Poker online: qual’è l’alimentazione migliore?

Scritto da Piero ‘Pierelfo’ Pelosi del 16 Ottobre 2011.

Un po' di cioccolato fa bene, ma non un chilo...Chi gioca a poker online per molte ore consecutivamente e vari giorni alla settimana lo sa bene: stare inchiodati di fronte ad uno schermo cercando di mantenere alto il proprio livello di concentrazione non è affatto semplice, ma è possibile aiutarsi con una corretta alimentazione.

Infatti, così come un’atleta non può sottoporsi a sforzi prolungati senza integrare le proprie energie in modo adeguato, analogamente un giocatore di poker – pensiamo ai torneisti in particolare, ma non solo – non può sottovalutare questo aspetto, sia durante la propria sessione che in precedenza.

Questo diventa ancora più importante se pensiamo che spesso i giocatori mangiano in modo piuttosto casuale e scorretto, accontentandosi di ciò che si trovano ad avere sottomano senza investire troppo in questa direzione.

La community di pocketfives.com – composta esclusivamente da torneisti capaci di giocare anche per oltre dodici ore – si è recentemente interrogata su questo aspetto, e sebbene gli spunti siano tanto vari quanto personali ne emergono certamente indicazioni interessanti.

Viene anzitutto sottolineata l’importanza di una colazione tanto completa quanto varia e leggera, ma soprattutto vengono elargiti consigli su cosa mangiare mentre si è di fronte al computer: sebbene ci sia chi abbia trovato questo aspetto marginale nella propria esperienza, la maggior parte degli utenti del forum sembra seguire regole piuttosto precise al riguardo.

Spesso si mangia male soltanto per pigrizia...A prescindere dalle “ricette” dei singoli, le parole chiave sembrano essere due: leggerezza e praticità. Appesantirsi porta solo ad una digestione complessa, quindi a sonnolenza: meglio alimentarsi poco e costantemente, ricorrendo a frutta e piccoli sandwich, ottimi sia perché possono essere consumati con una singola mano sia perché, se farciti magari con petto di pollo o tacchino, possono portare un giusto apporto proteico con tutti i benefici delle carni magre.

Analogamente, integrare liquidi è essenziale: sì ad acqua, the, caffè e succhi di frutta di buona qualità, mentre andrebbero evitate bevande gassate o eccessivamente dolcificate.

Infine, non mancano anche consigli curiosi ma tutt’altro che campati in aria. C’è infatti chi giura sui benefici dell’assunzione regolare di olio di pesce in concomitanza coi pasti. In effetti, gli omega 3 contenuti garantiscono un alto apporto di vitamine (A e D soprattutto, ma anche vitamina E e ferro), sebbene un consumo eccessivo possa rivelarsi controproducente.

Se insomma una dieta equilibrata e consapevole non può influire positivamente sul board, di certo può farlo sul vostro gioco: per chi abitualmente si iscrive a tornei dove un singolo click può compromettere tutto, si tratta quindi da un aspetto che non andrebbe ignorato.

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Il poker online, fucina ineludibile per il successo?

Scritto da Piero ‘Pierelfo’ Pelosi del 18 Ottobre 2011.

Jason Mercier, fino a tre anni fa illustre sconosciutoE’ indubbio che l’avvento del poker online, nato appena alcuni anni fa, abbia stravolto gli equilibri del poker così come lo si è conosciuto per decenni: fumoso, angusto, riservato a pochi e meglio se dalle facce tutt’altro che raccomandabili.

Adesso i campioni sono sempre più spesso dei ventenni imberbi, che si calcano grosse cuffie in testa e spesso si vestono come capita, incuranti di avere milioni di dollari in banca: facce nuove, talvolta sconosciute, che pure vantano un’esperienza silenziosa maturata di fronte ad un computer, in solitudine. Giocando quello che in molti credevano non fosse neppure poker sono diventati cecchini, il cui fucile sembra destinato a non incepparsi mai.

Gli esempi volti a dimostrare che per essere vincenti nel poker live non si possa prescindere da una robusta formazione online sono ormai numerosi. 

Jason Mercier ha raggiunto il primo risultato dal vivo della propria carriera andando a vincere l’EPT di Sanremo, ormai tre anni fa: nessuno lo conosceva, eppure lui era un grinder vincente, capace di giocare oltre un milioni di mani l’anno. La storia è lì a dirci cosa sia stato capace di fare: lui fortunato nei momenti giusti, tutti gli altri sfortunati nel ritrovarselo davanti.

Ormai quando una faccia nuova sotto i trent’anni si impone in un grande torneo si può essere certi che il suo curriculum online sia solido, spesso al punto da fare invidia.

Tristan Wade ha vinto circa 1.500.000 $ onlineSenza spingersi troppo lontano, basti guardare il tavolo finale del Main Event WSOP – dove siederanno giocatori come Matt “hazards21” Giannetti oppure Phil “USCphildo” Collins – o chi si è imposto alle WSOPE, dove hanno trionfato Tristan “Cre8ive” Wade o Steve “MrSmokey1” Billirakis.

