WPT Legends of Poker Day 4: Deciso Final Table da “Thriller” – PokerNews.com

31 Agosto 2011, Donnie Peters

Will "The Thrill" Failla

Il Day 4 del World Poker Tour Legends of Poker è durato fino alle prime ore del mattino ma una volta chiusi i giochi, i tifosi si sono ritrovati con un tavolo finale da “thriller”. In testa ai sei finalisti si trova infatti Will “The Thrill” Failla con 6.775 milioni di chips.

Quando il Day 4 è iniziato, Jeff Vertes era il chip leader. Dopo l’eliminazione di Zachary Fahmie al 21° posto e di Dan Heimiller al 20° proprio Vertes ha eliminato Derek Palmer al 19° posto.

In quella mano Palmer era andato all in per 300,000 quando i bui erano 10,000-20,000 con 3,000 di ante. Vertes ha chiamato dal big blind con due nove neri in mano trovandosi contro l’{A-Diamonds}{J-Clubs} di Palmer. Il board ha dato {10-Spades}{10-Hearts}{5-Hearts}{8-Diamonds}{4-Clubs} e Palmer è uscito con $14,135 di premio.

Nello stesso livello, il 23, molti altri giocatori sono stati eliminati: David Tuthill è uscito al 18° posto, Billy Bey al 17°, Brent Hanks al 16°, Christina Lindley al 15° e Mike Eskandari al 14°.

Shawn Buchanan ha concluso al 13° posto venendo eliminato da Pollock. Lo ha seguito alla cassa Richard McGee al 12° e Tyler Cornell all’11° prima che gli ultimi dieci giocatori venissero redistribuiti attorno al tavolo finale non ufficiale. A questo punto era Pollock in testa con Vertes secondo e Failla terzo.

Gli ultimi otto giocatori si sono dati battaglia per oltre tre ore prima della successiva eliminazione. All’ottavo posto ha concluso James Carroll quando il suo {A-Hearts}{3-Diamonds} non è riuscito a migliorare il punto contro l’{A-Spades}{J-Diamonds} di Vertes. Tutto il denaro era finito sul piatto preflop ma il board ha dato {Q-Diamonds}{10-Spades}{9-Clubs}{8-Clubs}{Q-Clubs}.

Da lì in poi è bastata un’ora per decidere il tavolo finale ufficiale. La serata si è infatti conclusa con l’eliminazione di Ray Henson al settimo posto. Henson era andato all-in da early position con {A-Diamonds}{6-Clubs} ed è stato chiamato da Vertes con {A-Spades}{K-Diamonds}. Il board ha dato {A-Clubs}{7-Spades}{2-Clubs}{8-Hearts}{Q-Spades} eliminando Henson con un premio da $64,250.

Assegnazione dei posti e Chip Counts al tavolo finale

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Mini IPT Day 1a e 1b Field (Quasi) da Record

25 Luglio 2011, Paolo Gallo

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207 giocatori si sono presentati per la prima delle due giornate di apertura del Mini-IPT di Sanremo, terza tappa della terza stagione dell’Italian Poker Tour promosso da PokerStars.it.

Gli ottimi numeri in quanto ad iscrizioni sono da attribuirsi al fatto che il Mini IPT è un torneo di giocabilità eccellente grazie alla dotazione in stack di 20.000 chip e ai livelli professionali da sessanta minuti: must per tutti gli appassionati che vogliono provare a fare il salto di qualità col poker investendo una cifra contenuta (360+40€ di buy-in).

Nelle prime fasi di gara è Salvatore Irace che sembra dominare il torneo. Complici anche due scale chiuse in grossi piatti passa presto in testa al Day 1a del Mini-IPT. Parte forte anche Barbara Borsati che tra alti e bassi è riuscita a chiudere al quinto posto a fine serata.

A fine giornata è Daniele Pezzano a trovare le carte migliori e riesce così a chiudere un un eccellente stack da oltre 176’000 chips. Meglio di lui ha fatto solo Omar Durmazgil che con un recupero straordinario nel finale riesce a diventare chipleader della serata con oltre 188’000 gettoni. Con lui accedono al Day 2 altri 65 sopravvissuti a questa prima sessione.

