti avvenimenti, FTP rimane impegnata a individuare un investitore all’altezza, in modo tale da rimborsare tutti i suoi giocatori”

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Bernard Tapie: cordata con Partouche per Full Tilt Poker

laurent-bernard-tapie

Continua la nostra diretta sulla crisi di Full Tilt Poker, con una clamorosa novità dell’ultimo momento: i legali della red room sono in questo momento in riunione in Francia (l’incontro è iniziato nella tarda mattinata a Parigi) ma al tavolo delle trattative non vi è solo il Gruppo Partouche, bensì è presente anche Laurent Tapie, figlio di Bernard Tapie, ex presidente del Marsiglia calcio e imprenditore molto discusso in passato.

L’offerta di Tapie è limitata solo al 10% della red room. Il noto avvocato Ifrah sta cercando di organizzare una cordata francese per rifinanziare il sito. Ricordiamo che il socio di maggioranza (relativa)  è Chris Ferguson, con oltre il 19% di Tiltware, la holding del gruppo. Da quello che emerge negli USA (fonte: Harry Demetriou su TwoPlusTwo), i vecchi soci sarebbero disposti a ricapitalizzare per 70 milioni nell’immediato.

Laurent Tapie il 24 agosto si è recato nella sede di Pocket Kings a Dublino E’ evidente che vi sia un tentativo di creare una cordata, con diversi azionisti e non un unico gruppo che si sobbarcherebbe tutti gli oneri di un’operazione molto rischiosa. Ifrah ha confermato l’esistenza di una lettera d’intenti (per saperne di più clicca qui) tra le parti in causa.

Le trattative sono in evoluzione, a breve pubblicheremo altri particolari di una vicenda comunque difficile e critica, la situazione al momento rimane molto grave, nonostante i tentativi in corso.

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