Certo, esistono eccezioni eccellenti – come John Juanda, Erik Seidel o Michael Mizrachi – così come è innegabile che un giocatore pur molto vincente online abbia bisogno di un periodo di adattamento per poter eccellere anche dal vivo, dovendo porre un freno ai suoi tell o intuendo quanto il field medio di un torneo online sia diverso da quello live, adattandosi di conseguenza.

Tuttavia, ormai anche i più strenui difensori del poker live – ne è un esempio eclatante il percorso intrapreso da Daniel Negreanu – hanno capito che per continuare a competere ai massimi livelli devono confrontarsi anche con dei nickname davanti ad uno schermo, maschere dietro cui si nascondono i campioni di un domani che ormai si fa sempre più presente.

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Il poker online conquista i vip. FOTO – Libero News

Ben Affleck, Matt Damon e Jennifer Lopez. Sono solo alcuni dei personaggi famosi che hanno fatto del poker online uno dei propri passatempi preferiti. Ed esiste addirittura un torneo di poker esclusivo per i vip: il famoso Million Dollar Challenge che vede ogni anno la partecipazione di molte celebrity.

Tanti personaggi del mondo dello spettacolo e dello sport sono attratti dal tavolo verde, diventato ormai un’attività particolarmente di moda. Tra i giocatori più accaniti c’è un numero sempre maggiore di donne, come la bellissima  top model croata Sonja Kovac che è anche diventata ambasciatrice di NetBetPoker.it, uno dei più importanti portali di gambling on-line in Italia.

“L’Italia è un paese che adoro e non vedo assolutamente l’ora di poter partecipare a tanti tornei anche dal vivo” commenta Sonja Kovac. “Il poker —prosegue la testimonial di NetBetPoker.it— è stato un vero e proprio colpo di fulmine. Circa un anno fa ho provato a giocarci con un gruppo di amici e me ne sono innamorata. Da allora, il mio interesse è cresciuto in maniera esponenziale e mi sono subito trovata a mio agio con questo affascinante gioco”.

Il legame tra poker e vip è un indicatore di come questo gioco sia uscito dalla sua nicchia e stia diventando un’attività sempre più popolare. In particolare, negli ultimi mesi, infatti, il numero delle giocatrici di poker on-line è aumentato a dismisura e anche nelle sale da poker tradizionali vi è un grande afflusso di donne. Secondo i dati rilevati dal portale NetBetPoker.it le donne frequentatrici dei siti web dedicati al poker sono il 60% del totale.

“Le donne sono delle bravissime giocatrici, conoscono benissimo le strategie di gioco e sanno bluffare senza farsi scoprire” commenta Kenny Ibgui, amministratore delegato di BPG, società proprietaria del portale NetBetPoker.it. Le giocatrici di poker arrivano infatti ai livelli più alti delle classifiche mondiali e molte di loro hanno anche vinto importanti tornei che si tengono regolarmente in tutto il mondo.

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Poker online USA: l’UIGEA compie 5 anni

Scritto da Domenico ‘Stee Catsy’ Gioffrè del 13 Ottobre 2011.

George W. BushQuando il 13 ottobre 2006 l’allora presidente USA George W. Bush appose la sua firma su una norma chiamata UIGEA, nessuno poteva immaginare le conseguenze che essa avrebbe portato con sè, a medio e lungo termine.

Una norma poco chiara, inserita all’interno di un decreto con il quale non aveva alcuna attinenza, che diventa una sorta di pietra angolare per i destini del poker online.

L’Unlawful Internet Gambling Enforcement Act si proponeva di proibire alle banche e alle compagnie di carte di credito di effettuare transazioni di denaro con aziende che offrissero gioco online, ivi compreso il poker. Quando il decreto fu emanato non era però ben chiaro – e non lo fu per moltissimo tempo – quali tipi di giochi fossero da considerare illegali e con quale criterio, nè si fornivano procedure e criteri uniformi che stabilissero i confini all’interno dei quali le banche avrebbero dovuto muoversi.

Nonostante la poca chiarezza – o meglio, proprio in ragione di ciò – fu subito il panico tra gli operatori attivi nel mercato USA. PartyPoker, in quel tempo leader mondiale incontrastato nel poker online, fu costretto ad abbandonare in tutta fretta il mercato statunitense: un mercato appena nato e che rappresentava una gallina dalle uova d’oro, ma PartyPoker si era da poco quotata in borsa, e quindi uscire dal mercato USA fu una conseguenza obbligata per rispetto dei propri azionisti.

