Full Tilt Poker: ecco cosa ci avete detto di pensare… – Poker.it

I risultati del nostro sondaggio sulla vicenda di Full Tilt Poker

Cari lettori, la vostra opinione è molto importante per Poker.it che apprezza e segue il poker online e live in tutti i suoi eventi, compreso quello recente di Full Tilt Poker. Per questo ogni mese trovate un nuovo sondaggio sulla nostra home page (in basso a destra), che siete sempre di più a votare (per questo vi ringraziamo!), e di cui ora vi rendiamo noti i risultati.

Nel mese di settembre da poco concluso, vi avevamo chiesto proprio cosa pensavate della vicenda di Full Tilt Poker che tanto ha fatto parlare di sé, delle poker room, e del mondo del poker online. Per esattezza vi avevamo posto tale quesito da completare con un “click” sulle varie risposte: “ la saga di Full Tilt Poker mi fa pensare che…..”

In contrasto con i dati ufficiali e con i numeri della raccolta di agosto che mostrano un incremento costante del poker online nel nostro paese, la vicenda di Full Tilt Poker ha generato una comprensibile perplessità in qualcuno (il 32% di voi), che ha concluso la frase: “la saga di Full Tilt Poker mi fa pensare che….” con il “click” sulla risposta “è meglio evitare di giocare online”.

Tanto pessimismo (certamente momentaneo) è comunque lecito davanti a grandi vicende di poker online come quella di Full Tilt Poker, ma una buona percentuale di “votanti” (il 22%), decisamente più ottimisti, ha comunque valutato che “bisogna giocare su poker room che hanno giocatori da tutto il mondo e basi finanziarie solide”.

Qualcun’altro (il 19%) ha continuato la nostra frase su Full Tilt Poker con l’affermazione “può capitare anche alle poker room legali italiane”, altri di voi (il 15%) pensano invece che “la colpa è dell’FBI che ha bloccato Full Tilt Poker, e non della poker room”, ed infine qualcun altro ancora (il 12%) ritiene che “bisogna giocare a poker online solo sulle poker room legali “punto it”.

Per farvi un’idea più chiara dei vari pensieri espressi dai molti votanti al nostro sondaggio, potete vedere il grafico da qui.

Nuovo mese, nuovo sondaggio! Questa volta non vi chiediamo la vostra opinione sul rilevante evento di poker online di Full Tilt Poker, ma cambiamo argomento (anche in base alle tante richieste che giungono alla nostra redazione).

Parliamo ora di poker live e dei grandi eventi come le WSOP, l’EPT, l’IPT, ed altri ancora! A voi quali interessano di più? A noi, interessano tutti ma ci interessa soprattutto la vostra opinione! Non dimenticate di votare il nostro nuovo sondaggio allora, fatelo adesso!

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Nuovo campionato poker online: PartyPoker Pokerfest 2011 – Poker.it

Il nuovo campionato di PartyPoker.com: la Pokerfest 2011

I campionati di poker online ormai è chiaro che piacciono ai giocatori e richiamano la loro attenzione grazie ai ricchi montepremi garantiti, con i tanti eventi dalle differenti varianti del poker e con i diversi buy in. Anche PartyPoker allora, ha lanciato il suo campionato: il PartyPoker Pokerfest 2011

La serie di tornei di poker online della PartyPoker Pokerfest 2011, vede un totale di 47 eventi in programma, tra cui quello finale, che offre ben 1 milione di $ garantiti!

Il via ai tornei di poker online per i players (in cui di certo non mancheranno i “big” del poker sportivo!) è per il 23 ottobre, quando la PartyPoker Pokerfest 2011 aprirà i suoi tavoli verdi virtuali, con l’evento di No Limit Hold’em da 300.000$ garantiti, ed il buy in di 215$.

La struttura della PartyPoker Pokerfest 2011, prevede all’incirca 3 settimane di poker online intense, che comprenderanno il periodo dal 23 ottobre fino al 6 novembre.

La prima sessione, quella del 23 Ottobre, sarà di 4 eventi di poker online tutti nella variante del No Limit Hold’em, con buy in che andranno da 22$ a 215$, oppure con tornei della PartyPoker Pokerfest 2011 a cui si potrà accedere esclusivamente con i punti accumulati nella poker room.

