Randy “nanonoko” Lew segue Daniel Negreanu in Canada!

Randy Lew, macchina da grinding nel cash gameRandy Lew, leggendario giocatore di cash game conosciuto come “nanonoko”, nella giornata di oggi è atterrato a Vancouver, in Canada, là dove Daniel Negreanu si è già trasferito.

Proprio il pro di PokerStars, appena qualche giorno fa, aveva esortato i giocatori professionisti ad abbandonare gli Stati Uniti per trasferirsi altrove, in modo da poter giocare quando e dove più preferiscono.

Come rappresentante di spicco della poker room più grande al mondo il consiglio di Daniel non appare del tutto disinteressato, ma in ogni caso c’è anche e soprattutto dell’altro. Infatti, gli Stati Uniti ed i loro abitanti sono da sempre andati particolarmente orgogliosi della definizione di “land of freedom”, tanto da spingere questa definizione a conseguenze talvolta paradossali.

E’ evidente che il blocco a tempo indeterminato del poker online proprio lì dove è nato e nel luogo in cui la libertà delle scelte individuali dovrebbe essere più tutelata è stato vissuto da molti come una sorta di sacrilegio: il tempio è stato violato ed i fedeli indignati si dirigono quindi altrove, maledicendo a denti stretti il Black Friday e dando vita ad un esodo che ai più appare ormai inevitabile.

Shaun Deeb tornerà presto a giocare online...Se Lew ha scelto il Canada come base delle operazioni, in vista anche del prossimo WCOOP, un altro giocatore statunitense proprio in questo momento è con le valigie in mano per lo stesso motivo: stiamo parlando di Shaun Deeb, che tuttavia ha pensato bene di dirigersi verso il caldo sole del Messico. Stanco evidentemente di giocare cash game live a Las Vegas, aspettiamoci di veder tornare “tedsfishfry” protagonista in quei tornei di poker online che lo hanno reso ricco e famoso.

Col passare dei mesi, insomma, non sembra fermarsi quell’emorragia a causa della quale la bandiera sotto il cielo di Washington sta perdendo molte delle sue stelle: auguriamoci che sappia presto farle tornare a sé, o la notte per il poker statunitense si rivelerà sempre più buia.

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Arriva il “Challenge” di Infostrada, Pokeritalia24 e Italian Rounders

05 Settembre 2011, Staff PokerNews

challenge infostrada

Il boom del poker nella nostra penisola in concomitanza con una normativa per il gioco live ancora poco chiara hanno generato le condizioni migliori per il fiorire del business nella vicina Nova Gorica in Slovenia. Qui la presenza di ottimi casinò, a partire dal Perla, e una legislazione più mite hanno destato l’attenzione degli organizzatori italiani.

Primo tra gli organizzatori sia per qualità degli eventi sia per prestigio del marchio è ovviamente Italian Rounders (che può temere la concorrenza solo della Pagano Events di Luca Pagano) che ha sfruttato al meglio le condizioni di cui si diceva organizzando un altro evento dopo la Notte degli Assi e il Campionato Poker Club. In questa occasione sembra però che siano riusciti a fare il colpo grosso con un accordo che potrebbe dare al loro gruppo un posto di primo piano non solo in Italia ma addirittura in Europa come organizzatori.

Pokeritalia24 sceglie ancora una volta Domenico Tresa ed Italian Rounders come consulente organizzativo, per un entusiasmante evento pokeristico televisivo.

L’originale format “Challenge by Infostrada”, già da tempo pubblicizzato da PokerItalia 24 che riprenderà con le sue telecamere, si svolgerà dal 3 al 9 ottobre con un emozionante confronto tra 8 squadre di altrettante poker room italiane. Nelle stesse giornate IR ed il Perla organizzeranno tornei open ed un Challenge ristretto a giocatori selezionati. Italian Rounders si occuperà di razionalizzare l’organizzazione dell’evento da un punto di vista “operational” con l’abilità ed esperienza che ne fanno ad oggi una delle più grandi organizzazioni torneistiche Europee.

A conferma di ciò IR dovrebbe aver acquisito un importante mandato non solo per il territorio italiano ma per l’Europa intera. L’organizzazione diretta da Domenico Tresa organizzerà l’unico campionato mondiale a squadre per nazioni, il World Team Poker e in questa settimana dovrebbe arrivare l’ufficializzazione dell’accordo ed ulteriori dettagli.

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Doyle Brunson: “gioco ancora da 10 a 12 ore al giorno”

Doyle BrunsonI Twitter dei giocatori di poker sono a volte noiosi, più che altro perchè spesso è la persona a non essere abbastanza interessante al di là delle imprese pokeristiche. Con Doyle Brunson non si corre di certo questo rischio: sempre una risposta ai suoi followers, sempre un aneddoto da raccontare. Il leggendario “Texas Dolly” usa twitter con una frequenza invidiabile, considerando i 78 anni da poco compiuti.

