Poker online Italia: a settembre raccolta tornei in crisi – Pokeritaliaweb la voce libera del poker in Italia

winga_poker_tavolo.jpgIl poker cash game italiano continua a lasciare il segno nella raccolta del poker online in formula torneo. A settembre infatti i tornei hanno fatto segnare ancora un calo di oltre la metà rispetto allo stesso mese dello scorso anno.  


Il poker cash game sta letteralmente monopolizzando il mercato del poker online. Il mese scorso il poker a torneo ha raccolto giocate per 102,7 milioni di euro, un dato, come si legge su Agicoscommesse, in calo del 58% rispetto ai 245,2 milioni du euro incassati a settembre del 2010.

In testa al mercato sempre la poker room di PokerStars.it, che può vantare un traffico pari a oltre un terzo dell’intera raccolta. Questa la divisione del mercato tra i principali operatori italiani del poker online:

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(*) dati in milioni di euro

Non perde colpi invece il mercato italiano del poker cash game. A settembre i dati confermano un piccolo incremento: da 900 milioni, il movimento di gioco è salito a 904 milioni di euro, un dato estremamante importante che conferma l’enorme passione dimostrata dai giocatori italiani per il poker online in generale.

Di questi 904 milioni circa 877 milioni di euro sono tornati indietro, nelle tasche dei giocatori italiani, sotto forma di vincite.

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(*) dati in milioni di euro

Leader del mercato si conferma sempre la poker room di PokerStars.it che solidifica ancora la sua posizione grazie soprattutto al poker cash game. La poker room numero uno in Italia ha fatto registrare un movimento di 208,4 milioni di euro, aggiudicandosi il 23,1% delle quote del mercato del poker online. PokerStars.it rimane l’unica poker room a superare, e non di poco, il tetto dei 200 milioni.

Ottimi numeri anche quelli fatti segnare dal network di poker online Microgame, che fa registrare ben 191 milioni di euro raccolti. Buon incremento anche per Lottomatica che con 135 milioni si aggiudica il 14,9% delle quote di mercato del poker cash game italiano.

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Rimane costante l’interesse degli italiani per il poker cash game

Più indietro invece tutte le altre poker room, con a capo il trio GDPoker-Bwin-PartyPoker.it che raccoglie 130,5 milioni di euro pari al 14,5% del mercato. Questi quattro grandi operatori di poker online, da soli, valgono circa i 3/4 dell’intero mercato del poker cash game italiano.

Quasi un miliardo di raccolta per il poker cash game che con l’avanzare dei mesi invernali lascia intravedere notevoli incrementi. Staremo a vedere se quel che è promesso verrà mantenuto.

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Raccolta poker in formula torneo in crisi

Vieni sul Forum di PokerItaliaWeb a commentare questi dati del poker online ed a confrontarti con gli oltre 12.000 utenti registrati.

Scritto da Giuseppe “Pidduv” Messineo

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The Poker Channel Chiude un Accordo con France Telecom e Orange TV

05 Ottobre 2011, Comunicato Stampa

The Poker Channel

The Poker Channel, il più grande network TV sul gaming, annuncia un nuovo accordo di distribuzione con France Telecom, rendendo il network 24/7 per la prima volta disponibile a tutti gli abbonati di Orange TV. The Poker Channel è ora disponibile 24 ore al giorno a tutti gli abbonati di Orange TV oltre agli abbonati del servizio web TV di France Telecom in Francia.

The Poker Channel è già disponibile in TV in Francia ai clienti di Iliad Group Freebox, SFR Neufbox, Bbox di Bouygues Telecom, Alice e Numericable.

In seguito a questo accordo, Poker Channel sarà a disposizione di oltre 30 milioni di abbonati TV in 30 paesi europei, inclusi 9 milioni di abbonati TV in Francia.

The Poker Channel annuncia inoltre l’estensione del suo accordo con Portugal Telecom, rendendo il canale disponibile su MEO Online oltre che sul servizio TV di MEO, come parte della sua strategia di massimizzazione del pubblico. Questo segue il recente accordo di distribuzione con Vodafone Portugal.

Commentando il successo di Poker Channel in Francia, Chris White di Gaming Media TV, ha detto, “Siamo lieti che Poker Channel continui a rafforzarsi in Francia dopo il cambiamento della legislazione sul gioco dell’anno scorso. Abbiamo registrato un incremento del 200% sia in abbonamenti che entrate pubblicitarie come risultato di questo e dell’aumento dell’investimento nella programmazione in lingua francese. La partnership con Orange è un’altra pietra miliare per i fan del poker.”

