Consigli di Mental Game per i November Nine

12 Settembre 2011, Jared Tendler

November Nine

Il Coach di Mental Game Jared Tendler ci spiega come i November Nine dovrebbero prepararsi per la sfida più importante della loro carriera.

Ogni November Nine ha giocato con successo superando 6854 avversari, e ora per diventare campione, deve riuscire a prepararsi adeguatamente nei prossimi mesi. Ho insegnato ai giocatori professionisti di golf come mantenere l’intensità nei momenti chiave dei grandi tornei. Negli ultimi 4 anni ho fatto lo stesso con i poker pros e so cosa i November Nine vivranno. La questione di fondo è questa: Quello che ogni giocatore farà da ora al tavolo finale gioca una parte nel determinare il vincitore finale.

Ho osservato molta azione durante i quattro giorni finali, e ho assistito di persona ai giocatori che crollavano sotto la pressione. I November Nine, tuttavia, non hanno soltanto giocato e runnato bene, sono anche tra i più forti mentalmente. Non ho rivelato nessuna grossa falla nel loro gioco. Ciò naturalmente, non significa che siano senza debolezze, o che non ne svilupperanno altre nei prossimi mesi. Ogni giocatore sul pianeta ha delle falle mentali e tattiche, anche se piccole.

Mancano un paio di mesi prima di affrontare la prova più importante della loro carriera di poker e una decisione sbagliata può costargli potenzialmente un milione di dollari (o più). Qui ci sono dei consigli per aiutare i November Nine ad entrare nel Penn & Teller Theater preparati a diventare campioni:

1. Prenderla con Semplicità
Quando mancano solo due mesi per fare cambiamenti, lavorate solo sui vostri maggiori punti deboli. Non fate grossi cambiamenti. È impossibile apportare importanti cambiamenti al vostro gioco in due mesi e se ci provate, quando siete sotto pressione, finirete con pensare troppo alle vostre decisioni. Evitate di riempire la vostra testa con troppe informazioni, così da poter esprimere un gioco chiaro e tattico.

2. Evitare di Sognare Troppo
Vi chiederanno in molte interviste, “Come sarebbe, o cosa significherebbe per te, vincere il Main Event.” La risposta è molto semplice, “Te lo dirò se dovesse accadere.” Se nelle interviste o con voi stessi, passate troppo tempo a sognare quello che potrebbe succedere, è immediatamente meno probabile che ciò si verifichi nella realtà.

Non visualizzate e pensate semplicemente di vincere. Preparatevi mentalmente ad affrontare una serie di situazioni che probabilmente porteranno dei problemi. Per esempio, immaginate come comportarvi dopo aver perso diversi grossi piatti di fila, quando siete card dead, o quando dovete prendere una decisione a rischio eliminazione. È bello immaginare se stessi vincere il titolo, ma assicuratevi di visualizzare voi stessi che affrontate con successo i momenti critici necessari a vincere davvero.

Quando quelli dell’FBI si prepara per una incursione, non stanno seduti a immaginare come arrestare i malviventi. Si preparano mentalmente a come affrontare ogni possibile terribile situazione. Perché dovrebbe essere diverso nel poker? C’è in palio il vostro torneo.

3. La Pressione è Benzina per la Prestazione
La pressione è il carburante che i grandi campioni usano per esprimersi ai livelli più alti. È anche ciò che fa crollare i giocatori. Qual è la differenza? Quel milione di dollari. Detto in modo semplice, la pressione intensa mostra le debolezze, sia tattiche che mentali. Per evitare di crollare, bisogna essere ben preparati, il che vuol dire, le nostre debolezze devono sono ben conosciute per essere facilmente corrette mentre si gioca.

Ciò è chiaro in teoria, ma il problema è che la gran parte dei giocatori non conoscono le loro debolezze fino a quando gli causano problemi maggiori. Per evitare ciò, identificate le debolezze quando si mostrano così da non essere sorpresi da queste. Iniziate dall’analizzare da vicino il vostro gioco durante il Main Event e altri tornei maggiori negli anni precedenti. Fatevi aiutare dai vostri amici a studiare il vostro gioco. Poi, usate i prossimi mesi per correggere. Per quanto inizierà il tavolo finale potrebbero essere completamente sparite, o nel caso peggiore, sarete preparati a fare correzioni immediate prima che si verifichino.

4. Parlare con gli ex November Nine
Non c’è nessuno di meglio con cui parlare per sapere cosa si prova a stare in quella situazione dei 27 giocatori che hanno già vissuto questa esperienza.