Torno con una certa curiosità a leggere i tweets del 10 volte campione WSOP spinto da una notizia che circolava ieri in rete, circa un ipotetico annuncio in cui Doyle avrebbe dichiarato l’intenzione di smettere col poker nel 2017, in modo da passare più tempo con la famiglia.
Anche se notizie del genere non sono nuove (nell’aprile scorso se ne parlò per via di uno scambio di battute con Negreanu su Twitter) Con ogni probabilità si trattava di una bufala, e infatti non vi è traccia di nulla di tutto ciò sul canale telematico preferito da Brunson per comunicare.

Ci sono invece tante piccole curiosità sul Twitter del vecchio Doyle che in questo momento si trova nella sua casa in Montana a rilassarsi, prima di fare ritorno a Las Vegas per giocare a poker.

E proprio i suoi ritmi attuali sono un elemento di interesse. A 78 anni, Doyle Brunson afferma di giocare anche 12 ore al giorno!!! “Gioco a poker come se fossi ancora un ragazzino! 10-12 ore al giorno. In genere smetto intorno alla mezzanotte. Ma vabbè, quando ero un ragazzino giocavo per giorni…”

Davvero invidiabile la tempra di questo grande personaggio, che ammette di mantenersi in forma con un pò di nuoto: “è l’unico sport che mi posso permettere per via delle condizioni della mia gamba. Al college facevo il bagnino, quindi nuotare per me non è un problema”.

Ma uno dei segreti della longevità di Doyle Brunson come giocatore è senz’altro la grande passione. In questo senso, è eloquente un post scritto circa una settimana fa: “Oggi ho giocato con due pro, che dicono di non divertirsi giocando a poker: per loro è solo una questione di soldi. Gli ho consigliato di cercarsi un altro lavoro.”

Chiudiamo questa carrellata sul Brunson-pensiero con un aneddoto divertente, che Doyle giura essere accaduto realmente a Las Vegas (probabilmente al Bellagio dove suole giocare, ndr): “Un giocatore va rotto con asso alta in una mano di 5 card stud. Quindi si alza per smettere e dice “me ne vado in strada: almeno laggiù una coppia me la danno di certo…”

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GLI STATI UNITI CALANO IL POKER – Tennis.it

Mardy Fish, Andy Roddick, John Isner e Donald Young fanno degli Usa la nazione con il maggior numero di qualificati agli ottavi degli Us Open. La crisi del tennis americano è rientrata o si tratta di un’effimera illusione? Chi, tra loro, andrà più avanti?

New York – Quattro americani nei migliori sedici. D’incanto, a New York, gli Stati Uniti scoprono che lo stato di salute del loro tennis non è poi così drammatico. Mardy Fish, Andy Roddick, John Isner e Donald Young compongono il plotone statunitense, facendo degli Usa la nazione con il maggior numero di giocatori qualificati agli ottavi. Seguono la solita Spagna con tre rappresentanti, Serbia e Francia con due, Svizzera, Lussemburgo, Gran Bretagna, Argentina e Ucraina con un elemento a testa. Un risultato importante per gli States, specie se comparato al torneo femminile dove a difendere i colori americani è rimasta la sola Serena Williams. Anche fra le donne, però, non sono mancati segnali confortanti: Vania King, Christina McHale, Irina Falconi, Sloane Stephens e Madison Keys sono giovani interessanti.

Fish in prima fila. Andy Roddick, John Isner e Donald Young, tutti vittoriosi in tre set, hanno dunque rimpolpato il contingente Usa presente agli ottavi che già da sabato poteva contare sul fido Mardy Fish, indubbiamente il protagonista più atteso a New York dopo un’estate straripante che lo ha visto collezionare un titolo ad Atlanta, due finali a Los Angeles e Montreal e una semifinale a Cincinnati. Il ventinovenne del Minnesota, issatosi fino alla settima posizione mondiale, ha prepotentemente strappato lo scettro di re del tennis americano ad Andy Roddick, rispetto al quale si presenta per la prima volta in carriera come il cavallo di razza su cui puntare. Il calendario, però, non lo aiuta: Tsonga agli ottavi, Federer ai quarti, Djokovic in semifinale. Serve un miracolo.

