Intervista ad Alessandro De Michele: Il Re del Poker Grand Prix

09 Ottobre 2011, Chiara Nicolodi

De Michele

Il Poker Grand Prix di GDpoker si è chiuso con la vittoria di Alessandro De Michele, brindisino di origine e bergamasco di adozione, ha iniziato a giocare a Texas Hold’em online nel 2004, prendendo parte principalmente a MTT su PokerStars. Una abituè del Sunday Million e al Sunday Warm Up, ha ottenuto i risultati più importanti tra i MTT online e nei Sit&Go, riuscendo a qualificarsi per vari eventi di richiamo internazionale (EPT Sanremo, EPT Budapest, PCA) e raggiungendo lo status di Supernova con il nickname di wodimello.
Ora parliamo con Alessandro della sua ultima conquista, a voi l’intervista.

Ciao Alessandro, conosciuto da tutti come “Wodimello”, diciamo che sei un’istituzione nel mondo del poker on line. Moltissime le soddisfazione che hai ottenuto proprio in questa versione, una su tutte Supernova Elite di Poker Stars.it, ma da un po’ anche il poker live ti sta dando dei notevoli ritorni ed ora la super vittoria al Poker Grand Prix di Gdpoker. Insomma un ottimo periodo, a cosa devi tutta questa energia positiva?

Alla serenità con cui io e la mia compagna riusciamo a dimenarci tra lavoro, trasferte e traslochi! E alla consapevolezza che nel lungo periodo, se si è validi, i risultati arrivano.

Un tavolo finale, quello dei PGP, che all’inizio sembrava molto equilibrato ed invece si è velocizzato improvvisamente, meno di cinque ore per decretare la tua vittoria sui 226 iscritti. Quali sono stati i momenti che ti hanno fatto penare di più?

Effettivamente non c’era né un chip leader staccato né un giocatore particolarmente short e il livello dei bui consentiva a tutti di avere un discreto margine di manovra. Sicuramente un momento ad alta tensione è stato lo show down con Carlo Andreini in cui i miei JJ hanno retto contro il suo AK. Quella è stata la seconda volta in tutto il torneo in cui ho giocato uno show down che, se perso, mi avrebbe sancito la mia eliminazione.
Poi, rimasti in 4, ci sono state alcune situazioni in cui Irene Baroni mi ha messo in difficoltà.

Proprio mentre il gioco ha rallentato, la fase di stanca si è bruscamente interrotta da una delle mani più spettacolari del final table: tu al river con K3 dopo l’ overbet di Irene Baroni, pescata in totale steal, su un board A3858. Ed è proprio la pro di Roombet ad abbandonare la scena qualche mano più tardi, sempre contro di te, che hai dominato preflop con A4 vs A8. Un 4 pescato al river, che ha ribaltato le sorti della mano, puoi commentarci a freddo questo scambio con Irene?

Come accennavo,una volta rimasti in 4 Irene è salita in cattedra, forse ha sofferto un po’ le giocate di Max Forti, ma praticamente non l’ho mai vista in difficoltà né contro di me né contro Carlo Andreini. Prima delle due mani da te citate c’erano state altre situazioni in cui Irene aveva spinto e io avevo mollato il colpo: ricordo una mano in cui ho 3bettato preflop con A 10 dopo l’openraise di Carlo e lei è stata abile a leggere la situazione e a 4bettare con 72s e farmi passare; in un’altra mano, invece, eravamo in blind war, io ho rappresentato un asso hittato al turn e credo che avrei portato il pot a casa se lei non avesse trovato full house al river su board 335 A 5.

Fatte queste premesse e venendo alle mani da te citate, nella prima, sui bui 12k/24k/3k Irene ha rilanciato 50k e dopo il fold degli altri due avversari, ho difeso dal BB con K3s (non il massimo da giocare fuori posizione contro un avversario forte, anzi… ma non potevo permettere a Irene di continuare ad avere strada libera con troppa facilità): abbiamo checkato entrambi su flop A83, il 5 di quadri al turn ha aggiunto un draw di quadri sul quale lei ha puntato 75k dopo il mio check e io ho deciso di chiamare sia perché ho ritenuto che la mia mano potesse essere buona in quel momento, sia per rivalutare la situazione alla luce del river. Il river è stato un 8 di quadri e a questo punto ho immaginato che dopo il mio check, avrebbe probabilmente puntato una cifra considerevole: ora, sicuramente lo avrebbe fatto con un colore, molto probabilmente lo avrebbe fatto con un trips di 8 e magari anche con un buon Asso, ma sicuramente lo avrebbe fatto qualora la sua mano non avesse avuto alcuno showdown value, quindi l’unico modo di prendere il piatto per lei sarebbe stato bluffare. Nella maggior parte dei casi, nonostante Irene sia una giocatrice assolutamente imprevedibile, il betting pattern che ha adottato è sinonimo di punto molto forte oppure di completa aria. Ho ritenuto che il numero di volte che Irene potesse bluffare in quello spot fosse sufficiente a giustificare il mio call e ho considerato anche che se il mio call si fosse rivelato corretto, avrei dato un segnale molto importante al tavolo. Ho avuto ragione e credo di aver fatto una buona chiamata.

