Poker: Cates sfida il mondo del poker in diretta al WPT di Praga – Agenzia Giornalistica Poker Sportivo – Agicops

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Praga(Agicops)-Il Poker pro Daniel “Jungleman” Cates ha sentenziato. E  indubbiamente il più grande giocatore di poker del pianeta e dal momento che Phil Ivey è precipitato dal paradiso al trecentesimo posto del Global Poker Index, Cates sta cercando di dimostrarlo lanciando una sfida al mondo del poker. Cates, noto come giocatore high-stakes cash, ha sfidato i giocatori di poker di tutto il mondo ad affrontarlo in una sfida heads-up a Dicembre.

Cates ha lanciato il guanto in una sfida aperta a tutti coloro che giocheranno agli eventi del Praga Poker Festival di Praga, indicando anche una data particolare, quella del 6 dicembre ossia il giorno successivo alla diretta streaming del World Poker Tour Praga. Lo sfidante si troverà ad affrontare Cates in un heads-up da € 200 / € 400, con un buy-in minimo di € 100.000. Il match sarà trasmesso in streaming online con quindici minuti di ritardo e le carte saranno visibili ai telespettatori.

“Come  chiunque altro che ama questo gioco, penso che il mondo del poker meriti di sapere chi è il miglior giocatore dell’intero pianeta” ha dichiarato Cates “Sono sicuro di essere io e se qualcuno ha il coraggio di raccogliere il mio invito, si faccia pure avanti al WPT di Praga e si sieda pure al mio tavolo”. L’anno scorso, Cates ha accettato l’offerta di giocare contro Tom Dwan nel “Durrrr Challenge”; Cates era in testa prima della sospensione della partita a seguito della chiusura di Full Tilt.

Alla domanda se la sua sfida fosse diretta a Dwan, Cates ha risposto: “Questo non ha nulla a che vedere con il passato. Non fuggo da qualcosa una volta che ho iniziato, ma non c’è persona viva che possa rifiutare l’offerta di giocare con me “. Con i suoi $7 milioni vinti online Cates è indubbiamente uno dei migliori giocatori della storia del poker, ma siamo sicuri che ci siano nel mondo tante persone che rifiuterebbero questa offerta a cuor leggero anche se sembra che Daniel Jungleman Cates non ne sia convinto.

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Andrey Pateychuk Vince l’EPT8 PokerStars.it San Remo

28 Ottobre 2011, Eric Ramsey

Andrey Pateychuk

Giovedì è stato il giorno di chiusura del PokerStars.it European Poker Tour San Remo Main Event, e si è trattato davvero di un affare internazionale. Gli otto finalisti sono arrivati al tavolo da otto diversi paesi, ognuno a caccia del primo premio di €800,000 e del trofeo EPT. In quella che tradizionalmente è una breve giornata, c’è voluto più tempo di quanto ci si aspettasse per incoronare il campione, il russo Andrey Pateychuk. Ma dire semplicemente che ha vinto non fa giustizia alla spettacolare mano che ha messo il trofeo nelle sue mani dopo nove ore di gioco.

Quando l’azione ha preso il via, c’era ancora una piccola possibilità che l’EPT avrebbe incoronato un doppio campione Main Event questa settimana in Italia. Kevin MacPhee vinse a Berlino il Main Event nella Stagione 6 e molti lo vedevano come uno dei favoriti per aggiudicarsi il secondo titolo EPT. Ha iniziato la giornata come short stack e le sue speranze di vincere sono svanite rapidamente come le sue chips.

MacPhee non è riuscito ad entrare in nessuno dei primi 34 piatti della giornata, e alla mano numero 35, è stato eliminato. L’azione è passata a MacPhee da small blind con {5-Hearts}{6-Clubs}. Lui è andato all-in, e Barny Boatman, da big blind ha chiamato con {q-Spades}{7-Spades}. MacPhee non è rimasto per niente contento del call, ancor meno con il board che ha servito {3-Hearts}{3-Clubs}{k-Hearts}{2-Clubs}{j-Hearts} mettendo fine al suo torneo all’ottavo posto. Il titolo EPT numero due dovrà aspettare.

Poi è uscito l’ultimo italiano rimasto nel field, Rocco Palumbo. A quel punto, si trovava con un pericoloso short stack ed è sembrato contento di giocarsi un flip per il raddoppio o niente con {k-Clubs}{q-Spades} contro {5-Hearts}{5-Diamonds} di Jan Bendik. Tuttavia, Bendik ha trovato il set al flop e un turn bianco ha lasciato Palumbo drawing dead eliminandolo e lasciando il field six-max.

Il chip leader di inizio giornata Daniel Neilson ha giocato il ruolo del capitano del tavolo con quasi metà delle chips in gioco, ma le cose hanno cominciato ad andare male nelle fasi intermedie. La sua caduta ha lasciato spazio agli altri e Dimitar Danchev ha fatto gran parte del lavoro con sei giocatori rimasti. Lui è stato il responsabile dell’eliminazione di Yorane Kerignard al sesto posto. Si è trattato di un altro coin flip, e i {3-Hearts}{3-Diamonds} di Kerignard non hanno retto. Danchev con {a-Diamonds}{j-Diamonds} ha floppato altri due assi e il turn di {6-Hearts} e il river di {7-Clubs} hanno tenuto il suo tris al sicuro. Kerignard è uscito e all’improvviso Danchev era vicino al chip leader.