Per tutti gli aggiornamenti in tempo reale seguici su Twitter.

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Full Tilt Poker: ecco cosa ci avete detto di pensare… – Poker.it

I risultati del nostro sondaggio sulla vicenda di Full Tilt Poker

Cari lettori, la vostra opinione è molto importante per Poker.it che apprezza e segue il poker online e live in tutti i suoi eventi, compreso quello recente di Full Tilt Poker. Per questo ogni mese trovate un nuovo sondaggio sulla nostra home page (in basso a destra), che siete sempre di più a votare (per questo vi ringraziamo!), e di cui ora vi rendiamo noti i risultati.

Nel mese di settembre da poco concluso, vi avevamo chiesto proprio cosa pensavate della vicenda di Full Tilt Poker che tanto ha fatto parlare di sé, delle poker room, e del mondo del poker online. Per esattezza vi avevamo posto tale quesito da completare con un “click” sulle varie risposte: “ la saga di Full Tilt Poker mi fa pensare che…..”

In contrasto con i dati ufficiali e con i numeri della raccolta di agosto che mostrano un incremento costante del poker online nel nostro paese, la vicenda di Full Tilt Poker ha generato una comprensibile perplessità in qualcuno (il 32% di voi), che ha concluso la frase: “la saga di Full Tilt Poker mi fa pensare che….” con il “click” sulla risposta “è meglio evitare di giocare online”.

Tanto pessimismo (certamente momentaneo) è comunque lecito davanti a grandi vicende di poker online come quella di Full Tilt Poker, ma una buona percentuale di “votanti” (il 22%), decisamente più ottimisti, ha comunque valutato che “bisogna giocare su poker room che hanno giocatori da tutto il mondo e basi finanziarie solide”.

Qualcun’altro (il 19%) ha continuato la nostra frase su Full Tilt Poker con l’affermazione “può capitare anche alle poker room legali italiane”, altri di voi (il 15%) pensano invece che “la colpa è dell’FBI che ha bloccato Full Tilt Poker, e non della poker room”, ed infine qualcun altro ancora (il 12%) ritiene che “bisogna giocare a poker online solo sulle poker room legali “punto it”.

Per farvi un’idea più chiara dei vari pensieri espressi dai molti votanti al nostro sondaggio, potete vedere il grafico da qui.

Nuovo mese, nuovo sondaggio! Questa volta non vi chiediamo la vostra opinione sul rilevante evento di poker online di Full Tilt Poker, ma cambiamo argomento (anche in base alle tante richieste che giungono alla nostra redazione).

Parliamo ora di poker live e dei grandi eventi come le WSOP, l’EPT, l’IPT, ed altri ancora! A voi quali interessano di più? A noi, interessano tutti ma ci interessa soprattutto la vostra opinione! Non dimenticate di votare il nostro nuovo sondaggio allora, fatelo adesso!

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Un poker di applicazioni per telefonini molto costoso – Milano Finanza

Numero 194 ?pag.?61?del?4/10/2011 | IndietroMobile Tutte le aziende devono gestire la presenza sulle 4 piattaforme per smartphone

