Poker live: denunciate 36 persone a Roma, controlli in Puglia e Sicilia

Scritto da Luciano ‘Luckyflush’ Del Frate del 24 October 2011.

poker-live-romaIn un circolo di Roma sono state segnalate all’autorità giudiziaria 36 persone sorprese a partecipare ad un torneo di texas hold’em con buy-in da 50 euro. E’ la prima volta che nella capitale le forze dell’ordine contestano il reato di gioco d’azzardo per l’organizzazione di un torneo di poker live, non autorizzato. Fino ad ora l’attività nelle associazioni private era “tollerata”.

I carabinieri hanno interrotto – secondo l’agenzia AdnKronos – l’evento live che si stava giocando in un club in zona Casaletto. E’ stato sequestrato l’incasso della serata che doveva essere – in parte – destinato a montepremi. Nonostante la recente sentenza della Cassazione, le questure continuano a seguire la linea suggerita dal Ministro Maroni.

La stretta sul gioco però non si è limitata al capoluogo laziale. Continuano i controlli negli esercizi pubblici per quanto riguarda anche il poker e le scommesse online. In provincia di Lecce, la Guardia di Finanza ha effettuato verifiche a tappeto sulla regolarità dei collegamenti in più di 20 punti vendita: per lo più si tratta di bar, circoli ed internet point. Il bilancio dell’attività di controllo ha condotto al sequestro di 24 computer, stampanti, video poker e denaro contante, con 7 persone denunciate per esercizio abusivo di gioco d’azzardo.

I controlli stanno avvenendo in tutta la Penisola ed in particolare in Campania, Sicilia, Emilia e Puglia, ma la giurisprudenza dei Tribunali Amministrativi Regionali (Tar) è tutt’altro che chiara e vi è una differenza di interpretazione ed applicazione del diritto comunitario tra una sezione e l’altra.

Nelle ultime ore i carabinieri, di concerto con i funzionari AAMS, hanno compiuto un blitz in piena regola a Palermo dove sono state sequestrate 3 sale giochi, con 54 postazioni telematiche collegate ad una poker room online estera, con altre 10 persone denunciate. Si prevede un autunno caldo per il gioco in Italia.

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Scandalo AAMS Sicilia: Escort, Vacanze Lussuose e Tangenti – PokerNews.com

01 Giugno 2011, Irene Lo Castro

Tremano i vertici dell’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato per lo scandalo che li ha appena coinvolti.
È di qualche giorno fa la notizia dell’arresto a Palermo di dieci persone tra cui alcuni dirigenti dell’AAMS. Le accuse sono pesantissime e vanno dalla corruzione aggravata all’associazione a delinquere di stampo mafioso.
Si tratta di un’indagine complessa ed impegnativa condotta dai magistrati della Procura della Repubblica del capoluogo siciliano sotto la guida del Procuratore Aggiunto Dott. Antonio Ingroia che si occupa ormai da anni di inchieste aventi ad oggetto i fenomeni di criminalità organizzata e gli affari di Cosa Nostra. Pubblico ministero titolare dell’inchiesta è Sergio De Montis.

L’ipotesi di reato riguarderebbe specifici episodi di vera e propria corruzione attuati da soggetti appartenenti all’ambiente criminale che avrebbero contattato e convinto diversi dirigenti dell’Agenzia al fine di accelerare i tempi per ottenere le licenze per le sale da gioco e le concessioni per le scommesse.
Naturalmente tutto questo sarebbe avvenuto con metodi tutt’altro che leciti chiudendo spesso un occhio sull’eventuale carenza dei requisiti dei richiedenti.
Uno dei vari metodi utilizzati per snellire l’iter e agevolare gli amici boss sarebbe consistito nell’avvertimento sui tempi e le modalità dei controlli che avrebbero dovuto aver luogo nelle sale da gioco.
In cambio i funzionari avrebbero usufruito di numerosi benefit tra cui viaggi lussuosi, cene in grande stile e soprattutto escort.
Dalle intercettazioni telefoniche ed ambientali utilizzate nel corso delle indagini emerge anche un certo giro di denaro che sarebbe servito per comprare la benevolenza dei dirigenti e funzionari compiacenti

A finire in manette tra gli altri l’attuale vicedirettore dell’AAMS Sicilia Salvatore Magno e Nicola Andreozzi, ex direttore dell’Agenzia dei Monopoli siciliana che adesso svolge la medesima funzione in Campania e in Sardegna. C’è perfino un politico locale nel novero degli arrestati. Si tratta dell’assessore all’Urbanistica del Comune di Palermo Giovanni Polizzi che a quanto pare avrebbe intascato varie mazzette per un totale di ben 40.000 euro.
Iscrizione nel registro degli indagati anche per un imprenditore palermitano: il titolare della Primal, Michele Spina. La sua è una grossa realtà economica in città che conta 24 sale giochi e 71 punti Snai. L’ipotesi di reato per Spina è quella di corruzione. Nella specie sarebbero sospetti i suoi rapporti col pluripregiudicato Sebastiano Scuto che ha già subito una condanna per associazione mafiosa e con un altro personaggio noto alle forze dell’ordine, Francesco Sasarubea, ex amministratore della sala bingo Las Vegas confiscata perché sede di riciclaggio di denaro da parte della mafia.
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