Neilson ha iniziato a vacillare dopo aver perso un altro paio di piatti contro Danchev, ma è stato Pateychuk ad impossessarsi di gran parte dello stack di Neilson. In quello che è stato l’inizio della fine per Neilson, lui ha 5-bettato con {a-Hearts}{9-Diamonds} e il russo ha chiamato con {a-Spades}{k-Clubs}. Quando il board è sceso {4-Hearts}{7-Hearts}{6-Clubs}{a-Diamonds}{q-Diamonds} Pateychuk è andato al comando lasciando Neilson con soli 3 milioni in chips.

Da quel momento, Pateychuk non si è più fermato. Bendik è uscito al quinto posto quando i suoi {k-Clubs}{10-Clubs} hanno trovato i {j-Hearts}{j-Clubs} di Pateychuk, e Boatman lo ha seguito poco dopo. L’inglese ha avuto una giornata frustrante al tavolo finale spingendo il suo short stack nel mezzo con {3-Clubs}{3-Spades}. Ancora una volta, Pateychuk si è ritrovato con una mano forte e le sue {q-Clubs}{q-Diamonds} non hanno avuto problemi al board di {a-Hearts}{q-Spades}{6-Clubs}{j-Hearts}{j-Clubs} eliminando Boatman al quarto posto.

Danchev e Pateychuk hanno passato un po’ di tempo a battagliare durante il gioco a tre, ma era chiaro che volevano lo stack di Neilson, che diventava sempre più corto. Ancora una volta, Neilson ha spinto con un asso dominato – {a-Spades}{5-Diamonds} – e Danchev lo ha mandato a casa con {a-Diamonds}{9-Spades}. Gli ultimi due giocatori rimasti erano quasi pari in chips e hanno deciso di dividersi €1.2 milioni, giocandosi i rimanenti €80,000 e il titolo di campione dell’EPT San Remo.

Il mondo del poker bulgaro avrebbe potuto vedere incoronato il suo primo campione EPT, e Danchev ha fatto un buon lavoro con l’avanzare della serata. Anche se Pateychuk stava vincendo più piatti, Danchev conquistava quelli più grandi e dopo la prima ora di sfida heads-up, le cose sembravano andare a suo favore. Si è addirittura trovato al comando per qualche mano. In effetti, è arrivato ad una sola carta dal titolo, ma le stelle erano allineate per Pateychuk a Sanremo.

È stata una mano che rivedremo all’infinito nelle trasmissioni EPT, ed è stata quella che ha fatto svanire le speranze di Danchev e della Bulgaria. Gli stack erano quasi uguali, ma si avvertiva che un grosso piatto fosse nell’aria.

Pateychuck ha 3-bettao preflop per poi puntare al flop di {9-Spades}{4-Spades}{2-Hearts}. Danchev ha rilanciato poco più del minimo e Pateychuk ha spinto con {6-Spades}{7-Clubs}! Il call è arrivato all’istante e Danchev con {10-Spades}{9-Clubs} era a due carte dal titolo. Il turn, {8-Hearts}, ha riaperto la mano e poi gli dei del poker hanno colpito al river. Il {5-Hearts} è sceso come una saetta e i giocatori sono rimasti a guardarsi con occhi spalancati, incapaci di realizzare quello che era appena successo.

In modo incredibile Pateychuk ha messo le mani sul titolo. Ha avuto bisogno solo di altre tre piccole mani per finire Danchev, e il bulgaro ha fatto un buon lavoro per nascondere la sua delusione fino a quando si è ritrovato solo alla cassa qualche minuto dopo.

È meglio essere fortunati che bravi, e Andrey Pateychuk ha entrambe queste qualità. Dopo aver espresso un buon gioco per ore, ha avuto bisogno della dea bendata per conquistare la vittoria. Per i suoi sforzi a Sanremo ha guadagnato €680,000 dando il secondo titolo European Poker Tour alla Russia.

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Poker Hall Of Fame: eletti Greenstein e la Johnson! – Assopoker

Scritto da Piero ‘Pierelfo’ Pelosi del 28 October 2011.

Barry Greenstein, detto il Robin Hood del pokerLa commissione chiamata a decidere chi dovessero essere i due giocatori che nel 2011 entreranno a far parte della Poker Hall Of Fame ha emanato il suo verdetto, scegliendo infine Barry Greenstein e Linda Johnson.

Tra i possibili candidati c’erano anche, fra gli altri, John Juanda, Scotty Nguyen ed Huck Seed, ma la commissione sembra aver scelto nel solco di una tradizione che vuole eletti giocatori che in qualche modo abbiano già raggiunto l’apice della propria carriera, sebbene tutti i coloro rimasti in lista potessero vantare curriculum tali da legittimare di fatto qualsiasi scelta.

“Sono felice di entrare a far parte della Poker Hall Of Fame assieme alla mia amica Linda Johnson – ha dichiarato il pro di PokerStars – lei è stata uno degli ambasciatori del poker più ferventi che io possa ricordare”.

E se a proposito di Barry Greenstein c’è in fondo poco da dire – lo statunitense ha vinto in carriera oltre sette milioni di dollari nei tornei live, collezionando un titolo WPT e tre braccialetti WSOP – Linda Johnson fa parte di quell’avanguardia del poker che diversi anni fa era ben lontana dal conoscere internet, ed è quindi un nome probabilmente poco più che sconosciuto alle nostre latitudini.

Vincitrice di un braccialetto WSOP nel 1997, lavora da molti anni nell’ambiente del poker, legata tanto al circuito del World Poker Tour che alla Tournament Director Association, così come ad una serie di organizzazioni noprofit che promuovono tornei di beneficenza.

Come sempre ci sarà chi avrebbe preferito vedere altri nomi premiati, ma in fondo la Poker Hall Of Fame ha ben poca fretta: presto o tardi tutti coloro che avranno lasciato un segno ben più di altri in questo mondo troveranno spazio per la loro foto.

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