Diversamente, nello spot successivo eravamo sempre al livello di bui 12k-24k-3k, avevo uno stack di circa 1,6 M e ho rilanciato con A4o fino a 52k, Irene dal BTN ha spinto i suoi resti per 480k circa inducendo al fold i bui. Qui ci ho pensato un po’ e onestamente alla fine credo di aver preso una decisione tecnicamente e strategicamente non corretta. In quella situazione io avevo tutto sommato poca fold equity, situazione in cui il push di Irene avviene al 99% con una mano “vera”. Ora, l’errore tecnico sta nel fatto che il mio A4 sarebbe stato in lieve vantaggio solo contro alcune delle mani appartenenti al range di mani “vere” cui accennavo prima (mi riferisco evidentemente a mani come KQ, JT, e simili); con tutte le altre mani avrei giocato uno showdown da sfavorito; ma a mio avviso è stato ancor più grave l’errore di natura strategica, visto che in caso di show down perso avrei riportato in partita la giocatrice che mi aveva creato il maggior numero di problemi al tavolo. In quel momento però sono stato quasi abbagliato dall’allettante possibilità di eliminare la fonte dei miei maggiori problemi a quel tavolo finale e ho optato per un call. Dopo un flop A75, al turn è sceso un (per me) fortunatissimo 4 che ha virtualmente posto fine al torneo. Mi consola in qualche modo pensare che sia stato l’unico showdown in cui ero svantaggiato in tutto il torneo.

Il Texas Hold’em si sa ha dato vita ad un mercato molto fiorente, ma anche tu da circa tre anni hai iniziato ad approfondire altre discipline come ad esempio l’Omaha e l’Omaha Hi-lo, ottenendo un secondo posto al primo mixed event live (he, omaha, stud) organizzato in Italia, vincendo il primo evento riservato ai Supernova Elite di ps .it e ottenendo un altro secondo posto in un torneo da 1000€+R organizzato durante l’EPT di Sanremo di Aprile 2011. Quale ritieni sia la modalità di gioco più avvincente e come vedi il futuro di queste specialità?

Ritengo che il Pot Limit Omaha sia la modalità di gioco più avvincente, soprattutto per l’azione che sovente si viene a creare. A me piace molto anche l’Omaha Hi-Lo perché si tratta di una disciplina ancor più tecnica che consente maggiori difese da elementi aleatori. Di fatto però credo che, almeno nel medio periodo, avremo in Italia solo tornei di Omaha o al massimo tornei mixed NLHE/PLO con un numero accettabile di partecipanti. Anche perché a mio avviso l’Omaha trova la sua massima espressione più nel format cash game, che non in nel format MTT.

Hai la fortuna di avere una fidanzata, che condivide con te anche la passione per il gioco, peraltro è andata a premio in un torneo di contorno al Main event, quanto aiuta condividere il poker e quanto serve anche per allenamento, sfogo ecc poter parlare con la propria compagna di tecnica, piuttosto che commentare delle mani insieme?

E sì, dopo un quinto posto nel ladies event disputato durante l’EPT di Sanremo

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Matt Waxman Vince il 2011 WPT Grand Prix de Paris

11 Settembre 2011, Donnie Peters

Matt Waxman

Il 2011 World Poker Tour Grand Prix de Paris è nei libri. Sabato sono tornati per affrontarsi al tavolo finale solo sei giocatori. Al comando c’era Byron Kaverman, ma alla fine della giornata è stato l’americano Matt Waxman a portare a casa il trofeo e il primo premio di €518,750.

Nella 27esima mano del final table è stato eliminato il primo giocatore. Secondo il WPT Live Update Team, lo short stack Martin Jacobson è uscito quando i suoi {A-Diamonds}{J-Diamonds} non sono riusciti a superare {J-Hearts}{J-Spades} di Mikko Sundell. Jacobson è stato eliminato al sesto posto guadagnando €88,900.

Poi, non c’è voluto troppo tempo prima che Waxman facesse la sua mossa. Nella 32esima mano del tavolo finale, Waxman si è aggiudicato un massiccio piatto distruggendo l’avversario Sundell.

In quel momento, i bue erano 15,000-30,000 con 5,000 di ante. Sundell ha rilanciato a 75,000 da small blind. Waxman ha chiamato da big blind per vedere il flop servire {9-Clubs}{7-Clubs}{4-Clubs}. Sundell è rimasto aggressivo puntando 85,000. Waxman ha risposto con un rilancio a 210,000 e poi Sundell ha chiesto a Waxman quanto gli rimanesse. È passato circa un minuto e mezzo prima che Sundell contro rilanciasse a 680,000. Waxman allora è andato all in. Sundell ha chiamato e così si è formato un piatto di 3.7 milioni.

Waxman ha girato {6-Clubs}{5-Clubs} per un colore floppato. Sundell aveva {A-Diamonds}{K-Clubs} per un progetto di colore re alta. Dopo che il {7-Diamonds} è apparso al turn seguito dal {3-Diamonds} al river, il colore di Waxman è stata la mano vincente e lui ha preso il piatto. Sundell è rimasto con soli 30,000, equivalente a un big blind. Nella mano successiva, il chip leader di inizio giornata Kaverman lo ha eliminato.