Straordinaria l’affluenza al Day 1b che fa registrare ben 311 iscritti per un totale di 518 partecipanti. Un’affluenza quasi da record. Oltre che più ampio, il field del Day 1b è anche più ricco di nomi famosi e così ai tavoli vediamo impegnati Giovanni Salvatore, Alessandro Minasi, Piero Compagnoni, Alessandro Adinolfo e Giorgia Tabet.

Tra i più in forma c’è proprio Salvatore che parte con un poker vincendo un enorme piatto e naviga tranquillo per tutta la giornata fino a concludere con circa 40’000 chips. Alessandro Minasi viene invece assegnato ad un tavolo difficile e dopo una giornata di patimenti si fa eliminare.

Molto positiva la giornata di due delle donne in gara: la Tabet ha giocato bene e per alcune fasi di gara è stata tra i migliori dieci della classifica; Tania Scremin ha chiuso con oltre 80’000 chips.

In testa a fine serata troviamo però il tandem Riccardo Pisano che chiude a 158.000 chip davanti a Federico Fecchio che chiude a 150.100. Altri 117 giocatori hanno passato la giornata e torneranno in sala oggi per il Day 2.

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Immagine tratta dal blog di PokerStars.it

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Full Tilt Poker: “ci hanno derubato. Sei gruppi interessati”

jack-binionFull Tilt Poker ha deciso di giocare a carte scoperte ed ha rilasciato in queste ore un’ulteriore dichiarazione ufficiale destinata a far discutere. La red room passa all’attacco e accusa: “nel corso dei due anni precedenti al black-friday, il Governo americano ha confiscato (con l’entrata in vigore della normativa UIGEA, ndr) 115 milioni di dollari dei fondi dei giocatori, depositati nelle banche degli Stati Uniti”.

“Noi eravamo convinti che offrire poker online negli States fosse legale: nessuna normativa federale lo vieta. Una convinzione supportata da diverse autorevoli interpretazioni dei nostri avvocati. Il Dipartimento di Giustizia ha una visione diversa. Inoltre un gestore per i sistemi di pagamento ha rubato circa 42 milioni alla nostra società. Fino al 15 aprile, Full Tilt Poker ha sempre coperto le perdite e nessun giocatore è mai stato danneggiato”.

“Durante la fine del 2010 e all’inizio del 2011, abbiamo riscontrato problemi senza precedenti, con alcuni gestori che hanno notevolmente contribuito ai nostri problemi finanziari. Eravamo impegnati nel risolvere tali problematiche quando il Dipartimento di Giustizia ha deciso di procedere, sorprendendoci e distaccando  il nostro sito in tutto il mondo”. Di seguito è stato raggiunto un accordo con i procuratori di New York e FTP è ritornata online, prima del secondo distacco, questa volta disposto dall’Alderney Gambling Control Commission, a seguito della sospensione della licenza.

Da indiscrezioni, una ‘disfunzione’ nel sistema elettronico del trasferimento dei fondi ha comportato un buco di circa 129 milioni di dollari. Ma è una problematica che approfondiremo in seguito, essendo una vicenda molto complessa.

“Nel corso – continua il comunicato  – degli ultimi 4 mesi Full Tilt Poker ha attivamente valutato l’ingresso di  nuovi investitori esterni, al fine di rimborsare i nostri clienti e ridare stabilità all’azienda. Sei gruppi hanno visitato la sede di Dublino per verificare il funzionamento interno della società”. Tra i candidati vi sono noti fondi comuni di investimento, internet provider ed altri imprenditori privati, oltre a diretti concorrenti come Bwin-Party (gli amministratori sono stati avvistati negli uffici irlandesi) e impresari di Las Vegas (Jack Binion).

“Abbiamo recentemente assunto un consulente finanziario supplementare (attraverso una banca d’affari) per una ricerca ancora più appropriata per l’immissione di nuovi capitali, nonché abbiamo incaricato un nuovo gruppo dirigente per ripristinare online il sito e pagare i giocatori”. Con ogni probabilità Ray Bitar è ancora in carica in qualità di amministratore delegato, ma solo formalmente ed ha perso ogni mansione operativa.

“Qualsiasi accordo di tale natura (ingresso di nuovi investitori, ndr) è realmente complesso da raggiungere in tempi brevi, dato l’attuale contesto normativo, ma i nostri giocatori devono sapere che Full Tilt Poker è impegnata al 100% per provvedere al loro rimborso e ripristinare tutte le nostre attività”.

