Il Groupe Bernard Tapie Firma un Accordo con il DOJ per l’Acquisto di Full Tilt Poker per $80 Milioni

18 Novembre 2011, Chad Holloway

Accordo FTP/DOJ/GBT

Giovedì 17 novembre 2011, è arrivata la notizia della firma di un accordo che permetterà al Groupe Bernard Tapie (GBT) di comprare Full Tilt Poker (FTP) per $80 milioni. Secondo Yahoo Finance, il Dipartimento di Giustizia Americano ha chiuso un accordo che ha visto FTP cedere i suoi assets al governo americano, che ha poi venduto tali assets alla società di investimento francese.

L’accordo, che deve essere approvato dai due-terzi degli azionisti di FTP, prevede inoltre che GBT sarà il responsabile per il ripagamento dei giocatori al di fuori dagli Stati Uniti, mentre il Dipartimento di Giustizia rimborserà i giocatori negli Stati Uniti per un totale di circa $150 milioni. I dettagli sono ancora sconosciuti, ma i giocatori americani dovranno chiedere il rimborso direttamente al DOJ.

Infine, il DOJ ha accettato di ritirare i procedimenti civili contro FTP, che rimuove la responsabilità per gli azionisti della società; tuttavia, ciò non avrà impatto sui singoli procedimenti nei confronti delle persone nominate nelle incriminazioni come Howard Lederer, Chris Ferguson e Ray Bitar.

Secondo Poker Player Newspaper, Wendeen Eolis, CEO di EOLIS Intl Group, ha parlato con Benham Dayanim, avvocato di GBT, che ha confermato l’accordo: “Il prossimo passo è ottenere un accordo dalle società di Full Tilt. Ho anticipato che accadrà. Permetterà ai giocatori di essere ripagati, e farà decadere le azione del governo contro FTP.”

L’accordo prevede inoltre che i dirigenti di FTP non possono conservare azioni della società.

PokerNews ha contattato il DOJ ricevendo questa risposta: “Non abbiamo commenti da fare e non confermiamo né neghiamo un accordo.”

Questa è una notizia importantissima e PokerNews vi terrà aggiornati su tutti gli sviluppi.

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Poker live: è possibile aprire un circolo? L’acquisto della licenza

circolo-pokerLa legge italiana non permette l’organizzazione di tornei di texas hold’em dal vivo senza concessione rilasciata da AAMS. Coloro che contravvengono a quanto stabilito dall’articolo 24 della legge “Comunitaria” (88/2009), vanno incontro ad una violazione di diritto amministrativo riconosciuta dalla giurisprudenza consolidata del Consiglio di Stato e dei tribunali regionali (Tar).

La magistratura penale invece sembra più restia a ravvisare il reato previsto dagli artt. 718 e 720 del codice penale ma nonostante ciò, le probabilità di una segnalazione alla magistratura sono alte per i titolari dei circoli e i giocatori.

Dopo quasi tre anni di attesa, il Governo, con la manovra finanziaria di luglio, ha previsto il primo bando per il rilascio delle licenze delle future poker rooms live. Nel 2012 sarà possibile giocare nei circoli autorizzati dai Monopoli di Stato. Vediamo quali sono le principali novità. 

Quando costa una licenza e per quanto tempo è valida?

Si parte da una base d’asta di 100.000 euro ed ogni licenza ha una durata di nove anni. Ne saranno assegnate 1.000. Il Governo confida di autorizzare l’avvio di 500 nuove sale entro la fine del 2012. In particolare la nuova legge dispone: “i punti di esercizio sono aggiudicati, fino a loro esaurimento, ai soggetti che abbiano presentato le offerte risultanti economicamente più elevate, rispetto ad una base pari ad euro 100.000 ed operano a seguito dell’avvenuto rilascio della licenza prevista dall’articolo 88 del regio decreto 18 giugno 1931, n. 773″.

Quando saranno rilasciate le concessioni AAMS?

Il bando sarà celebrato entro il 30 novembre ma potrebbero verificarsi un leggero ritardo, visto che il testo non è stato ancora pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

circolo-live-pokerE’ il punto più critico e controverso. In base ad una interpretazione letterale dell’articolo 24 del recente decreto, solo i concessionari attuali (e le società di capitali “comunitarie” del settore del gaming) possono partecipare e presentare un’offerta per l’assegnazione delle licenze delle sale da poker. Una norma che sembra anti-concorrenziale e che –almeno all’apparenza – chiude la porta ai gestori dei circoli e agli imprenditori privati che vogliono, per la prima volta, investire nel settore.

Il testo appare restrittivo: “Nel rispetto dei principi comunitari, con provvedimenti del Ministero dell’Economia e delle Finanze – Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato, sono aggiudicati, tramite gara da bandire entro il 30 novembre 2011, concessioni novennali per l’esercizio del gioco del poker sportivo di cui al primo periodo, in numero non superiore a 1.000, previa effettuazione di una o più procedure aperte a soggetti titolari di concessione per l’esercizio e la raccolta, anche su rete fisica, di uno o più giochi di cui al comma 11 dell’articolo 24 della legge 7 luglio 2009, n. 88, nonché ai soggetti che rispettino i requisiti e le condizioni di cui al comma 15 dell’articolo 24 della legge 7 luglio 2009, n. 88″.

In questo caso, il Governo restringe il campo a coloro che potranno partecipare al bando del poker live: la gara sarà riservata solo agli attuali concessionari italiani per i giochi pubblici autorizzati (betting, bingo, poker online, lotterie, titolari di agenzie di scommesse etc.) e alle società di capitali, con sede nell’ Unione Europea, che negli ultimi due anni hanno fatturato almeno 1,5 milioni di euro nel comparto del gaming.

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I circoli possono concorrere all’asta?

La legge offre uno spiraglio a coloro che non possiedono una concessione (vedi circoli e club privati) in particolare quando prevede che possono partecipare“soggetti che rispettino i requisiti e le condizioni di cui al comma 15 dell’articolo 24 della legge 7 luglio 2009, n. 88″.

Secondo l’opinione e l’interpretazione autorevole di alcuni esperti legali di settore, è possibile aggirare gli ostacoli e partecipare lo stesso al bando di gara, con la costituzione di una società di capitali, destinata a gestire la concessione della futura poker rooms live. In particolare in Italia, diversi poker club  sono già strutturati sotto il profilo formale come associazioni sportive a responsabilità limitata e sono a tutti gli effetti da ritenersi società di capitali. Rimane però l’ostacolo del fatturato richiesto negli ultimi  due anni (1,5 milioni di euro). In questo caso una fideiussione potrebbe essere una garanzia di affidabilità e solidità finanziaria, ma siamo pur sempre nel campo delle interpretazioni. Vi sono anche opinioni contrarie sul punto. Bisognerà attendere la pubblicazione del testo del bando di gara per una valutazione definitiva.

Fine seconda parte – continua

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Poker Live: è possibile aprire un circolo? I rischi legali (prima parte)

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