5. Evitare la Presunzione
Stare costantemente sotto le luci della ribalta può far sentire i giocatori troppo sicuri delle loro possibilità di vittoria. Avere sicurezza è cruciale per il successo sotto un intensa pressione; tuttavia, avere troppo sicurezza causa tanti problemi quanto avere poca sicurezza. La presunzione può farvi sentire come se aveste già vinto. Quando ciò succede, non prestate più attenzione ai piccoli dettagli nei momenti critici per prendere la decisione migliore. Perché? È illogico impegnarsi quando nella vostra mente credete di avere già vinto. La mente è abbastanza potente per farvi credere in un inganno, ma non abbastanza per farlo diventare reale.

6. Programmare e Riposare
Mostratevi riposati, ma anche essere tatticamente pronti richiede programmazione. Scoprite in anticipo quali obblighi dovrete seguire (WSOP, ESPN, ecc) e iniziate a farvi un programma. Non deve essere preciso, ma dovreste assicurarvi di avere un buon bilancio tra tempo libero, responsabilità, gioco, e studio del vostro game. Nei prossimi due mesi, suggerisco di prendervi una o due settimane completamente libere dal poker. Infine, fate si che la vostra famiglia e amici abbiano i biglietti e il viaggio organizzato in anticipo.

7. Divertirsi
Questa è una esperienza unica nella vita. Da ora fino a quando verrete eliminati o vincerete, godetevela. Le probabilità dicono che non si verificherà mai più – quindi trattatela in questo modo.

Potete saperne di più su Jared Tendler e il suo nuovo libro The Mental Game of Poker qui.

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November Nine 2011: Matt Giannetti e i consigli di Mizrachi

matt-giannettiIl November Nine Matt Giannetti si è trovato a vivere i primi giorni del Main Event WSOP con il morale a pezzi, al termine di un pazzesco downswing nei giochi cash di Las Vegas. Il 26enne newyorkese di chiare origini italiane, frequenta da diversi anni i tavoli High Stakes della Strip.

“Stavo lavorando sodo – rivela – quest’estate ma ero entrato in una zona grigia, soffrivo nei tavoli cash a causa delle continue bad beats”. La sorte però gli ha riservato una bella sorpresa: il tavolo finale dell’evento dell’anno. E non si scherza perché in ballo c’è il titolo più prestigioso del poker e un primo premio da oltre 8,7 milioni di dollari. Non giocherà solo per se stesso, avendo venduto quote ad alcuni amici alla vigilia del torneo.

“Ho partecipato ad una manciata di eventi alle World Series e quando mi sono trovato davanti il mega field del Main Event mai avrei pensato di diventare un November Nine; mi sembra tutto irreale ancora”. Nell’ultimo giorno, durante la bolla del final table, Giannetti è stato short per diversi livelli, in una posizione di pericolo ma la sua rimonta è stata strepitosa ed in poche mani è riuscito a costruirsi il terzo stack al tavolo, con 24,7 milioni di chips. Per i bookmakers è uno dei favoriti.

matt-giannetti“Con circa 50 big blinds cercherò di sfruttare al massimo tutta la mia esperienza passata in questi anni nei tavoli cash live che mi hanno permesso di sviluppare una buona sensibilità nel gioco post flop, oltre ad una discreta lettura delle tendenze ed abitudini degli avversari. Voglio evitare di trovarmi in un’action da all in pre-flop costante; devo sfruttare al massimo i miei punti di forza”.

Online è noto con il nick “hazards21” ed ha frequentato l’Università di Austin in Texas ma una volta compiuti i 21 anni si è trasferito a Las Vegas dove ha iniziato a frequentare i tavoli 50$/100$ No Limit Hold’em e Pot Limit Omaha. Ex sportivo, a livello agonistico ha praticato hockey e golf. Con il poker l’amore è scattato al liceo: “giocavo con amici ed ho iniziato a battere costantemente i giochi 10$/20$. Un giorno ho vinto 40$ e li ho depositati su una poker room online. Ho iniziato ai limiti 0,10$/0,25$ e dopo circa tre settimane stavo grindando nei 3$/6$. Sono riuscito a crescere in modo veloce: allora gli avversari non erano molto bravi”. Dopo il black-Friday Giannetti ha notato un cambiamento: “per anni l’action è stata molto avara e dura ma dopo il 15 aprile si è avuta una ripresa nei tavoli live di Las Vegas”.

Per il November Nine tra live e online ci sono molte differenze: “Sono due giochi completamente diversi. Rispetto a cinque anni fa però il livello di gioco è cambiato ed è molto più difficile. Oramai ci sono un sacco di informazioni disponibili su come giocare. Oggi è fondamentale la table selection: selezionare i tuoi avversari è diventato fondamentale”. A Novembre però non potrà farlo: “in preparazione del final table ho intenzione di partecipare in Francia alle WSOP Europe ed aspetto di parlare con amici, ex November Nine, come Michael Mizrachi, Chino Rheem e John Racener. Sono in ottimi rapporti con loro e sono certo che mi daranno i consigli giusti per prepararmi al meglio all’evento”.

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