A poche ore dalla conferenza di Apple che svelerà finalmente la nuova versione di iPhone, l’interesse verso le novità del settore della telefonia mobile non riguarda solo i consumatori privati. Più che i nuovi modelli di smartphone e tablet, infatti, imprenditori e manager si interrogano sulle prospettive di un settore in rapidissima trasformazione e in cui è, semplicemente, impossibile non essere presenti. L’adozione massiva di smartphone e tablet come dispositivi affiancati ai classici pc, e in alcuni contesti persino capaci di sostituire computer portatili e netbook, rende infatti pressoché obbligatorio pianificare una presenza adeguata in questo nuovo mondo, con la necessità quindi di sviluppare applicazioni e servizi pensati per le principali piattaforme operative. E proprio questa scelta rischia di provocare non pochi mal di testa tra imprenditori e manager, dal momento che le dinamiche del settore degli smartphone sono tutt’altro che chiare e prevedibili. Sino a un anno fa circa, infatti, Apple con il sistema operativo iOS dominava saldamente l’intero ecosistema del mobile computing con iPhone e iPad, rendendo relativamente semplice la scelta della piattaforma per cui sviluppare le applicazioni. Non a caso pressoché ogni società commerciale di una certa dimensione, dagli istituti bancari agli editori, dalle compagnie aeree al mondo del turismo, ha contribuito ad affollare il negozio digitale di Apple con oltre 470 mila applicazioni, un numero semplicemente impensabile prima dell’avvento di iPhone . Il supporto offerto alla piattaforma Android da parte di colossi come Samsung ha però modificato rapidamente la situazione, portando il sistema operativo di Google al vertice del settore per la telefonia mobile in quanto a numero di terminali venduti, con l’eccezione del segmento tablet tuttora dominato da iPad con l’80% circa del mercato. Una sorta di duopolio, quindi, che ha complicato la vita a imprenditori e manager per la necessità di sviluppare applicazioni anche per la piattaforma Android che, rispetto a quella di Apple, si è mostrata sin dall’inizio molto meno omogenea. Il controllo ferreo dell’intera catena da parte di Apple garantisce infatti la possibilità di sviluppare un’unica versione delle applicazioni, mentre la presenza di decine di costruttori di smartphone Android, basati spesso su versioni differenti del sistema operativo per via delle personalizzazioni a opera di vendor od operatori tlc, ha portato alla presenza di un ambiente eterogeneo con la relativa moltiplicazione di complessità e costi. Tutto questo senza contare che la propensione all’acquisto di applicazioni da parte dei possessori di smartphone Android è drasticamente inferiore a quella degli utenti Apple, complicando così i modelli di business di aziende e sviluppatori costretti a contare sulla pubblicità, spesso proprio a vantaggio di Google. Situazione speculare per Rim, che con la piattaforma BlackBerry conta su di una comunità di utilizzatori fedele quanto disposta a mettere mano alla carta di credito per acquistare applicazioni e servizi utili per l’attività professionale quanto lo svago. Anche in questo caso, però, le differenti versioni del software installato sui vari modelli di smartphone costringono a sviluppare e mantenere più versioni della stessa applicazione, aumentando costi e complessità sino al debutto della nuova piattaforma operativa di Rim, che sarà lanciata a inizio 2012 e dovrebbe risolvere tutte queste problematiche. Un bel grattacapo, quindi, per chi deve portare sul display di telefonini e tablet la propria azienda per non perdere il contatto con i clienti, complicato dal quarto protagonista di questo settore, Microsoft. Dopo un debutto non travolgente, Windows Phone 7 si è rinnovato da pochi giorni in una nuova veste decisamente migliorata che ha già riscontrato l’interesse rinnovato di costruttori del calibro di Samsung, Lg e Htc. Aspettando il debutto dei primi telefonini Nokia targati Microsoft, attesi per la fine dell’anno, che potrebbero contribuire a spingere imprenditori e manager a programmare una versione delle rispettive applicazioni compatibile anche con Windows Phone 7. (riproduzione riservata)



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Poker online: Mondadori e PosteMobile nuovi concessionari

Scritto da Luciano ‘Luckyflush’ Del Frate del 05 Ottobre 2011.

mondadori-poker-onlineDopo il brusco stop di luglio, i Monopoli di Stato hanno dato il via libera al rilascio delle nuove licenze previste dalla “Legge Comunitaria 2008” ed in queste ore PosteMobile è diventato ufficialmente un nuovo concessionario per il gioco online, a seguito della firma della convenzione in piazza Mastai.

 La prossima sarà Mondadori ad essere riconosciuta da AAMS, insieme ad altri 15 operatori come Neomobile, Betflag, Interwetten, Leisure Spin e Jaxx. Si completa quindi il quadro delle prime società che entrano ufficialmente nel mercato del poker online. Secondo indiscrezioni il network Ongame starebbe corteggiando proprio Mondadori ma non si conosce ancora l’esito della trattativa. La piattaforma svedese è stata messa di recente in vendita dal gruppo Bwin-Party.

La procedura di assegnazione delle nuove concessioni aveva subito un inatteso blocco a luglio, a seguito del ricorso depositato al Tar del Lazio da StanleyBet che aveva presentato anche un’istanza “sospensiva”  per “congelare” gli effetti della “Legge Comunitaria”. Nell’ultima udienza però il bookmaker inglese ha rinunciato all’istanza cautelare, in attesa di discutere la causa nel merito il 13 dicembre. La stessa società di Liverpool ha preannunciato che, in caso di sentenza negativa, farà richiesta per acquisire una licenza per il betting online in Italia. 

Anche i big della telefonia sono molto interessati al gioco telematico, in particolare per quanto riguarda il gaming-mobile, nuova frontiera del settore: Poste Italiane ha però voluto giocare d’anticipo. Ed ora cosa faranno Telecom, Vodafone e Wind? Al momento hanno smentito il loro interessamento, eppure i rumors sono sempre più insistenti sul loro ingresso nel mercato italiano.

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