Tony G Considera un Azione Legale Contro la Alderney Gambling Control Commission

13 Ottobre 2011, Chad Holloway

azione legale contro AGCC

Martedì Antanas “Tony G” Guoga ha annunciato la sua intenzione di presentare un azione legale contro la Alderney Gambling Control Commission (AGCC). Guoga sostiene che la commissione è stata negligente nel caso di Full Tilt Poker (FTP), non riuscendo a pretendere comportamenti diligenti dal suo concessionario e dovrebbe essere considerata responsabile.

L’azione legale considerata dipende dal fatto che la AGCC sapeva che c’era un problema riguardo i fondi dei giocatori prima dell’incriminazione del Black Friday , e che è stata negligente nel gestire la situazione e deve essere considerata responsabile.

La AGCC è stata fondata nel 2000 ed è “indipendente e non politica, regola il gioco d’azzardo in nome degli Stati di Alderney. Composta da un presidente e tre membri, include persone con esperienza internazionale nel settori del gaming, regolamentazione e licenze. La politica più importante della commissione è fornire un contesto normativo che soddisfi i più elevati standard internazionali e quindi protegga sia la reputazione di Alderney e attragga operatori di primo livello.”

Secondo la AGCC, la sua missione è “garantire e mantenere l’integrità del gioco d’azzardo elettronico di Alderney.” E i suoi obiettivi sono garantire che “tutti i giochi d’azzardo elettronici ad Alderney siano gestiti onestamente e correttamente, che il finanziamento, la gestione e il funzionamento del gioco elettronico ad Alderney rimangano liberi dall’influenza criminale, e il gioco sia regolato e monitorato in modo da proteggere gli interessi degli utenti dei concessionari oltre che dei giovani e delle persone vulnerabili.”

“Noi crediamo che sapessero da tempo,” ha detto Guoga a proposito della AGCC, “La sicurezza dei soldi dei giocatori non c’era, loro hanno nascosto questo fatto insieme ai loro revisori per anni, ottenendo benefici in cambio. Noi lo avevamo fatto presente e quindi loro lo sapevano.”

Jon Sykes, CEO di Vont Limited ha confermato che ” Il certificato di sicurezza per i soldi dei giocatori non c’era, è stato fatto presente, e loro sapevano che FTP stava violando le regole da dicembre 2010.”

Non avere una clausola designata presente nei Termini & Condizioni di FTP era contro i regolamenti della AGCC, un fatto che secondo Tony G e la società è stato ignorato per molti mesi dalla AGCC, il che costituisce negligenza.

FTP ha aggiunto una dichiarazione, a riguardo dei fondi dei giocatori, sul suo sito verso la fine di febbraio o inizio di marzo 2011, affermando che non fossero segregati: “I fondi degli utenti non sono segregati dai fondi aziendali, ma è intenzione di Filco Ltd coprire le passività alla scadenza.”

Guoga ha detto: “Sicuramente una simile violazione dei regolamenti per un tempo così lungo prima di essere messa in evidenza l’omissione alla AGCC da Sykes a fine 2010 avrebbe dovuto far avviare un riesame completo dell’operatore e delle sue posizioni finanziarie in questa fase, che allora porta alla domanda, da quando tempo sapevano della precaria posizione finanziaria prima di staccare definitivamente la spina in seguito alle incriminazioni del DOJ? Noi vogliamo dimostrare la loro responsabilità.”

Come Sykes sostiene:

“Sembra probabile che questa dichiarazione sia stata aggiunta sul sito come risultato del mio contatto e delle conseguenti indagini della commissione. Ovviamente, prima dei problemi con l’incriminazione questo è stato percepito come una questione minore dai regolatori di Alderney e da FTP ma ora mi chiedo se non c’era altro.”

Sykes e Vont Limited gestiranno la denuncia e stanno attualmente discutendo con i loro consiglieri legali. Inoltre, si prevede che un canale sarà aperto per i giocatori che vogliono unirsi alla causa e fornire informazioni sui loro conti, anche se tali specifiche non sono state ancora determinate.

Per tutti gli aggiornamenti in tempo reale seguici su Twitter.

View the original article here

Il poker on line è legale: allarme per i ragazzi – Il Salvagente

La possibilit? di giocare con denaro reale fa crescere l’allarme ludopatie. Soprattutto per i pi? giovani. ”Il vero rischio del poker online ? che sta allattando le nuove generazioni”, denuncia Rolando De Luca, psicologo e psicoterapeuta tra i responsabili di gruppi di terapia contro il gioco d’azzardo a Campoformido, in provincia di Udine.De Luca, infatti, ritiene molto pi? rischioso l’online, soprattutto per le nuove generazioni ”quelle che usano di pi? le nuove tecnologie come il computer e internet”. ”Non serve a nulla credere nella favola che non possono accedere ai giochi vietati ai minori di 18 anni – spiega – perch? possono benissimo utilizzare le carte di credito e i dati dei loro genitori. E comunque sono continuamente tartassati da pubblicit? e spot che li mettono in contatto gi? con questo mondo creando un rapporto di confidenza”.
A far cassa, comunque e’ sempre lo Stato, definito dal professore un vero e proprio ”biscazziere”. 
Poker Cash, Black Jack, dadi e roulette: da oggi il gioco online si fa serio. Conclusa ufficialmente la fase di sperimentazione, avviata dal Governo con il Decreto Abruzzo nel 2009 per fare fronte alla ricostruzione post-terremoto, dalla mezzanotte di oggi ? possibile infatti giocare al Casin? online con soldi veri, fino a un massimo di 1000 euro per puntata. L’Italia ? il primo stato al mondo ad aprire i casino nazionali in Rete. Poi toccher? alla Francia, alla Spagna e alla Germania, rimandata a data da destinarsi l’apertura di quelli americani. Una vera rivoluzione, se si considera che finora nelle varie “poker room” in cui si sfidano altri “giocatori virtuali” si ? giocato utilizzando dei gettoni prepagati, acquistati con soldi veri. La novit? consiste nell’abbattimento di questo intermediario e nella sostituzione dei monopoli di Stato in veri e propri croupier. Con la nuova disposizione si amplia ancora di pi? il giro d’affari intorno ai casin? online. Nel 2010 ha fatturato 4,8 miliardi, per il futuro, prevede Agipronews poker cash e casin? online genereranno circa 1,5 miliardi al mese, in un anno probabilmente 18 miliardi di entrate nelle casse dello Stato. Intrattenimento e/o epidemia sociale, il gaming online ? considerata pratica molto diffusa, che si colloca tra il sano divertimento e usi che in alcuni casi possono divenire vere e proprie ossessioni. I soggetti pi? a rischio sono le donne tra i 25 e 45 anni, fascia d’et? pi? colpita dalla crisi. La legalizzazione dei casin? online rischia di aprire le porte ad una nuova emergenza sociale, ? per questo che gli esperti lanciano il loro allarme. Cesare Guerreschi, psicoterapeuta e presidente della societ? italiana di intervento sulle patologie compulsive (Siipac) dichiara: “Lo Stato deve assumersi prima di tutto la responsabilit? di un’indagine statistica seria per capire la situazione reale sulla dipendenza da gioco, senza delegare a holding e gestori” visto che negli ultimi anni le indagini sulla dipendenza da gioco sono state realizzate da soggetti non proprio disinteressati, come Monopoli di Stato e Sisal.
Ultimo aggiornamento: 20/07/11

View the original article here