Roddick, Isner o Young? Parliamoci chiaro. Alla vigilia del torneo, alla luce di quanto accaduto negli ultimi mesi, erano in molti ad ipotizzare una prematura eliminazione di Andy Roddick. E’ vero, però, che il tabellone lo ha facilitato mettendogli di fronte Michael Russell, John Sock e Julien Benneteau, di certo ostacoli abbordabili. Arrivato a New York accreditato della ventunesima testa di serie (la più bassa mai avuta in uno Slam), l’ex numero uno del mondo ha ora esaurito il credito con la fortuna perché agli ottavi trova David Ferrer, che lo ha sconfitto in cinque delle ultime otto sfide. Roddick si aggrappa alla cabala: l’ultima volta che si qualificarono quattro americani negli ottavi dello Us Open, lui vinse il titolo. Correva l’anno 2003. Quanto a John Isner, terzo moschettiere degli Stati Uniti, non era invece difficile pronosticarlo agli ottavi. Fresco di titolo a Winston-Salem, dove tra l’altro ha battuto Roddick in semifinale, il gigante di Tampa ha sin qui vissuto una buona stagione centrando due titoli e una finale e assestandosi attorno alla ventesima posizione. Isner, reduce da otto vittorie consecutive, eguaglia intanto il suo migliore risultato in un torneo dello Slam (aveva già raggiunto gli ottavi a New York nel 2009 e a Melbourne nel 2010). Con Simon se la può giocare. Infine, ecco forse la nota più lieta per gli americani. Vaticinato da anni come il futuro numero uno mondiale salvo poi essere (giustamente) ridimensionato, Donald Young è forse finalmente pronto al definitivo salto di qualità. Di certo, non è il fenomeno che in molti attendevano ma è di certo un buon giocatore. Mancino, un po’ leggerino ma agile e combattivo, il ventiduenne di Chicago ha messo in fila Lacko, Wawrinka e Chela e ora tenta la mission impossible contro Andy Murray.

Clicca qui per saperne di più sugli Us Open

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IPT Nova Gorica Set di un Reality Norvegese sul Poker

05 Settembre 2011, Comunicato Stampa

Casinò Perla

Sono arrivati ieri a Nova Gorica 12 celebrities norvegesi concorrenti del reality “Norske Ess“, dedicato al mondo del poker. La cittadina svolena, conosciuta come Las Vegas europea, farà infatti da sfondo per le 8 puntate della trasmissione, prodotta dalla Monster, che andranno in onda su una tv norvegese in autunno. Le riprese, iniziate ieri, si svolgeranno presso i Casinò Park e Perla, proprio mentre in quest’ultimo è in corso la terza tappa del PokerStars.it – Italian Poker Tour.

ll Casinò Perla, tra le più importanti strutture dedicate al gioco e al divertimento a livello europeo, sta ospitando in questi giorni la terza tappa del PokerStars.it – Italian Poker Tour. Il torneo, anticipato dalla vittoria di Cecila Pescaglini sui 399 partecipanti al Mini IPT, vede in testa Mustapha Kanit e Marco Figuccia. Al Day 1B sono stati impegnati molti nomi noti nel panorama pokeristico italiano come Andrea Benelli, Marcello Marigliano, Dario Minieri e Luca Pagano.

Tutte le strutture alberghiere Hit a Nova Gorica sono sold out, merito anche dell’arrivo nella cittadina slovena di alcune celebrities norvegesi impegnate nella registrazione di 8 puntate del reality norvegese dedicato al poker “Norske Ess”. Prodotto dalla Monster, il reality andrà in onda nell’autunno 2011 su una tra le più importanti reti commerciali norvegesi.

I 12 concorrenti, tra le più importanti celebrità norvegesi nel campo del poker, dello sport, della televisione e della musica, sono impegnati da ieri nelle riprese presso le strutture del Gruppo Hit; in palio il primo premio di 250.000 corone norvegesi e un posto alla PokerStars Caribbean Adventure che si terrà a gennaio alle Bahamas.

Il Gruppo Hit – un po’ di storia. 26 anni fa nasceva il Gruppo Hit (www.hit.si), oggi la più importante corporate turistica multinazionale presente in Slovenia che gestisce diverse prestigiose strutture tra casinò, alberghi, ristoranti e centri benessere locati in diverse località in Slovenia, Croazia, Bosnia ed Erzegovina e Montenegro. La mission principale del Gruppo si basa sullo sviluppo del turismo all’interno del loro settore primario “gioco ed intrattenimento” che si allarga secondariamente in offerte di ulteriori servizi turistici per la clientela.

Nel centro di Nova Gorica, definita la Las Vegas europea, spicca una sfavillante struttura a forma di nave transoceanica, il Perla, Casinò & Hotel di proprietà del Gruppo Hit. Questo centro di gioco ed intrattenimento rappresenta la massima espressione del format Hit ispirato al modello americano, in cui sotto le stesso tetto si possono trovare un casinò con tavoli verdi e slot, alta gastronomia, sale spettacoli dedicate a concerti e spettacoli per tutti i giocatori, hotel e servizi aggiuntivi come sale convegni e centri SPA wellness. A fine agosto il Gruppo Hit ha inaugurato la nuova poker room composta da 30 tavoli, un investimento che arricchisce la già vasta offerta del Gruppo e posizionerà il Casinò Perla e più in generale la località di Nova Gorica tra le destinazioni di poker più importanti a livello mondiale, competendo con le più grandi poker room di Las Vegas per l’organizzazione di tornei da record, sia per il numero di partecipanti sia per l’importo dei montepremi.

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