Full Tilt Poker: i giocatori ritorneranno a giocarci? – Pokeritaliaweb la voce libera del poker in Italia

tapieOrmai grazie all’intervento del gruppo Tapie, il marchio Full Tilt Poker sembrerebbe sul punto di essere in grado di rioperare nel mondo del poker online. Rimane solo un ultimo dubbio, chi ci ritornerà a giocare su tale poker room?   

Ora che l’opinione dei giocatori di poker online sulla poker room irlandese è cambiata drasticamente dopo tutto quello accaduto in questi 5 mesi post Black Friday, realmente i giocatori, vecchi o nuovi, ritorneranno con piacere a giocare di nuovo su Full Tilt Poker?


full tilt poker

Full Tilt Poker: un nome, una garanzia?


Potranno mai fidarsi di nuovo di una poker room che gli ha quasi derubati dei loro capitali? Soprattutto u futuri giocatori sponsorizzati dalla rinascita della poker room, saranno orgogliosi di indossare sul petto la patch del logo Full Tilt, una poker room accusata di frodi bancarie e riciclaggio di denaro che ha “Sequestrato” i conti gioco dei suoi players di poker online per mesi post Black Friday?

Insomma riaprire la poker room usando stesso marchio, colori e nome forse potrebbe essere un azzardo, data la rabbia che Full Tilt Poker ha fatto accrescere nei suoi “Ex” giocatori di poker online. Inoltre, diversi clienti della poker room irlandese non hanno perso tempo e sono emigrati verso altre poker room, dove giocare è sinonimo di sicurezza.

È chiaro che il gruppo Tapie dovrà fare un lavoro certosino per riconquistare la fiducia dei suoi ex e nuovi papabili clienti, e recuperare la fiducia persa in un giocatore di poker online, non è cosa semplice. Bisognerà lavorare tanto e pian pian dimostrare al mondo del poker online che di Full Tilt Poker ci si può fidare.


bernard tapie

Bernard Tapie: farà di nuovo grande Full Tilt?


Certo già il nome Tapie è sinonimo di sicurezza, basta pensare al colosso Adidas rimesso in piedi anni fa e ora è un marchio leader nell’abbigliamento per lo sport. Ci riusciranno anche questa volta? La poker room Full Tilt Poker ritornerà agli splendori di un tempo? Voi ritornereste a giocarci?

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Francesco Healy

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La Alderney Gambling Control Commission Indirizza i Giocatori di Full Tilt Poker

05 Ottobre 2011, Elaine Chaivarlis

Full Tilt Poker

Lunedì la Alderney Gambling Control Commission ha rilasciato un comunicato per indirizzare i giocatori che cercavano nella AGCC un aiuto per le questioni riguardanti la disputa con Full Tilt Poker. La AGCC ha annunciato che a causa della revoca della licenza di Full Tilt Poker, la commissione non ha più l’autorità di “intermediare o arbitrare sulle questioni riguardanti la disputa con Full Tilt.”

Questo l’intero comunicato:

A seguito della revoca delle licenze, AGCC non ha più autorità per intermediare o arbitrare sulle questioni riguardanti la disputa con Full Tilt (eccetto per i giocatori registrati con un indirizzo svizzero). I giocatori hanno le eseguenti opzioni alternative:

Full Tilt ha richiesto di fornire uno specifico contatto del giocatore: questo è atteso e sarà inserito qui nel momento della ricezione.Ogni giocatore che crede essere vittima di un crimine, come risultato del suo rapporto con Full Tilt, deve per prima cosa contattare la polizia locale nel proprio paese di residenza e riportare quanto accaduto. Questi rapporti verranno poi coordinati a livello centrale.Resta inteso che una serie di azioni civili sono state effettuate da giocatori contro Full Tilt, alcune come class action che rappresentano più giocatori da avvocati del Regno Unito, USA e Canada. Dettagli sulle società in questione possono essere trovati tramite ricerca su internet.

Se ricordate, in un intervista rilasciata a maggio a PokerNews, Michael Ellen della AGCC aveva dichiarato che la commissione non garantiva la restituzione dei fondi ai giocatori dei loro licenziatari.

Per tutti gli aggiornamenti in tempo reale seguici su Twitter.

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Full Tilt Poker: negli USA deducibili i fondi persi dai giocatori – Assopoker

Scritto da Luciano ‘Luckyflush’ Del Frate del 29 Settembre 2011.

sanford-millerUn noto studio legale statunitense ha esaminato quali potrebbero essere le implicazioni fiscali per i giocatori americani nel caso di mancato rimborso dei loro fondi da parte di Full Tilt Poker. L’avvocato fiscalista di Los Angeles, Sanford Miller (fondatore dell’omonimo studio) sostiene che le accuse mosse dal Dipartimento di Giustizia lasciano spiragli importanti per i players, sotto il profilo della deducibilità delle perdite maturate.

