Cinque Riflessioni: Dipartimento di Giustizia > FTP

29 Settembre 2011, Rich Ryan

Tom Dwan

La settimana scorsa, il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha modificato le sue accuse iniziali annunciate nel Black Friday di aprile. Full Tilt Poker e la sua dirigenza sono stati l’obiettivo di questa modifica, quindi naturalmente sono al centro delle nostre cinque riflessioni.

1. Full Tilt Poker non ha i soldi per ripagare i giocatori – Sorpresa!!!

Durante l’estate, abbiamo avuto il sospetto che fosse questo il caso, e una settimana fa, la procura di Manhattan ha confermato che Full Tilt Poker ha fondi insufficienti, e non può pagare i suoi giocatori. Secondo le nuove accuse, il 21 marzo 2011, FTP aveva solo $60 milioni nei suoi conti bancari, mentre deve quasi $390 milioni ai suoi giocatori – di cui $150 ai players americani. Nonostante fosse a corto di denaro, la società ha trovato lo stesso il modo di pagare i membri del consiglio di amministrazione, il CEO Ray Bitar, Howard Lederer, Chris “Jesus” Ferguson e Rafe Furst, per quasi $200 milioni.

Dato che questa è una causa civile, questi quattro individui non rischiano il carcere al momento, ma le loro proprietà potrebbero essere sicuramente a rischio in futuro – inclusi i conti bancari citati nelle nuove accuse. Se il Dipartimento di Giustizia avesse la possibilità di sequestrare questi assets, avrà la responsabilità di restituire i soldi al giocatori. Loro sono le vittime, e dovrebbero essere protetti in ogni modo. La procura di Manhattan di solito si occupa solo di casi vinti in partenza, quindi speriamo ci sia ancora la possibilità di un rimborso.

La (mancanza) lungimiranza che FTP ha mostrato è strabiliante. Una volta che le transizioni dei pagamenti hanno iniziato a tardare, avrebbero dovuto affrontare il problema immediatamente. Una volta che si sono fermate completamente, avrebbero dovuto bloccare tutti i depositi e far sapere il problema. Invece, hanno dato credito ai giocatori con soldi del monopoli e ora si ritrovano in una situazione in cui devono più di quanto dovrebbero. Se questo è dovuto alla avidità, pigrizia o stupidità è cosa incerta. Speriamo, questi quattro uomini paghino il prezzo, e la giustizia serva per coloro che si trovano nel limbo.

2. I media sono spietati.

Una volta che le parole “schema di Ponzi ” sono state inserite nelle accuse del procuratore americano Preet Bharara, i media hanno iniziato il loro attacco. Il New York Times ha scritto, “Full Tilt Poker è uno ‘Schema di Ponzi Globale,’ dice il Procuratore,” la CNN ha intervistato Greg Raymer per discutere delle implicazioni, e FOX Business ha condotto questa orribile, imbarazzante intervista con Tom “durrrr” Dwan, in cui Stuart Varney chiede a Dwan se lui gioca a tavoli veri.

Buona questa.

Siamo abituati ai media che distorcono il poker, ma questo caso è esponenzialmente peggiore perché non si è trattato affatto di uno schema di Ponzi. I membri della dirigenza di FTP non avevano in mente di imbrogliare i loro clienti – è semplicemente successo. Continuare a pagare se stessi è stato disonesto, e non comunicare i problemi delle transazioni è stato da stolti, ma ciò non lo rende uno schema di Ponzi. Bernie Madoff, l’uomo simbolo degli schemi di Ponzi, ha sistematicamente fabbricato informazioni in modo che i suoi investitori mettessero erroneamente mano al proprio portafoglio. Madoff ha ricevuto una condanna a 150 anni di carcere – il massimo della pena.

La prossima volta che l’industria del poker comparirà sui media principali, facciamo che sia per qualcosa di positivo. La settimana scorsa è stato un forte mal di testa, e questi titoli nazionali e internazionali non hanno aiutato.

3. Rafe Furst, siediti

Dopo essere stato accusato, Rafe Furst ha scritto una lettera aperta a riguardo della situazione. Lui assicura i lettori che non ha niente da nascondere, cosa che va bene, ma poi si lamenta:

“Fa schifo dover sopportare tutti gli attacchi contro di me sui media e i social network senza essere in grado di difendermi. Privatamente tuttavia ho ricevuto un incredibile sostegno da molti di voi, e non posso dirvi quanto ciò significhi per me. Probabilmente non dovrete mai sopportare qualcosa del genere, ma se doveste farlo, spero che abbiate dei buoni amici come i miei.”

Wow. Qualcuno chiami la wambulance. Mr. Furst, se hai ricevuto un incredibile sostegno in privato, allora perché non lo mantieni privato. Non scrivere sul blog, piangendo per un sostegno quando sei nella dirigenza di una società che ha debiti per oltre $300 milioni. Fare la vittima ti aiuterà in questo caso, quindi potresti stare calmo e lasciare che gli eventi facciano il loro corso. Odio dire ciò, ma Howard Lederer ha gestito il casino post-Black Friday in modo magistrale – è stato invisibile e in silenzio.