È passato un po’ di tempo prima che arrivasse la 87esima mano e Kaverman venisse eliminato al quarto posto per €155,550. Fred Magen ha aperto per cinque volte il big blind a 250,000 e Kaverman è andato all in. Magen ha chiamato rivelando {A-Hearts}{7-Spades}. Kaverman aveva {Q-Hearts}{9-Clubs}. Il board è sceso {K-Hearts}{Q-Diamonds}{10-Diamonds}{J-Hearts}{7-Hearts} e la scala Broadway di Magen ha vinto la mano.

Magen poi è uscito al terzo posto eliminato da Waxman nella 100esima mano del final table. Con i bui a 30,000-60,000 e 10,000 di ante, Magen ha rilanciato a 160,000. Waxman lo ha messo all in e Magen ha fatto call. Magen ha mostrato {K-Spades}{Q-Spades}, ma era dominato da {A-Clubs}{K-Clubs} di Waxman. Dopo il board di {7-Clubs}{4-Spades}{3-Hearts}{J-Clubs}{6-Diamonds}, Magen si è consolato con il premio di €211,100 e la sfida heads up tra Waxman e Hugo Lemaire ha preso il via.

Quando il gioco testa a testa è iniziato, Waxman era al comando con 7.863 milioni in chips contro gli 1.55 milioni di Lemaire. La partita è durata solo tre mani.

Dopo che Lemaire ha rilanciato a 130,000, Waxman ha controllato le sue carte e ha chiamato per vedere il flop servire {Q-Hearts}{5-Clubs}{3-Clubs}. Waxman ha fatto check e Lemaire ha puntato 145,000. Waxman allora ha optato per il check-raise all in e Lemaire ha chiamato a rischio eliminazione. Lui aveva {Q-Diamonds}{8-Hearts} per la top pair mentre Waxman aveva {9-Clubs}{8-Clubs} per un progetto di colore. Il turn ha portato {6-Hearts} e altri outs a Waxman per una scala e poi il river ha dato {10-Clubs} e il colore a Waxman per la vittoria. Per il suo secondo posto, Lemaire ha portato a casa €311,100.

Risultati Final Table

Con questa vincita, Waxman ha ottenuto il più grande risultato singolo della sua carriera raddoppiando quasi i guadagni totali nei tornei. È inoltre diventato il primo giocatore americano a vincere un evento WPT in Europa. Congratulazioni a tutti i vincitori specialmente a Matt Waxman per la sua vittoria!

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*Foto concessa dal World Poker Tour

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Poker Grand Prix al Perla: da giovedì su Assopoker

Roberto Nulli, vincitore della prima tappa del Master EventLa terza stagione del Poker Grand Prix by GDPoker si appresta a vivere il suo secondo atto, facendosi ospitare per la prima volta nella sua storia dal prestigioso Casinò Perla di Nova Gorica, in Slovenia.

Anche il circuito ideato e prodotto dalla poker room arancione approda dunque in una delle cattedrali del poker europeo, per una “quattro giorni” che si preannuncia densa di interesse e di eventi dall’elevato contenuto tecnico.

Il PGP riparte da Roberto Nulli, trionfatore della prima tappa di questo terzo anno per l’importante circuito: una tappa da record, che ha fruttato al forte giocatore umbro oltre 101mila euro di premio!

Il menu è il solito, per quanto riguarda il Poker Grand Prix, con l’evento Omaha ad aprire e il classico “Starter” a chiudere, accompagnando il final day del Master Event. Ecco il programma nel dettaglio:

Giovedì 21 Luglio – Ore 14 – Omaha Pot Limit Event €500+50 – Stack 20.000 – Livelli da 25 minutiGiovedì 21 Luglio – Ore 15 – Satellite Master Event €200+20 – Stack 10.000 – Livelli da 20 minutiGiovedì 21 Luglio – Ore 21 – Satellite Master Event €200+20 – Stack 8.000 – Livelli da 15 minutiVenerdì 22 Luglio – Ore 14 – Master Event €1500+150 Day 1 – Stack 20.000 – Livelli da 60 minutiSabato 23 Luglio – Ore 14 – Master Event €1500+150 Day 2Sabato 23 Luglio – Ore 15 – Rounder Event €500+50 Day 1 – Stack 15.000 – Livelli da 40 minutiSabato 23 Luglio – Ore 21 – Flash Event €225+25 – Stack 5.000 – Livelli da 15 minutiDomenica 24 Luglio – Ore 13 – Rounder Event €500+50 Final DayDomenica 24 Luglio – Ore 14 – Master Event €1500+150 Final DayDomenica 24 Luglio – Ore 14 – Starter Event €200+20 – Stack 8.000 – Livelli da 20 minuti

Come sempre, Assopoker ci sarà: a partire da giovedì prossimo, vieni a seguire il Poker Grand Prix Nova Gorica sul nostro Blog Live e sul nostro Forum!

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