Il legale californiano ha fornito un punto di vista che potrebbe essere molto utile per le vittime della gestione finanziaria “allegra” (ma c’è poco da ridere in tutta questa vicenda) della red room: “Il procuratore – commenta l’avvocato – del Distretto meridionale di New York ha affermato che uno dei siti di poker online si affidava ad uno “schema Ponzi”. L’utilizzo di questo linguaggio specifico potrebbe portare beneficio fiscale ai giocatori che fino ad ora non sono riusciti a ritirare i loro soldi dai loro personali account”.

L’avvocato sostiene che vi fu un caso analogo nel 1972 (Tharp TC Memo 1972-10) quando i giudici fecero riferimento, anche in tale occasione, alla truffa ideata dal noto emigrante italiano Charles Ponzi. Nel caso citato, la corte tributaria statunitense riconobbe la possibilità di dedurre le perdite dalla dichiarazione dei redditi, nonostante l’attività fosse illegale.

“La Corte fiscale – afferma il legale – riconobbe come illegale l’attività del contribuente, ma la perdita poteva lo stesso essere detratta. Ora, per quanto riguarda la casistica in esame, vi possono essere delle differenze ma se i procuratori dovessero ritenere il poker online come un’attività illecita, le perdite subite dai giocatori potrebbero essere deducibili ai sensi dell’IRC 165 c.3”.

Il professionista ha poi specificato che per ottenere un simile beneficio, il titolare dell’account dovrà disporre di un saldo positivo e sarà costretto a dimostrare che le sue vincite non sono state più rimborsate dalla room.

E’ senza dubbio un’analisi molto interessante quella del noto fiscalista statunitense, ma è doveroso fare due precisazioni. La prima è che difficilmente si potrà riscontrare uno schema Ponzi nella gestione finanziaria di Full Tilt Poker. Le parole dei procuratori sono apparse fuori luogo. Si tratta di un paragone forzato, quasi a voler scatenare una bagarre mediatica, nulla di più. Sotto il profilo tecnico-legale, il collegamento appare alquanto azzardato. Questo non cancella le gravi irregolarità commesse dagli amministratori.

In secondo luogo definire il poker illegale negli Stati Uniti è un’altra forzatura e meriterebbe un discorso a parte. Per la normativa federale (UIGEA), su internet sono illegali le transazioni verso i siti di gioco d’azzardo e non è ben chiaro se sia illegale giocare di per sé (non vi è una norma precisa al riguardo). Ad esempio, dopo il black friday sono proliferate skin online che offrono poker gratis, a testimonianza che sono illegali i movimenti finanziari e nulla più. Inoltre il poker è un gioco d’azzardo o d’abilità? Ma questa è un’altra lunga storia…

Esprimi la tua opinione sugli aspetti fiscali della vicenda di Full Tilt Poker sul nostro forum!

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Full Tilt Poker: negli USA deducibili i fondi persi dai giocatori

Scritto da Luciano ‘Luckyflush’ Del Frate del 29 Settembre 2011.

sanford-millerUn noto studio legale statunitense ha esaminato quali potrebbero essere le implicazioni fiscali per i giocatori americani nel caso di mancato rimborso dei loro fondi da parte di Full Tilt Poker. L’avvocato fiscalista di Los Angeles, Sanford Miller (fondatore dell’omonimo studio) sostiene che le accuse mosse dal Dipartimento di Giustizia lasciano spiragli importanti per i players, sotto il profilo della deducibilità delle perdite maturate.

Il legale californiano ha fornito un punto di vista che potrebbe essere molto utile per le vittime della gestione finanziaria “allegra” (ma c’è poco da ridere in tutta questa vicenda) della red room: “Il procuratore – commenta l’avvocato – del Distretto meridionale di New York ha affermato che uno dei siti di poker online si affidava ad uno “schema Ponzi”. L’utilizzo di questo linguaggio specifico potrebbe portare beneficio fiscale ai giocatori che fino ad ora non sono riusciti a ritirare i loro soldi dai loro personali account”.

L’avvocato sostiene che vi fu un caso analogo nel 1972 (Tharp TC Memo 1972-10) quando i giudici fecero riferimento, anche in tale occasione, alla truffa ideata dal noto emigrante italiano Charles Ponzi. Nel caso citato, la corte tributaria statunitense riconobbe la possibilità di dedurre le perdite dalla dichiarazione dei redditi, nonostante l’attività fosse illegale.

“La Corte fiscale – afferma il legale – riconobbe come illegale l’attività del contribuente, ma la perdita poteva lo stesso essere detratta. Ora, per quanto riguarda la casistica in esame, vi possono essere delle differenze ma se i procuratori dovessero ritenere il poker online come un’attività illecita, le perdite subite dai giocatori potrebbero essere deducibili ai sensi dell’IRC 165 c.3”.

Il professionista ha poi specificato che per ottenere un simile beneficio, il titolare dell’account dovrà disporre di un saldo positivo e sarà costretto a dimostrare che le sue vincite non sono state più rimborsate dalla room.