Al momento il miglioramento delle relazioni esterne è una conseguenza evidente e diretta dell’insediamento del “nuovo gruppo dirigente” che ha adottato una politica comunicativa diversa e più trasparente nelle ultime due settimane.

Vuoi essere aggiornato sull’evoluzione della nota vicenda di Full Tilt Poker? Leggi le nostre news ed esprimi la tua opinione sul forum di Assopoker!

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Phil Ivey: prestiti da Full Tilt Poker per oltre 10 milioni?

phil-iveyDal giugno del 2009 ad aprile del 2011 Phil Ivey avrebbe ottenuto in prestito da Full Tilt Poker somme ingenti, pari a 10,7 milioni di dollari. E’ quanto emerge da un’inchiesta giornalistica condotta da SubjectPoker. Il campionissimo avrebbe poi restituito almeno 6,2 milioni in varie forme, attraverso operazioni marketing e non solo.

Ci sono però molti interrogativi che aleggiano sulla vicenda: Ivey proprio in quel periodo avrebbe maturato negli High Stakes online della red room, vincite superiori ai 9 milioni e quindi ci permettiamo di dubitare di alcune speculazioni che girano in rete in queste ore sul conto del campione californiano. Con ogni probabilità sarebbe più corretto parlare di somme versate a suo favore in ‘acconto’ e non a titolo di prestito.

Operazioni simili sarebbero state messe in atto anche nei confronti del red pro David Benyamine e parte dei “prestiti” personali concessi al giocatore francese sarebbero stati rimborsati tramite trattenute e compensazioni sul suo ingaggio annuale pari a circa $500.000 ma che poteva arrivare a $800.000, in varie forme (rake-back e bonus vari).

Come detto, in tutta questa vicenda il condizionale è d’obbligo, essendo indiscrezioni emerse a seguito di un’inchiesta giornalistica del sito SubjectPoker (non nuovo a simili scoop) che sostiene di aver avuto accesso a dati sensibili inerenti ai conti dei due giocatori legati alla red room. Non abbiamo però riscontri diretti e tali informazioni vanno  interpretate con la massima cautela.

Una cosa è certa: questi rumors testimoniano la situazione caotica che si è venuta a creare intorno al gruppo irlandese e ai suoi giocatori; indagare sui loro conti è stata senza dubbio una chiara violazione della privacy.  Inutile dire che le rivelazioni pubblicate in queste ore sono esplosive e potrebbero essere solo l’inizio di una lunga serie di clamorose fughe di notizie, come sostiene il sito Poker King.

A nostro avviso, l’inchiesta non può dare indicazioni precise sulla condotta dei due giocatori, essendo solo informazioni parziali, ma può essere indicativa sulla “finanza creativa” messa in atto dagli amministratori della multinazionale, ad iniziare da Ray Bitar, l’amministratore delegato del gruppo, non a caso indagato dai procuratori statunitensi per tali reati.

E’ curioso constatare come certe informazioni siano emerse sul conto di Phil Ivey a meno di due mesi dalla sua azione giudiziaria contro Tiltware, la holding del quale è socio e che controlla Full Tilt Poker.

SubjectPoker pubblica che negli ultimi due anni, Ivey avrebbe avuto accesso a 18 prestiti per somme ingenti (ad esempio 3 milioni in sei rate da $500.000  nei mesi di luglio e agosto 2009) ed avrebbe restituito solo 6,2 milioni dei 10,7 totali, trattenendone 4,5 milioni.

david-benyamineMa come lo stesso sito ha ammesso, Ivey  potrebbe aver rimborsato il presunto prestito in altre forme (ad esempio con bonifici bancari da altri conti). L’indagine inoltre sembra sommaria perché in quel periodo, secondo le statistiche di HighStakesDB, il campionissimo californiano avrebbe maturato sul suo account vincite superiori ai 9 milioni di dollari nel cash game online.

Proviamo a fare due calcoli approssimativi: solo nei primi 4 mesi del 2011, Ivey ha guadagnato 1,3 milioni di dollari che si vanno ad aggiungere ai 2,2 del 2010 e ai 5,5 registrati da giugno a dicembre del 2009. In altre parole, il player ha maturato un utile nel periodo “incriminato” di 9 milioni circa e avrebbe quindi un saldo in attivo di 4,5 milioni ma il sito non chiarisce questo aspetto. Per questo motivo, le informazioni che girano in rete in questo momento non possono essere indicative sulla condotta di Ivey, perché assolutamente parziali.