Così, l’invitante voragine lasciata da PartyPoker fu riempita da nuove e dinamiche realtà che colsero la palla al balzo e poterono cavalcare l’onda di un mercato in violenta espansione. PokerStars innanzitutto, ma anche Ultimate Bet e in seguito Full Tilt Poker non si fecero intimorire dall’UIGEA (che in realtà di buchi interpretativi ne presentava parecchi).

Un fotomontaggio che scherza sulla passione di Obama per il pokerIl poker online diventa – negli USA – anche un’arma elettorale, con il Barack Obama che durante la campagna per le presidenziali mostra concrete aperture verso una legalizzazione del poker negli USA, il che avrebbe significato l’abrogazione dell’UIGEA.

Obama viene eletto ma arriva la crisi e la sua amministrazione deve fronteggiare ben altre emergenze. Così, nel frattempo, dopo infiniti dibattiti parlamentari e infinite proposte di modifiche ed abrogazione, l’UIGEA entra in vigore nel giugno 2010.
Quindi facciamo un salto di 10 mesi, con lo scoppio del black friday e tutto ciò che ne è seguito, soprattutto riguardo Full Tilt: quella che sembrava una realtà esemplare del poker online mondiale rivela il suo dark side, lasciando migliaia di giocatori con il fiato sospeso per mesi, fino a che il blitz di Bernard Tapie pare aver ridato loro speranze di rivedere i propri soldi.

Appare però chiaro che le room coinvolte nel Black Friday siano state colte in fallo proprio nel tentativo di aggirare le norme UIGEA, più volte additata come incompatibile con i regolamenti del World Trade Organization ma alla fine transitata indenne come un mostro imbattibile, mentre i tanti antidoti proposti (uno tra tutti, l’Internet Poker Bill del senatore Reid) morivano sul nascere.

Ancora oggi, dopo 5 anni, l’UIGEA fa dunque sentire la propria influenza sul mondo del gioco online. Nel bene e nel male essa è stata un catalizzatore di eventi, e se i giochi di potere, le spallate tra lobbies e gli intrighi tra politica e business riescono sempre a rimanere abilmente nell’ombra, gli effetti di questa sorta di castrazione si sono propagati in tutto il mondo, e indirettamente anche da noi. La legalizzazione italiana del 2008 è in parte figlia delle restrizioni dell’UIGEA, e anche le proposte del ministro Tremonti della scorsa estate prendono le mosse dal famigerato decreto di Bush.

Vale infine la pena ricordare che questo provvedimento, capace di spostare equilibri economico-politici non indifferenti, venne approvato in accompagnamento al “Safe Port Act“, un decreto che andava a disciplinare la sicurezza nei porti marittimi statunitensi. Nessuno ha mai compreso se ci possa mai essere un legame tra questi due provvedimenti, ma dobbiamo essere onesti: in questo, la politica italiana non ha nulla da imparare da nessuno. Anzi, da noi se c’è una legge impopolare da far passare, state pur certi che verrà approvata il 31 di luglio…

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Jim Murren (CEO MGM): “Il poker online negli USA nel 2012”

Scritto da Piero ‘Pierelfo’ Pelosi del 10 Ottobre 2011.

Jim Murren: la sua è una voce molto autorevoleJim Murren è un personaggio importante quando si parla di gioco negli USA, visto che ricopre il ruolo di CEO della MGM, compagnia che a Las Vegas detiene interessi davvero importanti – suoi sono il Bellagio e l’Aria casino, per esempio – e che a detta di molti avrà un ruolo decisivo nel poker online a stelle e strisce del futuro.

E’ ormai opinione comune ed assodata che, quando si parla di legalizzazione del poker online negli Stati Uniti, non si sta più ventilando una possibilità quanto piuttosto immaginando una data: ebbene, quella di Jim Murren pare sia entro il 2012.

Intervenuto proprio a Las Vegas presso l’annuale Global Gaming Expo, come riporta gambling911.com Murren ha avuto modo di dichiarare: “Ci sembra che il tempo delle parole sia finito e che questo sia il momento di passare all’azione”.

Una frase che, per quanto asciutta, non lascia molto margine ad eventuali interpretazioni: secondo Jim Murren infatti la probabilità che il Congresso americano approvi una legge federale sul poker online entro la fine del prossimo anno “è superiore al cinquanta percento”

Potrebbe non sembrare molto, detto in questi termini, ma è evidente che se un dirigente tanto importante arriva ad azzardare una previsione di questo genere sa bene quel che dice.

Lo stesso Murren ha fra l’altro dichiarato che la MGM è intenzionata a sviluppare una propria applicazione che possa essere integrata nei social network: l’intento di andare a competere con Zynga Poker è insomma dichiarato.

Peraltro c’è chi non esita ad esprimere scenari ancora più ottimistici, pronosticando la legalizzazione addirittura entro la fine dell’anno. L’economia statunitense senz’altro ne gioverebbe, ma i tempi appaiono indubbiamente ristretti: in ogni caso, il countdown per il ritorno dello zio Sam ai tavoli da poker virtuali è già cominciato.

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