E’ senza dubbio un’analisi molto interessante quella del noto fiscalista statunitense, ma è doveroso fare due precisazioni. La prima è che difficilmente si potrà riscontrare uno schema Ponzi nella gestione finanziaria di Full Tilt Poker. Le parole dei procuratori sono apparse fuori luogo. Si tratta di un paragone forzato, quasi a voler scatenare una bagarre mediatica, nulla di più. Sotto il profilo tecnico-legale, il collegamento appare alquanto azzardato. Questo non cancella le gravi irregolarità commesse dagli amministratori.

In secondo luogo definire il poker illegale negli Stati Uniti è un’altra forzatura e meriterebbe un discorso a parte. Per la normativa federale (UIGEA), su internet sono illegali le transazioni verso i siti di gioco d’azzardo e non è ben chiaro se sia illegale giocare di per sé (non vi è una norma precisa al riguardo). Ad esempio, dopo il black friday sono proliferate skin online che offrono poker gratis, a testimonianza che sono illegali i movimenti finanziari e nulla più. Inoltre il poker è un gioco d’azzardo o d’abilità? Ma questa è un’altra lunga storia…

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Poker online: il 59% dei giocatori ascolta musica – Pokeritaliaweb la voce libera del poker in Italia

musica_poker_online.jpgSecondo un sondaggio lanciato dalla poker room NetBet Poker il 59% dei players del poker online ascolta musica durante il gioco. Le “dolci” note fanno compagnia e quasi sempre aiutano ad ingannare l’attesa esorcizzando la tensione.  


NetBet Poker ha interpellato più di duemila utenti del poker online che hanno confermato come il binomio poker e musica sia diventato col tempo sempre più stretto. Quello che segue è uno stralcio del blog preso dal sito ufficiale della poker room NetBet Poker:

Gli amanti del tavolo verde preferiscono il metal

“Sono numerosi i giocatori del poker online che accompagnano con un sottofondo musicale le ore trascorse al PC giocando a poker. Le partite sono piuttosto lunghe e la musica è una compagna che aiuta ad ingannare l’attesa e ad esorcizzare la tensione. Un’indagine condotta da NetBet, poker room e casino online, su un campione di duemila giocatori, mostra che ben il 59% dei pokeristi ha una colonna sonora preferita per accompagnare le proprie partite.

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Uno dei tavoli di poker online targati NetBet Poker

Dalla ricerca di NetBet emerge una tendenza trasversale ad ascoltare musica durante le partite di poker. Chi gioca online dichiara di tenere spesso lo stereo acceso e cuffie e auricolari si vedono sempre più di frequente durante i tornei live. Anche i professionisti che ascoltano le melodie del proprio gruppo preferito sono sempre più numerosi, è sufficiente pensare allo statunitense Phil Ivey e su Internet si trovano playlist dedicate proprio ai pokeristi.

Per molti la musica contribuisce a mantenere la concentrazione, favorendo l’isolamento dal contesto circostante e aiutando a non fornire indizi ai propri avversari, tuttavia, se per alcuni ascoltare la propria canzone preferita può dare la giusta carica per affrontare una sessione di grinder, altri preferiscono il silenzio, per non rischiare di deconcentrarsi e commettere qualche errore di irrimediabile.

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Anche i campioni del poker live amano sentire la musica

Il 40% delle persone nell’indagine afferma, d’altro canto, di provare fastidio per qualsiasi suono o rumore, anche se si tratta delle note del proprio gruppo preferito, spiegando che nei momenti topici di una mano di poker è meglio non essere disturbati. Rimane dunque alta la percentuale di quanti ravvisano nel ritmo e nei testi delle canzoni una fonte di distrazione.

Tra i pokeristi che dichiarano di ascoltare musica, i generi prediletti sono metal e rock: canzoni grintose per affrontare con uno spirito agguerrito le partite di poker. Il 43% afferma infatti che il metal sia il genere ideale per arrivare alla vittoria. Il 39% degli intervistati dichiara, invece, di trovare nel rock la carica giusta per giocare. Mentre il 18% sostiene di ascoltare musica classica, ritmi lenti e tranquilli che aiutano a mantenere i nervi saldi e favoriscono la concentrazione.

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NetBet Poker e PIW offrono un super bonus ai nuovi giocatori

È convinzione comune che il livello dell’attenzione cali in presenza di suoni ma sono in molti a trovare nella musica un sostegno e una carica per affrontare con lo stato d’animo migliore le sessioni di gioco, sia quando si tratta di giocatori professionisti che semplici amatori“.

Un nuovo incredibile bonus attende tutti i nuovi giocatori che apriranno un account sulla poker room Netbet tramite Pokeritaliaweb! Netbet Poker offre a tutti i giocatori che apriranno un account dai banners presenti in PIW un ottimo bonus di €610! Ben 35 euro gratis e un bonus di primo deposito del 100% fino a 575 euro, inserendo il codice PIW610.

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Scritto da Giuseppe “Pidduv” Messineo

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