Non a caso, le operazioni, secondo il dossier in mano ai giornalisti statunitensi, sarebbero state qualificate formalmente come “anticipi” e autorizzate da Rich Bitar, il fratello di Ray Bitar. Forse non è corretto tecnicamente parlare di “prestiti” ma di “acconti”, essendo somme che dovevano essere riscosse a pieno titolo da Ivey? Nei prossimi giorni i diretti protagonisti, con ogni probabilità, forniranno maggiori informazioni e chiariranno le loro posizioni con la red room.

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Lontano dal Tavolo con Eric Baldwin

30 Agosto 2011, Staff PokerNews

Eric Baldwin

Lontano dal tavolo è una rubrica nella quale vi offriamo interviste inedite ai personaggi del poker che più amate per scoprire qualcosa in più sulle loro vite quando non giocano a poker. Recentemente abbiamo incontrato Eric Baldwin per conoscere i suoi programmi per il futuro più immediato.”

Come hai iniziato a giocare a poker?

La storia è noiosa ed è comune alla maggior parte dei giocatori della mia età. Ho visto il film Rounders e mi sono interessato. Ho iniziato a giocare piccole partite casalinghe alle superiori.

Prossimo evento nel tuo programma pokeristico?

Il Main Event della Epic Poker League al Palms. Devo purtroppo rinunciare al Legends per la festa dei dieci anni dei compagni di superiori. Trascorrerò poi un po’ di tempo con la famiglia e quindi al lago Ozarks dove pare ci sarà una grande festa per la festa del lavoro.

La tappa che preferisci?

Onestamente la tappa che ho sempre preferito è quella di Aruba e lo dicevo già prima di firmare con Ultimate Bet. L’atmosfera sull’isola non ha confronti nel resto dell’Atlantico. C’è il clima migliore, ci sono le migliori spiagge e anche il servizio è impareggiabile. Ora non fa più parte del circuito internazionale ma a me piace e lo dico perché qualcuno dovrebbe provare a riportare un bel torneo qui.

Da dove deriva il nickname “Basebaldy”?

Bene, il mio cognome è Baldwin e il baseball era la mia vita. Fino a quasi vent’anni pensavo che sarei diventato un giocatore di basball professionista. Ho quindi pensato di unire le due parole per un nickname creativo. L’ho creato quando aveo 12 anni e non l’ho più cambiato. Nessuno in realtà mi chiama così fuori dall’ambito del poker.

Cos’è la cosa migliore della tua città natale – Beaver Dam nel Wisconsin?

Posso parlare della mia fidanzata? Forse però opterò per il Crystal Creek Dairy che è un ristorante-fromagerie dove difficilmente si possono spendere più di $3.50 per persona e dove si mangia benissimo. E poi c’è il migliore bar del mondo: il Morry’s Bar.

Ho visto qualche tua foto con orribili baffi. Cosa ne è stato?

Tutto è iniziato al college quando con i miei amici abbiamo fatto il primo viaggio nell’Ontario meridionale in Canada. Eravamo nel mezzo del nulla e ci dovevamo arrangiare anche con la toilette e così non ci si radeva nemmeno. Inoltre non c’era nessuno su cui fare colpo quindi nessuno se ne preoccupava. Poi abbiamo deciso di portarceli a casa i baffi per spaventare le ragazze e ridere delle reazioni della gente. Ora quella dei baffi è una tradizione annuale e così in uno o due tornei mi capita di presentarmi con i baffi.

Qual è la cosa che più ti piace fare quando non giochi?

Seguire le partite degli Arizona Diamondbacks. Dalla fine delle series ho seguito ben 17 partite dei Diamondbacks in cinque diverse città..

Se dovessi creare una squadra di baseball con giocatori di poker professionisti, chi sceglieresti?

Sicuramente posso dirti che non vorrei Gavin Smith nel team. Opterei per Ryan Welch come pitcher. Occupava questo ruolo davvero quando era al college ed è un mio buon amico. Ci sarebbe poi Jeff Madsen come esterno perché corre piuttosto velocemente. Sceglierei anche Justin Young come prima base perché è mancino e sarebbe quella la sola posizione dalla quale potrebbe giocare. Gavin Griffin ricevitore e nella mischi anche Scott Clements.

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