La parte migliore del post di Furst? Il primo commento: “Sono stato sfrattato dal mio appartamento…scommetto che tu vivi in una gated community [imprecazione cancellata]. Pagami i miei soldi.”

4. Cosa abbiamo imparato da Phil Ivey

Sembra che Phil Ivey non avesse idea delle negligenze di FTP, e, visto che è stato lasciato all’oscuro di tutto, la sua decisione di boicottare le World Series of Poker 2011 è stata legittima. Praticamente è scomparso dal Black Friday (chi può biasimarlo), lasciando il resto del mondo del poker a speculare dove sia e cosa stia facendo. Molte persone credono che Ivey sia stato in Irlanda, a intrattenere potenziali investitori, provando a far vendere la società. Alla fine però ciò non è avvenuto. Ora FTP è solo un guscio di una società, con un ottimo software e centinaia di milioni di dollari di debiti.

Cosa interessante, abbiamo ricevuto una visione del valore potenziale netto di Ivey. Per anni, si è speculato che il suo range fosse tra gli $80-$90 milioni, ma sapendo che i dirigenti hanno ricevuto massimo circa $40 milioni, le nostre stime si abbassano. Ivey probabilmente è stato quello a ricevere più soldi al di fuori del consiglio di amministrazione – lui è la figura più iconica del poker – ma pensare che ha quasi raddoppiato il guadagno più alto del membro del consiglio sarebbe folle. Fuori dagli affari sappiamo che Ivey è un grande bianco tra gli squali (questo è un omaggio alla riflessione numero due), ma i games a Macau non sono così stupefacenti.

Indipendentemente da ciò, speriamo di vedere Ivey presto ai tavoli. La sua presenza, misticità e popolarità sono ineguagliate nel settore.

5. Tom “durrrr” Dwan è il nostro cavaliere in armatura splendente

Tom “durrrr” Dwan sta lottando per i giocatori. Ha garantito di riavere tutto quello che ha guadagnato da FTP, e ripagherà i soldi prestatigli dal sito – fin tanto che i soldi andranno anche ai giocatori. Dwan ha discusso con PokerNews della situazione, e del perché non ha potuto parlare durante l’estate.

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Spallata della Corte Giustizia UE ai Monopoli europei

corte-giustiziaLa Corte di Giustizia Europea ha mandato un chiaro messaggio al Governo Austriaco e a tutti gli esecutivi del vecchio continente sulle finalità che devono perseguire nell’ambito del gambling online, mentre nello stato tedesco di Schleswig-Holstein è stata approvata una nuova legge che regolamenta il poker e tutti i giochi in rete; è una novità assoluta per la Germania.

Grazie a queste importanti novità dell’ultima ora, il titolo Bwin-Party ha registrato un’impennata sul listino del London Stock Exchange. In territorio positivo anche le azioni degli altri competitor, considerando le sollecitazioni della Corte ad una futura armonizzazione della normativa.

La Corte di Giustizia Europea ha pubblicato le motivazioni della sentenza del caso “Dickinger Ömer” (C-347/09), dando indicazioni molto rigide. Questo autorevole precedente rischia di resettare alcuni mercati europei ancora chiusi alla libera concorrenza.

Il caso specifico vede contrapposta la compagnia con licenza maltese Bet-at-Home con i monopoli austriaci. La Corte ha sottolineato come il sistema normativo di settore sia frammentato tra i 27 membri dell’Unione; vi è una palese difformità tra uno stato e l’altro.

poker-online-europaPer quanto riguarda Bet-at-Home, la corte di Giustizia ha rinviato la decisione finale al giudice austriaco che aveva ricevuto per primo il ricorso: sarà lui a valutare se il monopolio nazionale “fornisce effettivamente un livello particolarmente elevato di tutela dei consumatori, come richiesto dalla Corte di Giustizia”.

I giudici hanno stabilito alcuni principi molto importanti sul ruolo che devono assumere gli enti di controllo per essere in armonia con la normativa comunitaria e sulle finalità da perseguire da parte dei Governi:

– un monopolio può essere legittimo, soltanto se persegue in modo coerente e sistematico, l’obiettivo di lotta contro i pericoli ai quali sono esposti i comuni cittadini del singolo stato;- la legislazione, per giustificare un monopolio, deve “assicurare un livello particolarmente elevato di protezione” ai giocatori e cittadini (paragrafo 54 della sentenza);- la normativa nazionale “deve essere basata su una constatazione reale che il crimine e le frodi legate al gioco siano un problema effettivamente presente nello Stato membro interessato”;- il paragrafo 67 prevede: “una politica di espansione di nuovi giochi d’azzardo (e la pubblicità di tali giochi) non può essere considerata coerente a meno che la scala di attività illecite sia significativa. L’obiettivo di proteggere i consumatori dalla dipendenza al gioco d’azzardo è in linea di principio difficile da conciliare con una politica di espansione dei giochi stessi”;- il paragrafo 69 della sentenza fa una distinzione importante tra “politica commerciale sobria e quella di espansione, il cui unico obiettivo è quello di allargare il mercato. Tale politica non è coerente con l’obiettivo di combattere il crimine e la frode”.

bwin-partyUn messaggio profondo da parte dei giudici europei: la priorità per i monopoli ed i governi è quello di assicurare la massima tutela ai consumatori e non pensare esclusivamente alle entrate erariali e l’espansione commerciale dei giochi.