La settimana che andrà dal 24 al 30 ottobre, vedrà poi eventi di poker online anche con premi garantiti molto alti: l’evento 7 della PartyPoker Pokerfest 2011 ad esempio, avrà un buy in di 55$, ma garantirà ben 50.000$ di montepremi. In questo periodo, si svolgeranno dall’evento 5 all’evento 26.

La terza settimana del campionato di poker online di PartyPoker, quella dal 31 ottobre al 6 novembre, vedrà ancora più eventi con altissimi montepremi garantiti (come l’ev.29 da 55$ di buy in e 60.000$ assicurati dalla poker room).

L’ultimo torneo di poker online della PartyPoker Pokerfest 2011, ossia l’evento 47 ed anche la Finalissima da 1 milione di $ garantiti, si terrà a partire dalle 13:30 del 6 novembre ed avrà un buy in da 640$. Nella speranza che un giorno PartyPoker, proprio come PokerStars, lanci un campionato di poker online italiano, staremo a vedere quali grandi professionisti del poker parteciperanno, e se riusciranno a portarsi a casa una parte del ricco bottino!

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AAMS:attesa sempre più lunga per il poker live? – Poker.it

L’AAMS e l’atteso poker live

Quando sarà possibile giocare a poker live nel nostro paese? Questa è la domanda che tanti appassionati del Texas Hol’dem e delle altre varianti del poker si pongono, ma la risposta è “nascosta” tra i vari eventi relativi proprio al regolamento sul poker live, su cui l’AAMS sta lavorando da tempo. Ecco le ultime novità.

Si tratta di ben 1.000 sale di poker live che dovrebbero ricevere una regolare licenza dall’AAMS per poter operare legalmente in Italia, ma che devono prima aggiudicarsi tale licenza attraverso un bando di gara.

L’AAMS aveva stabilito come data per la pubblicazione del bando sul poker live quella del 30 Novembre 2011, ma questa data potrebbe slittare addirittura ai primi mesi del prossimo anno. La versione finale del regolamento di gioco sul poker live, deve infatti ancora essere terminata.

Sarà un vero e proprio Decreto Ministeriale, il provvedimento AAMS che però dovrà poi essere firmato sia dal Ministro degli Interni che da quello dell’Economia, per poi passare infine al Consiglio di Stato che dovrà dare la sua approvazione, e che ha 60 giorni a sua disposizione per approvare il Decreto sul poker live.

I tempi per la pubblicazione del bando di gara delle concessioni AAMS sul poker live, potrebbero subire quindi uno slittamento rispetto alla data prevista del 30 novembre prossimo.

Sul Decreto Ministeriale che in molti attendono con ansia, vi sarà anche scritto il limite massimo del buy in dei tornei di poker live, ed anche se sarà possibile effettuare un re-buy.

Da vari calcoli effettuati dall’AAMS e dal Governo, se il Decreto Ministeriale fosse entrato in vigore nella data prestabilita, nei prossimi 4 anni il poker live avrebbe portato nelle tasche dello Stato la cifra di ben 110 milioni di €. I concessionari delle licenze AAMS infatti, pagheranno una tassa pari al 3% sui loro incassi, e considerando le 1.000 concessioni previste (della durata di 9 anni l’una), il Governo incasserà una cifra non indifferente. Speriamo dunque che anche per questa motivazione, sia possibile al più presto sedersi ad un tavolo verde di poker live, che gli italiani tanto desiderano!

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Full Tilt Poker, legami con la politica – Poker.it

Full Tilt Poker, legami con la politica

Dopo l’udienza con la Alderning Gambling Control Commission (AGCC), in cui è stata mossa l’accusa di una truffa Ponzi, le vicende legate a Full Tilt Poker non si fermano e continuano ad emergere a galla agghiaccianti novità e implicazioni che non fanno altro che gettare fuoco sul fuoco.

Per cominciare, secondo indiscrezioni che arrivano direttamente dagli Stati Uniti, ai quattro proprietari della poker room, sono stati sequestrati i beni terreni e sono stati bloccati i conti bancari, anche quelli dislocati in altre nazioni. Le cifre che i quattro indagati avrebbero sottratto illegalmente sugli account di Full Tilt Poker, che li rende colpevoli di furto e riciclaggio, sono da capogiro.

Per quanto riguarda Howard Lederer parliamo di 42 milioni di dollari, per Bitar soltanto di un milione di euro in meno, mentre per rare Fusrt di 12 milioni e per Chris Ferguson di 25. Dunque, se inizialmente l’unico indagato era stato Ray Bitar, adesso sembrerebbe proprio che gli altri tre membri citati abbiano avuto anch’essi le loro implicazioni nella truffa.

Ma i capi di accusa nei confronti di Full Tilt Poker non si fermano qui. Secondo quanto riportato dal quotidiano statunitense, The Boston Globe, sembrerebbe che i politici Barney Frank e Shelley Berkley, membri della camera dei rappresentanti, abbiano accettato da Full Tilt Poker circa 38.000 dollari per sponsorizzare le loro campagne elettorali.

E sembrerebbe che proprio Barkley, che ha accettato in totale 20.000 dollari, abbia sostenuto la legalizzazione federale del poker online. E se a questo aggiungiamo che The Boston Globe ha anche scoperto che Full Tilt Poker avrebbe donato un totale di 90.000 dollari alla Poker Player Alliance (PPA), allora le conclusioni arrivano da sole.

Anzi, sembra un fatto più che assodato negli Stati Uniti che Full Tilt Poker insieme a PokerStars abbia sovvenzionato i politici per creare una lobby favorevole al poker online. Politici che certamente no stanno vivendo i giorni più sereni della loro vita. Fra questi Berney Frank, uno dei membri fondatori del PPA, che avrebbe ricevuto 14.000 euro da Full Tilt Poker, ha dichiarato che restituirà i soldi ai palyer.

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Full Tilt Poker, nuova causa canadese – Poker.it

Full Tilt Poker nuova causa canadese

Proseguono le vicende intorno a Full Tilt Poker, ma questa volta a fare causa ci ha pensato un gruppo di consumatori canadesi che ha intrapreso un’azione collettiva nei confronti della Red Room. E non si tratta neanche della prima volta, perché già a luglio i player statunitensi avevano intrapreso un’azione collettiva contro la poker room

Sebbene manchino pochi giorni all’udienza fissata per comprendere il destino di Full Tilt Poker, le vicende che ruotano intorno alla Red Room continuano a venire a galla come una reazione a catena scaturita da quel famoso Black Friday di aprile; sicuramente uno dei giorni più “neri” della storia del Texas Hold’em.

Uno dei pomi della discordia, come già vi abbiamo accennato nei precedenti articoli, è costituito dal mancato risarcimento di quei giocatori che, da quando è stata ritirata la licenza, hanno i conti bloccati. Questa volta, però, le vicende si spostano dagli Stati Uniti al Canada. Un gruppo di consumatori del Quebec ha, infatti, presentato una causa collettiva nei confronti della poker room proprio nel tentativo di ottenere quel risarcimento che al momento non viene ancora effettuato.

Secondo quanto affermato dagli avvocati coinvolti in quest’azione collettiva, Full Tilt Poker dovrebbe risarcire ai giocatori canadesi la cifra di 15 milioni di dollari, ovvero il 10% del debito che la Red Room ha nei confronti di tutti i player che al momento hanno i conti bloccati. Inoltre la causa non si riferisce soltanto ad entità societarie nell’orbita di Full Tilt Poker, ma anche ad alcuni giocatori professionisti come Phil Ivey, Howard Lederer, Chris Ferguson e Jennifer Harman.

E non si tratta neanche della prima azione collettiva nei confronti della Red Room perché già a luglio i giocatori statunitensi avevano portato avanti una causa nel tentativo di recuperare i loro fondi. Per il momento, quindi, la cosa più importante per Full Tilt Poker resta quella di trovare degli investitori che possano risarcire tutte le persone con i fondi bloccati. E forse il 19 settembre, giorno dell’udienza definitiva, ne sapremo qualcosa di più.

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