Ma c’è anche un problema di vigilanza. Il caso Full Tilt Poker ha fatto scuola in questi mesi con molti giocatori che sono tutt’ora con il fiato sospeso. Gli enti che rilasciano le licenze devono vigilare sul mercato e sulle società, proprio per tutelare i consumatori.

In Italia si sta muovendo qualcosa di importante in questo senso: AAMS ha introdotto – con un decreto – indici di solidità patrimoniale che dovranno rispettare tutti i concessionari. Un primo passo significativo. Gli enti di controllo, in futuro, dovranno avere i medesimi poteri di una Consob, per offrire una garanzia ancora maggiore all’utente finale ed evitare altri casi come quello riguardante la seconda poker room del pianeta.

Ritornando alla recente sentenza, la Corte, rinviando la decisione del caso specifico al giudice austriaco, ha stabilito che solo i tribunali nazionali possono valutare la legislazione in vigore e la legittimità e coerenza del ruolo assunto dai monopoli nazionali.

Per questo motivo, la decisione dell’organo europeo diventa di strettissima attualità per il mercato italiano, considerando il ricorso presentato da StanleyBet al Tar del Lazio che ha contestato la legittimità delle nuove concessioni previste nella “Legge per gli adeguamenti degli obblighi comunitari”. Ci sono poi tre cause pendenti dinanzi alla Corte Europea, su rinvii predisposti da giudici italiani.

london-stock-exchangeI mercati hanno accolto la sentenza con particolare favore, in ottica di una futura ed unica normativa europea che dovrà garantire uniformità tra tutti gli stati membri: regole uguali per tutti. Ma la Commissione Europea non prenderà una decisione al riguardo prima del 2012 e soprattutto difficilmente negherà ai singoli stati di rilasciare le licenze per i mercati interni. Nel frattempo, in una sola seduta, il titolo Bwin-Party ha incrementato il proprio valore del 9,3% mentre le azioni di Betfair sono salite di 3 punti percentuali.

A favorire il balzo in avanti della multinazionale austriaca è stata anche la nuova legge sul poker e le scommesse online, approvata nello stato settentrionale tedesco dello Schleswig-Holstein. Per la prima volta, in Germania vengono aperte le porte ai bookmakers e alle poker rooms europee. Una svolta importante in terra tedesca e non solo.

E’ necessaria una normativa europea comune sul gioco online a tutela dei giocatori? Esprimi la tua opinione sul nostro forum!

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La Lettera del Sen. Lesniak Pens al Dipartimento di Giustizia USA

28 Luglio 2011, Matthew Kredell

poker politics

Il Senatore del New Jersey Raymond Lesniak ha preso spunto dalla lettera dei Senatori Harry Reid e Jon Kyl, nella quale si chiedeva al Procuratore Generale Eric Holder di ribadire, come rappresentante del dipartimento di giustizia, l’illegalità del gioco d’azzardo intrastale in base alle leggi federali, per fomentare la polemica.

Lesniak, che era riuscito a far passare una proposta di legge atta a legalizzare il poker online a livello intrastatale all’interno del New Jersey solo per poi vedervi apporre il veto da parte del Gov. Chris Christie, ha scritto una sua lettera ad Holder sottolineando come la sua asserzione sia “priva di fondamenti fattuali o legali.”

La prima lettera di Leader Reid (D-Nev.) e Whip Kyl (R-Ariz.) rimproverava il DOJ per aver permesso in passato a siti come PokerStars di aver operato negli USA e chiedeva al dipartimento di adottare misure più severe verso il gioco d’azzardo illegale via internet.

“Ho voluto rispondere alle recenti affermazioni dei senatori Harry Reid e Jon Kyl che erano semplicemente non fondate su alcuna legge ma piuttosto dettate da interessi di parte,” ha detto Lesniak. “Stando alle attuali leggi federali, semplicemente non ci sono le basi per vietare al New Jersey o a qualsiasi altro stato di realizzare e regolamentare un sistema per il gioco d’azzardo online a livello intrastatale.”

Lesniak ha inoltre scritto nella lettera che intende introdurre una proposta di legge in risposta alle preoccupazioni del governatore entro fine anno. La precedente proposta di Lesniak era infatti passata la volta scorsa in entrambe le camere ma perché possa diventare legge, è necessaria la firma e quindi il compromesso con il governatore.

La protesta di Lesniak si basa sul fatto che secondo lui il Wire Act era stato introdotto per punire gruppi criminali che utilizzano i sistemi di telecomunicazione per gestire scommesse sportive, non per vietare la creazione di un sistema regolamentato e con licenza statale.

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